Con la "MX-5" (o "Miata") Mazda ha saputo reinventare la spider. Il successo è stato tale da indurre altri costruttori, negli anni successivi, a scendere in campo, con modelli analoghi, nel tentativo di conquistare una fetta di mercato in un settore che muove numeri piccoli ma fa tanto "immagine". Ora è la volta di Toyota, che ripropone la sua ex-berlinetta a motore centrale in una veste totalmente nuova. Il risultato, sebbene ci sia parso migliorabile, è più che dignitoso. Eppure, nel confronto con il punto di riferimento della categoria, la "MX-5", appunto, nata undici anni fa, non abbiamo riscontrato grandi progressi. D'accordo, la "MR2" è un tantino più comoda e spunta prestazioni lievemente migliori a parità di cilindrata e potenza (rispettivamente 1.8 litri e 103 kW), ma resta da chiedersi come un'auto dalla storia più che decennale riesca ancora a tenere testa all'ultimissima novità. Due le possibilità: o Toyota non aggiunge nulla di più a quanto realizzato tempo fa, oppure Mazda ha veramente creato un'automobile straordinaria. A giudicare dal successo della "MX-5", prende corpo quest'ultima ipotesi e viene da chiedersi se tra dieci anni saremo ancora qui a parlare di "MR2".