Alle volte, per essere concorrenti, non c?è bisogno di essere uguali e identiche: possono bastare legami, affinità e "simpatie". Ed è così che ti ritrovi a mettere una contro l?altra una Nissan Juke e una Mini Countryman. Ciò che le unisce è più forte di ciò che le separa, a cominciare dallo spirito e dal pubblico al quale si rivolgono. E anche dal punto di vista economico il risultato potrebbe sembrare molto simile, se ci si limitasse a guardare i prezzi di listino: 2.300 euro abbondanti dividono i 22.700 della Juke dai 25.050 della Mini. Alla fine, però, la forbice tra le due è arrivata a quasi 14.000 euro, frutto della mostruosa capacità della Mini di farti giocare con la sua infinita lista degli optional, mentre sulla Juke non si possono avere dotazioni come il cambio automatico, i fari allo Xeno o il tetto apribile.

Caratteristiche. Sono diverse, ma qualcosa che le accomuna c?è: fanno venire voglia di guidare. La Juke è più alta e "fascia" al punto giusto il pilota. Certo, sarebbe stato meglio se il piantone dello sterzo si fosse potuto regolare in profondità e in altezza. Per contro, la leva del cambio è molto è sempre a portata di mano. Gli interni della Juke, comunque, non riescono a far dimenticare l?impronta tipicamente giapponese, razionale e pratica, lontana mille miglia da quella gustosa gioiosità che è da sempre il marchio di fabbrica delle Mini. La Countryman, infatti, fa di tutto per mantenere la gradevole impostazione di famiglia, con tanto di tunnel che ricorda il serbatoio di una moto. Al centro della plancia, tornando alla Nissan, c?è un bel display ricco, colorato e divertente da usare. Peccato che sia troppo in basso per poterlo consultare con facilità mentre si è al volante. A livello di spazio, sulla Mini chi sta dietro ha più centimetri sopra la testa, mentre davanti non c?è molto da commentare per entrambe: si sale e si scende bene.

Prestazioni. I primi a non fare grossi distinguo sono stati gli strumenti del nostro Centro prove. Poi, quando le guidi, si passa alle sensazioni, ma la scelta rimane difficile: il 1.500 della Juke e il 1.600 della Countryman garantiscono buone prestazioni un po' in tutte le situazioni e, quel che più conta, non danno mai la sensazione di guidare automobili sottomotorizzate. In ripresa, magari, si potrebbe desiderare qualcosa di più: sono regolari, ma non particolarmente brillanti e così non è difficile trovarsi a scalare marcia. Operazione che, peraltro, si effettua con maggior piacere sulla Mini. Rispetto alla Countryman con trazione integrale, la media consumi di questa variante 4x2 passa a 14 chilometri tondi. Un valore interessante, che la mette sullo stesso piano della Juke (14,2 km/litro). Tutto praticamente identico, quindi, anche se la giapponese si rivela decisamente più parca della rivale nelle rilevazioni a velocità costante.

Su strada. Entrambe mantengono le promesse di divertimento, anche se in maniera diversa. La Juke è vivace, piacevole e ci mette tutta la buona volontà per far dimenticare che il baricentro è un po? più in alto del solito. Certo, un po? di rollio c?è, ma le buone qualità dello sterzo aiutano a capire in ogni momento quello che sta accadendo. E, quando si esagera, entra in gioco l?elettronica, quasi maniacale nell?evitare il sovrasterzo. Tutto il contrario della Mini, che ha una naturale vocazione ad allargare le traiettorie con il retrotreno, anche qui sempre sotto il controllo di un Esp solerte e preciso. Nel complesso la Countryman è più gustosa della rivale: per quanto annacquato, il tradizionale feeling da kart è ancora lì. Bisogna solo cercarlo appena più del solito. Con la Juke, invece, si viaggia più comodi e non si tratta di sfumature. La Countryman, specie a velocità costante, è più rumorosa, ma è soprattutto la minor capacità di assorbire le sconnessioni a fare la differenza.

In sintesi. Con le automobili ci si può ancora divertire. E non parliamo di supercar che inalberano cavallini, tridenti o tori pronti alla carica. La Countryman e la Juke sono "umane", sono modelli che si acquistano e non si sognano, ma che riescono a sottrarsi al cliché dell?automobile intesa alla stregua di un semplice elettrodomestico per spostarsi da un punto all?altro. Non sono uguali, tutt?altro, ma si somigliano molto, perché sono tutt?è due divertenti, spigliate e "spiritose".