Da un'auto dall'aspetto "importante" come la "166" che cosa vi aspettate? Lusso, design, confort, prestazioni, sicurezza, affidabilità. Alcune di queste doti sono indissolubilmente legate alla cilindrata (e quindi alla potenza), e ci si potrebbe ragionevolmente attendere che un motore "piccolo" non possa manifestare la stessa buona indole di un bel "tremila" V6. Dalla prova della "166" da due litri è venuto fuori che, se il motore è buono, di un duemila, in fondo, ci si può accontentare. Bisogna però che sia proprio un bel motore e il quattro cilindri dell'Alfa, con i suoi 114 kW a 6400 giri, lo è, senza dubbio. Tanto da annullare quasi totalmente i difetti di un telaio piuttosto pesante (1705 kg nelle condizioni di prova con guidatore a bordo) rispetto a quelli di vetture della stessa fascia di mercato. La prestazione di consumo in città, non eccelsa, è lo scotto da pagare a questa sovrabbondanza di chili da accelerare e rallentare. Messo da parte questo dettaglio, rimane un piacere di guida nettamente superiore a quello dato, per esempio, dalle berline tedesche, che sono molto più impacciate quando possono contare su soli due litri di cilindrata, senza turbine o altri artifici.