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La prova della 2.0 TDI 4Drive Style

SFOGLIA LA GALLERY

Su strada la Suv spagnola si fa notare subito. Il frontale richiama quello della Leon, ma è come se fosse stato ridisegnato in un’altra dimensione. La fiancata è caratterizzata da due nervature: la prima, a tutta lunghezza, isola, per così dire, l’abitacolo dal resto della vettura, mentre la seconda, molto più ampia e profonda, ricavata appena sopra i brancardi, dà tono e personalità all'insieme e, con i grandi passaruota un po’ squadrati, conferisce alla Seat Ateca una fisionomia del tutto particolare. 

SEAT Ateca: abbiamo provato la prima SUV spagnola

Comandi al posto giusto. A bordo si respira una bella atmosfera. L’ambiente, più in stile teutonico che latino, forse non è caldissimo, ma resta comunque accogliente. La selleria, di tessuto con le coste delle spalle di materiale diverso, è ben realizzata, ed è un attimo trovare la giusta posizione di guida, grazie alle regolazioni (manuali) ampie e abbastanza precise per il sedile e il volante. Si sta seduti in alto, ma non troppo, con le gambe semidistese e il volante non eccessivamente inclinato. In definitiva, una posizione più da sportiva che da Suv, sottolineata dal tunnel alto, dal quale spunta una leva del cambio più corta del solito. Dietro c’è la manopola del Driving experience, con cui si può scegliere tra sei diversi profili di guida: quattro per la marcia su strada, Normal, Sport, Eco e Individual, e due per quella su fondi sdrucciolevoli o particolarmente difficili (Snow e Off Road). Gli altri comandi sono raggruppati in modo ordinato sulla console, dove spicca lo schermo touch da 8 pollici del nuovo sistema multimediale.

La prova della 2.0 TDI 4Drive Style

Tratti di sportività. Le prestazioni sono interessanti. Grazie anche alla massa contenuta (1.659 kg in condizioni di prova con il pilota a bordo), l’Ateca acquista velocità rapidamente. La sensazione è quella di essere al volante di un’auto più agile e vivace di quanto l’aspetto potrebbe suggerire. E pure divertente, a ben vedere. Il merito è anche dell’assetto un po’ più rigido e frenato della norma che, di conseguenza, si traduce in reazioni rapide e decise. Lo sterzo non è prontissimo, ma neppure lento come su molte concorrenti. In altre parole, c’è quella giusta rapidità che consente di andare da una curva all’altra senza dover rimpiangere di essere al volante di un'auto più bassa.

La prova della 2.0 TDI 4Drive Style

Confort e consumi. Quanto al confort, la Suv spagnola non delude, che si tratti di attraversare una città o di percorrere mille chilometri in un giorno. L’assetto, come già ricordato, è un filo più rigido del solito, ma pur sempre in grado di filtrare piuttosto bene le asperità della strada. Meglio davanti, a dire il vero, meno dietro, dove, comunque, arriva qualche scossone di troppo quando si passa sulle sconnessioni più evidenti. L’abitacolo, poi, è bene isolato e il rumore, più che altro dovuto al rotolamento dei pneumatici e a qualche fruscio aerodinamico, rimane lontano. Cosi i chilometri scorrono via bene, senza apparente fatica. Peccato soltanto che i consumi, complici la trazione integrale, la gommatura extralarge e l'aerodinamica non proprio favorevole, non siano cosi contenuti. In città si fanno poco più di 14 chilometri con un litro di gasolio, che scendono a 13 nella marcia autostradale.

Marco Perucca Orfei
(prova ripresa da Quattroruote di agosto 2016, n. 732)

Pregi e difetti

MINI Mini 4ª serie (F56)

Mini John Cooper Works GP

Pregi

Abitabilità. Anche i più alti viaggiano bene. Dietro c'è tanto spazio sia per le gambe sia per la testa.

Prestazioni. È veloce, pronta, vivace, divertente da guidare e se la cava pure nel fuoristrada.

Difetti

Prezzo. L'accoppiata fra diesel e trazione integrale si paga cara. Per risparmiare, meglio puntare su 2WD o versioni benzina.

Esp. Ad alta velocità il sistema interviene in ritardo, lasciando un pò troppo libero il retrotreno.

Velocità

Massima

Accelerazione

0-100 km/h
400 da fermo
1 km da fermo

Ripresa

(a min/max carico)

70-120 km/h
1 km DA 70 km/h

Frenata

100 km/h a minimo carico

Percorrenza media e Autonomia

STATALE
AUTOSTRADA
CITTÀ
MINI Mini John Cooper Works GP
199.176 km/h
MINI Mini John Cooper Works GP
8.4 s
16.1 s
30.1 s
MINI Mini John Cooper Works GP
18.8/21.3 s
32.4 s
MINI Mini John Cooper Works GP
39.5 m
MINI Mini John Cooper Works GP
16.7 km/l
13.0 km/l
14.1 km/l
LEGENDA
  • N.P. - Rilevazione non possibile
 
Posto guida
Plancia e comandi
Strumentazione
Climatizzazione
Visibilità
Finitura
Accessori
Dotazioni di sicurezza/Adas
Abitabilità
Bagagliaio
Confort
Motore
Accelerazione
Ripresa
Cambio
Sterzo
Freni
Consumo
MINI Mini John Cooper Works GP
La prova della 2.0 TDI 4Drive Style

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