Renault reinterpreta la sua berlina compatta con forme inconsuete e originali, secondo i canoni stilistici inaugurati dalla "Avantime". L'abbiamo provata in due allestimenti particolarmente interessanti: la tre porte con motore "1600" a benzina e la cinque porte equipaggiata con il turbodiesel "1.5 dCi".

Le vere novità di questa seconda generazione di "Mégane" stanno sotto la carrozzeria e contribuiscono a migliorare la sicurezza, il piacere di guida e la qualità della vita a bordo. La plancia, paradigma di funzionalità, si distingue per la corretta disposizione dei comandi. Accoglienti e ben profilate le poltroncine, che consentono aggiustamenti fini, senza obbligare a contorsionismi di braccia e polsi.

In entrambe le versioni (che hanno le medesime misure interne) l'abitabilità non è da primato. In compenso, abbonda lo spazio per gli oggetti, non tanto per la capacità del bagagliaio, quanto per i numerosi vani sparsi dappertutto, persino nel pavimento.

Per quanto riguarda le motorizzazioni, il "1600" è abbastanza elastico, ma per trovare un po' di vigore occorre premere con decisione l'acceleratore: le prestazioni sono lievemente inferiori rispetto al modello precedente di pari cilindrata.

Oggettivamente modeste le performance del "1500" common rail, che in compenso è poco rumoroso e permette di muoversi nel traffico con disinvoltura, grazie soprattutto alla disponibilità di coppia fin dai regimi più bassi. Infine, il prezzo, davvero competitivo: a parità d'allestimento, la "Mégane" costa meno della concorrenza.