Lasciamo da parte le GTI del passato e concentriamoci su quella di oggi, che si distingue dalle altre Golf per pochi e misurati dettagli: un paio di spoiler, i cerchi di lega a cinque razze e gli scarichi, che sono due e ben incorniciati da un estrattore. In più c?è un assetto leggermente ribassato che le conferisce dinamismo senza intaccare l?equilibrio generale delle forme.

Ti butti nel traffico e "lei" ti viene dietro morbida e mansueta. Come una Golf qualsiasi, appunto. Alla faccia dei suoi cento e passa cavalli/litro, il 2.000 turbo sfoggia tutta la rotondità di cui è capace e il cambio Dsg ti lusinga con passaggi di marcia quasi inavvertibili. E, mentre sei in coda, hai tutto il tempo per dare un?occhiata agli interni e accorgerti che, se conosci un po? la Golf in generale, non c?è granché di cui stupirsi. Comunque, non appena il traffico, gli impegni e tutto il resto ti danno un po' tregua, puoi finalmente dedicarti a capire dove finisce la Golf qualsiasi e dove comincia la GTI. Il due litri a iniezione diretta t?incanta quasi subito. Dalla colonna sonora, gratificante a tutti i regimi, all?allungo, pieno e vigoroso fino quasi al limitatore. Il tutto mentre la turbina spinge alla grande, ma senza la minima violenza, tant?è che spesso ti dimentichi che la GTI è sovralimentata.

Quando ci dai dentro, il cambio rivela la sua seconda e diabolica personalità e la paciosa morbidezza che te lo aveva fatto scambiare per un automatico "classico" svanisce. Se cominci a usare i paddle al volante, il Dsg passa da una marcia all?altra con buona prontezza e senza il minimo scossone. E intanto riesci a concentrarti completamente sulla strada. Così, mentre la curva s?avvicina velocemente, puoi decidere per bene dov?è meglio piazzare il muso della GTI per arrivare alla corda nella maniera più pulita. Ed è proprio in quel momento che t?accorgi che le scalate sono sempre un po? lente. Diciamo la verità: troppo lente su una sportiva. Peccato. Gli amanti del manuale, comunque, possono stare tranquilli: la GTI è disponibile anche con il classico sei marce, risparmiando 1.800 euro e guadagnando un bel pedale della frizione.

Curva dopo curva, il telaio ti convince sempre di più: l?assetto ribassato, le molle più rigide e i cerchi da 17" migliorano le buone qualità dinamiche comuni a tutte le Golf, non c?è dubbio, e l?XDS ti aiuta a uscire dalle curve più strette. Si tratta di un?estensione dell?Esp: grazie all?elettronica (e ai freni) si evita il pattinamento della ruota motrice interna e si minimizza l?eventuale sottosterzo. Il risultato è che la GTI ti colpisce per la sua compostezza, per la sua capacità di perdonare eventuali errori anche quando vai forte, per la facilità con cui si lascia gestire nelle manovre d?emergenza. Per chi il volante lo sa tenere in mano davvero, va a finire che tutta questa perfezione rovina (almeno in parte) il divertimento. Mica la vorresti mettere di traverso, per carità, ma ti piacerebbe sentire il sapore vero della guida, giocare un po? al domatore con la belva feroce. In una parola, vorresti emozionarti. Ma lei no, non ci sta, e continua a fare la perfettina, la prima della classe.