Già da qualche anno la Toyota "Rav4" e la Land Rover "Freelander" si contendono la leadership del mercato delle off-road, alternandosi al vertice della classifica delle vendite, soprattutto in Italia. In questa fase, qui da noi, prevale il consenso per la fuoristrada giapponese, ma la britannica continua a incalzarla nelle preferenze degli automobilisti.

Questo duello è stato enfatizzato nei mesi scorsi dal lancio in contemporanea delle rispettive nuove versioni. L'intervento più radicale, almeno esternamente, ha interessato la "Freelander", che si propone ora con un frontale più importante. Ovviamente, entrambe sono cambiate anche dentro, soprattutto a livello della plancia. Dal confronto, comunque, è emersa ancora una volta la sorprendente facilità di guida della "Rav4", che può contare anche sulla parsimonia del suo "2000" turbodiesel common rail da 85 kW-116 CV (coppia di 250 Nm fra 1800 e 3000 giri).

Oltre a essere meno potente, seppure soltanto per una manciata di cavalli (82 kW-111 CV, coppia di 260 Nm a 1750 giri), il quattro cilindri due litri a gasolio della rivale inglese, di origine BMW, consuma mediamente il 20% in più, anche a causa della maggiore massa (in condizioni di prova la "Freelander" pesava circa 120 chili più della "Rav4") che si deve portare dietro. D'altro canto, non si può fare a meno di sottolineare la superiore vocazione fuoristradistica della "Freelander", sebbene sia priva, come per altro la giapponese, di marce ridotte.

Nelle discese più impervie e a bassa aderenza la Suv di Solihull può però contare su un dispositivo elettronico, oggi sempre più diffuso sulle fuoristrada, che consente di avanzare a velocità costante (fino a un massimo di 7-8 km/h) mantenendo anche la direzionalità delle ruote. Dal canto suo, la "Rav4" si avvale ora del controllo della stabilità, altro grande elemento per la sicurezza, particolarmente efficace sull'asfalto.