La domanda che ci si pone di fronte alla nuova "Panda" è se e quanto sarà in grado di rivaleggiare con la progenitrice, un "classico" nato nel lontano 1980. Per dare una prima risposta, l'abbiamo provata prima lungo i "carrugi", le strette viuzze caratteristiche del centro storico di Genova, e poi sull'autostrada.

Trovata la giusta sistemazione sul sedile, che offre un buon sostegno anche per la schiena, le prime cose che si notano sono la posizione del volante, regolabile in altezza, e della leva cambio, corta e posizionata in alto proprio sotto la plancia. Belli e ben leggibili gli strumenti, le cui informazioni sono completate da quelle del computer di bordo.

L'esame dei "caruggi" è stato superato senza difficoltà: la "Panda" ha potuto mettere in mostra la sua dote migliore, la maneggevolezza, favorita dallo sterzo "Dualdrive", dalla buona visibilità su tutti i lati e dall'immediata percezione degli ingombri anche in retromarcia. Casomai, dal "1200 Fire" ci aspettavamo più parsimonia nei consumi e maggiore brio negli scatti dal semaforo.

In autostrada, con la quinta inserita, la prontezza di risposta è accettabile, ma il sorpasso di eventuali veicoli lenti impone la scalata in quarta, operazione assolutamente gradevole anche perché il cambio è preciso e la frizione impegna scarsamente i muscoli della gamba sinistra. La quarta è un rapporto "tuttofare" pure sulle statali e sui tracciati misti.

Il bagagliaio, a schienale posteriore abbattuto, è in grado di contenere di tutto. La massima versatilità si ottiene comunque con lo schienale sdoppiato e la panchetta scorrevole (optional) che permette di modulare lo spazio a seconda delle necessità.

Su strada, la "Panda" denota una marcata tendenza al rollio, a causa della taratura morbida delle sospensioni, ma ciò non altera la sensazione di sicurezza che si percepisce passando da una curva a una controcurva. La risposta dell'avantreno è da manuale, col muso che "allarga" se si entra troppo veloci e segnala che bisogna ridurre la velocità. I freni, oltre a rispondere in modo sollecito e progressivo ai comandi del conducente, hanno dimostrato un'ottima resistenza alla fatica.