Pur rimanendo concettualmente fedele alla formula originale, la quarta generazione della Range Rover cambia in maniera sostanziale, trasformandosi, a tutti gli effetti, in una limousine sui generis, dove le caratteristiche una volta distintive e uniche (trazione integrale e capacità off-road su tutte) sono solo complementari a un progetto dove tutto sembra improntato al lusso sfrenato.

Caratteristiche. La nuova natura "à la limo" risulta evidente non appena ci si issa all?interno di un abitacolo elegante e raffinato. Il cambio automatico è lo stesso, a torretta fuoriuscente, delle Jaguar: bello a vedersi, non apprezzato da tutti. Rimane, poi, la strumentazione digitale: sarà divertente, ma il simulacro dei veri orologi può non piacere. Per finire, i pulsanti degli alzacristalli messi in alto sulla portiera sono scomodi, come dopo parecchie centinaia di chilometri lo è il sedile, nonostante le regolazioni elettriche (e la funzione massaggio!). Le note negative ? del tutto relative ? finiscono qui. La plancia, su cui un po? tutti avevano pasticciato, ha beneficiato di una salutare semplificazione, nel design come nella funzionalità. Nettamente migliore lo spazio per i passeggeri posteriori, in ossequio al passo allungato, così come sono inappuntabili la finitura e la ricchezza degli equipaggiamenti, anche se va considerato come il prezzo di partenza (115.200 euro per la top di gamma Autobiography) sia puramente indicativo, ché se uno si sbizzarrisce con gli optional si toccano livelli preoccupanti.

Come va. La quarta serie dell?inglesona propone un deciso miglioramento delle potenzialità stradali rispetto alla terza, che andava già bene. Gran merito va alla drastica cura dimagrante cui è stata sottoposta, ben lontana dagli oltre 400 chili promessi dalla Casa, ma che, in ogni caso, ha drasticamente modificato il comportamento della Range. Senza entrare in considerazioni tecniche, il risultato su strada è di assoluto livello. Il tremila sei cilindri, depotenziato di qualche cavallo per evitare il superbollo, fa un figurone: staccare gli 8,1 secondi nello 0-100 è un risultato d?eccellenza, pur prendendo in considerazione l?ottimo funzionamento dell?automatico otto marce, dolce e veloce. Quel che più colpisce è il controllo della cassa alle alte velocità, che si accompagna a una comodità da berlinona d?élite.

Vocazione off-road. Sembrerebbe una contraddizione in termini progettare un?auto in grado di rivaleggiare con una Classe S in fatto di confort e, allo stesso tempo, dotarla di un apparato off-road in grado di affrontare senza patemi la giungla del Borneo. Però, alla Land Rover tengono al proprio codice genetico, e quindi hanno mantenuto la trazione integrale del modello precedente, arricchendola con la versione più sofisticata del Terrain response. Volendo viziarsi, si può lasciare fare tutto al sistema automatico di selezione del settaggio più adatto al terreno, altrimenti, ci si può divertire a smanettare con i tasti. Il problema, alla fine, è sempre quello: ma davvero ci sarà qualcuno che saprà, o vorrà, testare le fenomenali doti avventurose di una limousine?

In sintesi. L?ormai scomparso Charles Spencer King, papà della prima Range, era solito dire che chi comprava un?auto del genere per guidarla in città non aveva capito nulla della sua natura. La lezione del vecchio Charles, a quanto pare, è andata perduta dalle parti di Solihull: la quarta serie nasce per essere un?alternativa, la più snob che esista, alle solite, perfette e asettiche berlinone di rappresentanza. Certo, costa una fucilata, infrangendo con fragore quota 100 mila. Però la sostanza c?è tutta, con in più le doti da fuoristradista di razza: magari uno non le userà mai, ma sapere che si possono superare guadi da 90 centimetri è un sottile piacere che non ha prezzo.