Industria e Finanza

Gruppo Volkswagen
Pieno sostegno a Diess, tramonta l'ipotesi di vendere Lamborghini

Gruppo Volkswagen
Pieno sostegno a Diess, tramonta l'ipotesi di vendere Lamborghini
Chiudi

Herbert Diess è riuscito a ottenere una parziale vittoria nella contesa con i rappresentanti dei lavoratori del gruppo Volkswagen. Il manager bavarese ha ricevuto il pieno supporto del consiglio di sorveglianza del gruppo tedesco ai suoi programmi di ristrutturazione e trasformazione, ottenendo un consenso anche per quasi tutte le sue richieste sul fronte di strategie e governance. È stata respinta, invece, l'istanza per il rinnovo anticipato del mandato in scadenza nella primavera del 2023, come già deciso pochi giorni fa dal presidium, il comitato ristretto dello stesso consiglio di sorveglianza riunitosi appositamente per risolvere le diatribe tra Diess e il presidente del consiglio di fabbrica, Bernd Osterloh. Nella riunione, i vertici di Wolfsburg hanno anche preso una decisione definitiva sulla cessione dei marchi Lamborghini e Ducati, che rimarranno di proprietà del gruppo.

Il caso. L’amministratore delegato, nel tentativo di avere maggior potere e libertà d’azione, aveva chiesto una sorta di voto di fiducia sul suo operato dopo i frequenti attriti con i vertici sindacali e, soprattutto, con Osterloh in merito al piano di ristrutturazione e riorganizzazione dell'intero gruppo. Le iniziative varate negli ultimi anni per ridurre la complessità della struttura operativa, velocizzare il processo decisionale e migliorare l’efficienza hanno spesso incontrato la forte opposizione dei rappresentanti dei lavoratori. Non solo. Diess sta cercando anche di cambiare il modus operandi interno al gruppo e, soprattutto, la cultura aziendale, per mettersi definitivamente alle spalle lo scandalo del Dieselgate. Tuttavia, le continue critiche per la lentezza nell’accettare i cambiamenti e per le dichiarazioni di ammirazione verso altre realtà come la Tesla hanno creato un clima di sfiducia nei suoi confronti. Il quadro è stato esacerbato dalla mancanza di rapidità nella nomina di alcune figure apicali all’interno del consiglio di gestione: il responsabile acquisti e soprattutto il ruolo di direttore finanziario, oggi nelle mani di Frank Witter, destinato alla pensione alla fine del prossimo giugno. Diess ha chiesto la sua sostituzione con Arno Antlitz, attuale direttore finanziario dell’Audi inviso a Osterloh, e pare aver minacciato perfino le dimissioni nel caso di risposte negative alle sue istanze.

Il sostegno. Ora, stando anche alle dichiarazioni del consiglio di sorveglianza e di Osterloh, la frattura sembra sia stata ricomposta. "Herbert Diess ha avuto un impatto importante sulla Volkswagen dal 2015. Senza il suo impegno, la trasformazione dell'azienda non sarebbe stata così coerente e di successo. Il consiglio di sorveglianza apprezza la determinazione e la tenacia che Herbert Diess ha dimostrato nel portare avanti non solo i cambiamenti tecnologici e il suo contributo al raggiungimento degli obiettivi climatici e dei risultati finanziari. Nei prossimi anni, il consiglio di gestione della Volkswagen implementerà la strategia con Herbert Diess al vertice”, hanno dichiarato i consiglieri, sottolineando “il pieno sostegno del consiglio di sorveglianza non solo per quanto riguarda il nuovo orientamento verso l'elettromobilità e la digitalizzazione, ma anche per l'aumento dell'efficienza e della redditività in tutti i marchi e le divisioni del gruppo. In questo contesto, resta nostro obiettivo comune coniugare la trasformazione con un alto livello di qualificazione e opportunità future per i dipendenti e - tenendo conto dei programmi esistenti - organizzare la necessaria riduzione del personale per mezzo dei collaudati strumenti di gestione del personale”. "Esiste - ha aggiunto Osterloh - un totale accordo tra il consiglio di sorveglianza, il consiglio di gestione e i rappresentanti dei dipendenti sull'orientamento del gruppo verso gli obiettivi di trasformazione strategica. Nel corso della loro attuazione, tutte le persone coinvolte continuano a sostenere la parità di condizioni tra redditività e salvaguardia dei posti di lavoro, nonché l'importanza della formazione. Ciò dimostra ancora una volta che possiamo affrontare al meglio le grandi sfide che ci attendono solo lavorando insieme”.

Le decisioni. Pertanto è stato deliberato all'unanimità “il pieno supporto all’implementazione della strategia Together 2025+” varata da Diess per l’elettrificazione e la digitalizzazione: in tale quadro è stata approvata una riorganizzazione del consiglio di gestione incentrata non solo sulla nomina di Antlitz quale nuovo direttore finanziario del gruppo. È stata infatti istituita una nuova area di responsabilità, la “tecnologia”, che sarà affidata dal primo gennaio prossimo a Thomas Schmall, attuale Chief Executive Officer della Volkswagen Group Components. Schmall sarà responsabile di tutte le attività nel campo della componentistica, della commercializzazione delle piattaforme Volkswagen a terzi, dello sviluppo, della produzione e dell’approvvigionamento di batterie, dei sistemi di ricarica e delle relative joint venture in tutto il mondo. Gli Acquisti sono stati quindi separati dall’area Componenti e assegnati a Murat Aksel, titolare di analogo incarico per il solo marchio Volkswagen. 

Nuovi tagli. Diess è anche riuscito a convincere il consiglio di sorveglianza della necessità di procedere con ulteriori tagli dei costi per liberare risorse da destinare alle nuove forme di mobilità. In tal senso è stata deciso di delineare, entro la fine del primo trimestre del 2021, un piano che, tenendo conto degli attuali programmi di sviluppo, riduca i costi fissi del 5% entro il 2023 e le spese per materie prime e altri materiali del 7% nei prossimi due anni. “Stiamo portando avanti con rigore la più grande trasformazione nella storia della Volkswagen. Nei prossimi anni, continueremo a investire in elettromobilità, digitalizzazione e tecnologia delle batterie e, allo stesso tempo, ridurremo sostanzialmente i costi fissi e dei materiali in tutto il gruppo in tutti i marchi e le regioni al fine di garantire la futura redditività della Volkswagen", ha commentato Diess.

No alla vendita di Lamborghini e Ducati. Il manager, invece, sembra aver accettato di riporre nel cassetto alcuni suoi progetti di razionalizzazione del portafoglio marchi. Il consiglio, infatti, ha deciso che la Lamborghini e la Ducati rimangano all'interno del gruppo Volkswagen e non vengano quindi cedute come emerso nelle ultime settimane anche se questo non esclude l’ipotesi di una quotazione in Borsa. È stato invece confermato il passaggio della Bentley sotto la responsabilità dell’Audi a partire dall’1 marzo 2021: in tal caso l’obiettivo è sfruttare le possibili sinergie nel campo dell’elettrificazione e quindi sostenere la trasformazione della Casa di Crewe in un marchio 100% elettrico. Nessuna menzione è stata fatta sulla Bugatti e sulla possibile cessione alla croata Rimac.

Nuovo progetto a Wolfsburg. Taglio dei costi ed elettrificazione sono, infine, i cardini di un nuovo progetto per la storica sede di Wolfsburg, destinata a diventare a medio termine una "fabbrica pionieristica per la produzione altamente automatizzata di veicoli elettrici”. Nell’impianto della Bassa Sassonia sarà realizzato il futuro mezzo alla spina di riferimento del marchio Volkswagen sulla base di "condizioni altamente produttive, che siano anche competitive in termini di costi". A tal fine verrà avviato un progetto, simile al progetto Artemis dell'Audi, per raggruppare tutte le attività dallo sviluppo del veicolo fino alla produzione.

COMMENTI

  • @Vin,Bond,Schiavio: vi ringrazio per la "solidarietà", ma non essendo io così solito scrivere sul sito, pur leggendo spesso ed apprezzando i vostri commenti, l'ho presa un po'male questa cosa della policy con una logica tutta sua e dalla malriuscita, se questo era l'intento, volontà di fungere da moderazione... o quantomeno in parte.
  • Siamo off-topic ma aggiungo a quanto già detto sotto da Vin. Passi per il sito on-line che è gratuito, giustissimo e lecito far pagare determinati contenuti (come hanno fatto ormai tutti i quotidiani). Ma da abbonato di lunga data del cartaceo, che fino a prova contraria dovrebbe essere ancora il core business di 4R, mi sento preso in giro ad essere divenuto utente di serie B. sto seriamente riflettendo di non rinnovare più a scadenza.
  • ho scritto un commento educatissimo e senza alcuna parola che si possa ritenere "critica"... ma la policy del sito me lo blocca e francamente riscriverlo sforbiciato non avrebbe senso (peraltro non ho idea di quale parola lo "mandi in crisi di panico"). Vergogna! Piuttosto dotatevi di una seria moderazione, che tra non molto scapperanno anche gli ultimi superstiti del forum.
     Leggi le risposte
  • Le metamorfosi di un Impero sono ripetitive nella storia. Generalmente -lo ricorda il poeta Brodskij- quando la Capitale e' in crisi le Provincie mantengono solidi i principi e la prassi. In questo modo, l'Impero puo' sopravvivere nonostante certe disfunzionalita' del suo 'centro'. Per dire: Audi, Porsche, VW brands han resistito benissimo al dieselgate. E la cosa rende grande onore al lavoro di 50anni e piu' nel costruire la reputazione di questi eccellenti brands. Poi pero' ci possiamo chiedere laconicamente: "fino a quando?"
     Leggi le risposte
  • Al di la di tutte le diatribe interne ad un gruppo elefantiaco, quello che interessa a noi italiani è che Ducati e Lambo non saranno vendute, le 2 aziende infatti stanno vivendo sotto l'ala VW il periodo più florido della loro storia e la possibilità di essere rimesse sul mercato, col rischio di finire nelle grinfie di un "Rossignolo qualsiasi" per ricadere negli stenti e le incertezze già vissute in passato, non credo fosse ciò che si auguravano i dipendenti. ........ Per il resto, mi pare fallito il tentativo di Diess di emulare Putin ed Erdogan facendosi assegnare i pieni poteri per gli anni a venire senza più dover rispondere ai consigli di sorveglianza, se per la VW ciò sarà un bene o un male lo scopriremo prossimamente.....
     Leggi le risposte