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Euro 7
Entro luglio la proposta della Commissione europea

Euro 7
Entro luglio la proposta della Commissione europea
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Thierry Breton torna a parlare di Euro 7 e delle tempistiche di approvazione del nuovo standard sulle emissioni: “La Commissione europea sta facendo passi avanti sulla nuova normativa, che prevediamo sia approvata a luglio", ha detto il responsabile per il mercato interno, intervenendo alla commissione Ambiente del del Parlamento europeo.

Standard mondiale. Breton ha quindi rimarcato l’opinione già espressa a inizio aprile, in occasione di un suo viaggio in Italia per l’inaugurazione dei nuovi laboratori per il controllo delle emissioni a Ispra, che lo ha portato anche a visitare Torino e a incontrare i vertici di Stellantis. A suo avviso, infatti, la nuova normativa consentirà al settore automobilistico “di produrre in Europa i veicoli con motore a combustione più puliti al mondo". Inoltre, l’obbligo di ridurre ulteriormente le emissioni determinerà "un vantaggio" per il Vecchio continente, perché permetterà alla sua industria di “rimanere presente su un mercato di esportazione mondiale dove la domanda di motori tradizionali durerà per decenni". Breton non ha comunque fornito dettagli sulla proposta: "Vogliamo ridurre i limiti di emissioni secondo gli ultimi sviluppi tecnologici", ma anche "capire meglio le reali condizioni delle emissioni legate alla guida, in particolare utilizzando le tecnologie digitali. Infine, presteremo particolare attenzione alla sostenibilità delle nostre esigenze di mobilità".

COMMENTI

  • Come diceva qualcuno sono tutte "chiacchere e distintivo." Personalmente vedo bene il Telestrasporto. !!!!!
  • Un’altra dimostrazione che i politici, quelli che a turno fanno parte della Commissione Europea, sono preparati superficialmente in materia e solo abbastanza per fare bella figura quando parlano in conferenze per far vedere che sono degli esperti poi per il resto si affidano a consulenti pagati più che profumatamente per essere guidati quando arriva il momento di prendere decisioni giuste o sbagliate che siano. Ormai mi sono convinto che i costruttori europei sono quelli che tutti uniti ed in coro, già molto tempo fa, avrebbero dovuto battere i pugni e dire il troppo stroppia, Euro6 è più che sufficiente e smettiamola con queste dichiarazioni che entro questa o tale data le vetture saranno solo elettriche perchè se si continuerà con questo andazzo di ricorrenti crisi economiche, varie pandemie e qualche guerra nel mezzo, di gente comune che potrà acquistare costosissime auto elettriche ce ne sarà ben poca una situazione che porterà a una conseguente riduzione dei rittimi produttivi che già sono ridotti a un minimo record.
  • Ovvio il motore termico non potrà essere abbandonato, neanche in europa. Se fosse vero, allora addio alle fabbriche eu, le norme stringenti non vengono applicate negli altri paesi, quindi ha ragione Vin Leo
  • Giusta osservazione , si intuisce che tale produzione , giustamente , non sarà destinata slo per il mercato extra europeo
  • Ovvio che qui si gioca il futuro dell'industria automotive europea. Appare abbastanza ridicola l'intenzione di varare norme adatte ad esportare i motori termici, se non sarà più possibile venderli qui, nessuna casa investirà denaro per sviluppare e produrre tali motori, se devono essere destinati all'africa e/o al sudamerica li produrranno in loco e certamente non sarà necessaria una costosa e stringente normativa Euro7 visto che l'attuale 6 già produce emissioni trascurabili al confronto di quel che hanno oggi in quelle zone...
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  • La definizione dettagliata della nuova normativa Euro 7, che dovrebbe essere appunto ufficializzata entro Luglio, è di gran lunga il più importante "anello mancante" che tutti i costruttori stanno aspettando per definire quale sarà il futuro a medio termine (5-10 anni) dei motori termici per il mercato europeo. La Commissione Europea dovrebbe sapere (condizionale è d'obbilgo) che stavolta non può tirare troppo la corda con una normativa capestro super-stringente. Se così facesse, poi molti costruttori deciderebbero di non investire gli enormi capitali necessari per sviluppare i nuovi motori termici in grado di soddisfarla, avendo una prospettiva di pochi anni di produzione, e nessun potenziale vantaggio tecnologico a lungo termine, dato che questa sarà l'ultima generazione di motori termici.
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