Il pesante "lifting" subito dalla 3ª generazione della Cherokee non ha intaccato la forte personalità della fuoristrada americana, anzi, l?ha enfatizzata indurendone i lineamenti e ricalcando un po? lo stile della Commander, sorella più grande ma meno famosa.

Le dimensioni interne non sono mutate, ma l?abitacolo ha guadagnato qualche centimetro, limato qua e là, per offrire un po? più di spazio ai cinque occupanti. A soffrire di più è chi siede al centro della panchetta posteriore, stretto fra gli altri due passeggeri e, soprattutto, obbligato a tenersi tra i piedi l?ingombrante mobiletto centrale. Davanti si sta più comodi, anche se lo spazio disponibile non è proprio abbondante. Non ci si può lamentare, invece, della capacità di carico, che passa da 289 a 385 litri.

Le novità di maggior rilievo, tuttavia, si scoprono soltanto quando ci si mette al volante. La prima impressione è che la Cherokee sia diventata decisamente più brillante, nonostante l'incremento di potenza (si passa da 163 a 177 CV) sia lieve rispetto all'aumento di peso: ben 2150 kg in condizioni di prova, quasi 100 in più della precedente serie. Bene nello 0-100, ma anche in ripresa, complice il buon accoppiamento con il cambio automatico, un cinque marce con convertitore, rapido nella selezione e silenzioso. Ne trae giovamento anche la guida, che risulta molto più morbida e piacevole, oltre che sincera, soprattutto per effetto del lavoro delle nuove sospensioni, più sofisticate ed efficaci sull?asfalto, pur conservando inalterate le ottime doti fuoristradistiche.

Sui fondi cedevoli, infatti, la Cherokee mantiene un?eccellente presa sul terreno, anche nei passaggi impegnativi, dove può sfruttare le marce ridotte e, sulle discese più ripide e impegnative, anche il sistema di controllo automatico della velocità in una versione che consente una gestione più facile e intuitiva. Non migliorano, invece, i consumi, penalizzati, oltre che dalla massa, dalle resistenze della trazione integrale e dalla dimensioni delle gomme, nonché dalla sfavorevole aerodinamica imposta dal frontale molto importante.

Il vero tallone d?Achille della vettura, comunque, si conferma la frenata, caratterizzata da spazi d?arresto piuttosto lunghi e, soprattutto, da una cronica criticità nell?uso intenso. Senza questo limite, il nostro voto complessivo di pagella, già lievitato rispetto alla vecchia versione, sarebbe stato ancora migliore. Peccato, perché questa Jeep è davvero un?auto completa.