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ID.4, spazio all’elettrico - VIDEO

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ID.4, spazio all’elettrico - VIDEO
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Gli investimenti annunciati dalla Volkswagen nel campo delle elettriche sono quasi da manovra economica: 11 miliardi di euro entro il 2023, per correre verso un 2030 che sembra essere una deadline fatidica per i motori a scoppio (di recente anche la Ford si è sbilanciata parecchio in tal senso). Nel giro di sei mesi, due modelli già pronti arrivano in concessionaria con il (nuovo) marchio VW: prima la ID.3 (che abbiamo provato a novembre 2020) e ora la ID.4, la quale fatto una veloce visita in redazione in vista della Prova su strada.

Volkswagen ID.4: la prima volta al volante della crossover elettrica

Piattaforma multiforme. La ID.4 ha le stesse solide fondamenta della ID.3, ovvero il pianale Meb dotato di una flessibilità di allestimento straordinaria. Bisogna riconoscere che gli ingegneri del gruppo Volkswagen sono davvero dei maestri in questo, perché da qui prenderanno forma tutte le Bev dei segmenti C, C-Suv e D-Suv, alcune delle quali imminenti come la Skoda Enyaq. La ID.4 prende le sembianze di una crossover da 4 metri e 58 centimetri, è alta 1 metro e 61 e ha una linea originale che ricalca la sorella minore, ma con sbalzi più evidenti e sottolineature avventurose come le modanature di plastica sui passaruota e sui brancardi. 

Nuovi volumi in arrivo. Gli arredi e lo stile interno vogliono suggerire un netto taglio col passato e ci riescono anche grazie alla libertà d’espressione che la meccanica elettrica concede ai designer: pavimento piatto, niente cambio (solo una levetta sulla strumentazione dietro il volante, ridotta al minimo per non distrarre), grandi spazi che fino a oggi non potevano essere sfruttati adeguatamente come l’area tra i sedili anteriori. Anche il bagagliaio - nonostante la presenza del motore sotto di esso - è grande e regolare: la capacità dichiarata spazia da un minimo di 543 litri a un massimo di 1.575 abbattendo gli schienali dei sedili posteriori.

2021-Volkswagen-ID4-04

Ha tutto di serie. La ID.4 che ho guidato è la 1ST Max, versione a tiratura limitata e davvero al top per gli equipaggiamenti, una specie di showcase tecnologico, funzionale ed estetico che porta con sé - oltre a un prezzo di listino ragguardevole - tutti gli arricchimenti possibili e immaginabili come i cerchi da 21” con misura differenziata tra anteriore e posteriore, gli interni di pelle e Alcantara, l'head-up display con realtà aumentata, il climatizzatore con pompa di calore e molto altro ancora. Il powertrain può contare su un pacco batterie agli ioni di litio da 77 kWh netti raffreddato ad acqua che alimenta un motore sincrono trifase da 204 CV. La risposta dell'acceleratore, anche nelle modalità di guida più indirizzate verso il risparmio d'energia, è robusta e se si mette tutto giù il pedale ha uno step finale dove mette a disposizione l’intera coppia: tra l’altro, c'è una buona possibilità di scaricare a terra i cavalli, visto che si tratta di una trazione posteriore e la massa grava principalmente sul retrotreno. 

Aerodinamica per risparmiare.  L’autonomia, che per ora rappresenta l’unico vero dubbio sulla versatilità di una Bev, in questo caso è data per abbondante, oltre 500 km nel ciclo Wltp, che naturalmente verificheremo al più presto in pista e su strada. Nel mio test, comunque, è emersa la propensione a consumare poca energia, con indicazioni dal computer di bordo tra i 18 e i 20 kWh/100 km, con punte massime di 25. Conseguenza di un’ottima aerodinamica (Cx 0,28) e di una gestione dell’inverter impostata non sulla ricerca sfrenata delle prestazioni, quanto su una buona guidabilità sulle strade di tutti i giorni: lo 0-100 km/h viene chiuso in 8,5 secondi, mentre la velocità massima è limitata a 160 km/h. L’unico rammarico per chi viaggia molto in città è la presenza di un sistema di recupero (il “regen”) a una sola posizione (la modalità “B” sul cambio), oltretutto non particolarmente intensa. Per la ricarica delle batterie è prevista sia la modalità veloce in corrente continua fino a 125 kW, sia quella trifase più lenta a 11 kW.

COMMENTI

  • 'E la prima volta che mi piace un VW..............
  • Già che costa quanto una Tesla mi fa storcere un po' il naso, poi ancora gli specchi laterali grandi come 2 padelle, complimenti eh eh eh, così si aumenta l' autonomiaa !! Ma andate a c..... Volkswagen. Più resistenza, meno avanzamento. Almeno copiate dalla vostra cugina Audi, 2 camere vi sarebbe costato anche meno !!
  • Stefano Lussardi, no non le giri mai, come sulla mia 330d cabrio, gomme posteriori molto più grandi di quello anteriori, inchiodata sulla strada, una tenuta eccezionale.
  • Mi volete per favore spiegare il perchè di due misure diverse (anche per i 19") tra anteriore e posteriore? E non li giro mai?
  • Il segreto della notevole autonomia è tutto nel know how di gruppo che hanno accumulato già con i Diesel. Odometro e tachimetro sono stati tarati per ruote da 28 pollici. D'accordo, non si possono montare, ma la strumentazione conforta l'utente dichiarando un chilometraggio migliore a parità di consumi. E, nel caso di problemi con clienti antipatici come già ebbero sul Diesel, buona parte dei miliardi di investimento sono stati accantonati in un fondo per far fronte ad eventuali class action.
  • Non mi piace per nulla, sopratutto al posteriore ricorda Opel.
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  • Chiedo scusa per la mia superficialità, era la ID.3 che ho provato, mi sono confuso essendo le due automobili molto simili. Comunque penso che la ID.4 sia molto simile alla ID.3. Scrivo una provocazione: preferisco il diesel, con un pieno a Lussemburgo arrivo a Parma senza sosta, sono libero di andare dove voglio. Con scandalo di alcuni lettori/lettrici la prossima auto la comprerò a 6 cilindri 3000cc e non mi sento in colpa ne mortificato come anche non mi sento in colpa prendendo l'aereo ogni mese per lavoro. Sono una persona qualunque, l'ecologia la lacio a persone più intelligenti ed istruite di me.
  • Preferisco l'estetica della id3. Non amo i suv.
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  • L'ho presa in prova gratuita per una giornata intera. Era fine Ottobre, ho azionato il riscaldamento ed il riscaldamento ai sedili, ho percorso da Luxembourg-City al sud del Paese A/R, tutti in autostrada, in totale 140 Km percorsi. Ho restituito l'auto alle 11h00 e l'ho ritirata alle 08h30 del mattino, quando ho restituito l'auto ero praticamente in riserva. Come posso vivere con un'auto del genere se alle 11h00 del mattino sono praticamente in riserva ed ho bisogno di almeno 1-2h per ricaricare e devo ancora sbrigare altre faccende? O la giornata è composta come sul pianeta Mercurio che conta 58 giorni terrestri oppure lascio la macchina scarica e prendo il bus cittadino. Questa è la mia impressione.
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  • L'ho presa in prova gratuita per una giornata intera. Era fine Ottobre, ho azionato il riscaldamento ed il riscaldamento ai sedili, ho percorso da Luxembourg-City al sud del Paese A/R, tutti in autostrada, in totale 140 Km percorsi. Ho restituito l'auto alle 11h00 e l'ho ritirata alle 08h30 del mattino, quando ho restituito l'auto ero praticamente in riserva. Come posso vivere con un'auto del genere se alle 11h00 del mattino sono praticamente in riserva ed ho bisogno di almeno 1-2h per ricaricare e devo ancora sbrigare altre faccende? O la giornata è composta come sul pianeta Mercurio che conta 58 giorni terrestri oppure lascio la macchina scarica e prendo il bus cittadino. Questa è la mia impressione.
  • Plancia identica alla ID3, "economie di scala a manetta!". Preferisco la Enyaq.
  • Per coloro che viaggiano parecchio in autostrada, non credo che andrà bene. La ricarica rapida max a 125kw non va bene proprio. Ci vuole almeno 350
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  • esteticamente, fuori, un passo in avanti rispetto la 3 ma dentro stendiamo un velo pietoso, specie per quel tachimetro da moto, inguardabile, poi la genialata dei finestrini posteriore....avranno risparmiato 1€ per il 4 tasto. Il resto soliti pregi e difetti delle elettriche di oggi, silenziose ma costose e lente nelle ricariche
  • Oltre ad aver investito nell' elettrico le case hanno investito ingenti risorse con le riviste considerando che su 4R la piu' autorevole rivista Italiana nel suo campo non si parla altro che di elettriche / elettrificate nonistante siano praticamente inesistenti per le strade. Non si provano piu' vetture diesel nonostante tra nuovo e usato siano la meta' di quelle che circolano in Italia.
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