Un obiettivo ambizioso quanto la vittoria in un mondiale di "formula 1": così Ferdinand Piëch, il grande boss della Volkswagen, aveva definito la realizzazione di un'auto che non consumasse più di tre litri ogni cento chilometri, in media. Ci sono voluti un paio d'anni, un nuovo motore turbodiesel da 1.2 litri e 45 kW, un cambio "robotizzato" e il ricorso a materiali ultraleggeri, ma il traguardo è stato raggiunto. Ora nessuno potrà fare finta di nulla. D'accordo, fino a quando la cifra per acquistarla rimarrà nell'ordine dei 27 milioni di lire, sarà difficile immaginare l'utilitaria Volkswagen come una vera concorrente delle altre "piccole", ma la sua vittoria è schiacciante sul piano delle raffinatezze tecnologiche e su quello ambientale. E assolve lo scopo che si era dato il costruttore: esibire, in tutti i segmenti del mercato, un modello al "top" che effonda la propria immagine positiva su tutta la gamma e sul marchio, com'è già successo con la "New Beetle" e l'Audi "TT".