Le linee guida del nuovo corso Lancia, inaugurato con l'ammiraglia "Thesis", sono evidenti anche sulla "Phedra", monovolume sette posti nata dalla collaborazione tra Fiat Auto e gruppo PSA (Peugeot-Citroën). Un corso che fa del recupero del prestigio di una volta il suo obiettivo principale. La cura dell'abitacolo, spaziosissimo, risponde pienamente a questa esigenza, con l'impiego di legni pregiati, Alcantara, equipaggiamenti ed elettronica di primo livello.

Molto originale la strumentazione, divisa tra il piccolo display sopra il piantone dello sterzo, con le spie del motore e il contachilometri, e un cruscotto centrale più tradizionale (tachimetro, contagiri, livello carburante, temperatura acqua e "Connect"), caratterizzato da una grafica rétro che richiama quella delle radio Anni 30.

Ottima la climatizzazione, uno dei punti critici delle monovolume. Il problema tipico della ventilazione è risolto da un impianto elettronico "bizona" (destra/sinistra) che consente a ogni passeggero di impostare portata e direzione dell'aria.

Studiata per una guida turistica, la "Phedra" se la cava bene pure nei percorsi tortuosi. Il motore, un "2200 JTD", abbinato al corpo vettura di quasi due tonnellate, non può fare miracoli dal punto di vista delle prestazioni, ma è quello "giusto" per questo tipo di auto. Un appunto, caso mai, va fatto al cambio, un po' impreciso negli innesti.