Quando nasce una vettura a sette posti, si finisce inevitabilmente col chiedersi a che cosa serva tutto quello spazio. In effetti, di famiglie numerose ce ne sono pochine e chi ha la necessità di trasferire frequentemente un numero elevato di persone si rivolge a mezzi più specifici, come i mini-van. E allora? Beh, le monovolume, se non lo sapete, sono un po' come i camper: se hanno quattro posti, ci si sta bene in tre; se ne hanno cinque, sono comode per quattro. E se i posti sono sette, appunto, sono l'ideale per cinque passeggeri. Così, la "Stream" (ma anche l'Opel "Zafira", la Mitsubishi "Space Wagon", persino la Seat "Alhambra") è praticamente perfetta: sia per coloro che si spostano quotidianamente per brevi tragitti, sia per chi desideri affrontare occasionalmente lunghi trasferimenti con tanti bagagli al seguito. La "grande" Honda (motore due litri da 115 kW-156 CV), tanto per dare un'idea, ha una capacità di carico di oltre 1000 litri quando i sedili sono configurati per ospitare cinque persone, per di più con ingombri esterni abbastanza contenuti: 4,57 metri di lunghezza e 1,91 di larghezza. Il due litri a benzina, tra l'altro, è potente, progressivo, fluido; le prestazioni sono brillanti e la guida, più in generale, è molto gradevole, secondo tradizione Honda. Insomma, difficile trovare un punto debole in un'auto coerente (anche se poco emozionante) e senza pecche significative. Rimane una sola perplessità, sulla "Stream": l'ingiustificata assenza, per ora, di una motorizzazione a gasolio. Una scelta o un errore di valutazione?