L'originale, apprezzata e imitata monovolume francese si ripresenta rinnovata nelle forme e nei contenuti, ma è su strada che la differenza rispetto all'edizione precedente si fa ancor più evidente. Della "Scénic II" abbiamo provato le versioni equipaggiate dal "1600" a benzina da 83 kW-113 CV e dal turbodiesel "1.9 dCi" da 88 kW-120 CV (coppia massima di 300 Nm a 2000 giri), entrambe nell'allestimento "Luxe Dynamique".

Al di là del design più deciso, è stato fatto molto per eliminare i vizi storici della vettura. La posizione di guida è ora più distesa, il volante ha un'angolazione più verticale e l'abitacolo è stato reso ancora più flessibile. Resta la soluzione delle cinque poltroncine separate, che si possono spostare in funzione delle esigenze di trasporto, e la ricca dotazione di vani, cassetti e portaoggetti.

Per quanto riguarda le prestazioni, a dispetto di valori di potenza simili, la "1.9 dCi" batte la "1.6" a benzina in tutte le situazioni ed è, ovviamente, più parca nei consumi. Inoltre, la "Scénic" a gasolio è meno rumorosa e assorbe meglio le asperità della strada, nonostante l'esemplare in prova montasse pneumatici ribassati sui cerchi (optional) da 17". A favore della "1600" c'è il prezzo (2900 euro in meno della sorella a gasolio), che potrebbe allettare chi non percorre tanti chilometri l'anno.

Notevoli, su tutte e due le vetture, i passi avanti nel comportamento stradale, in particolare per quanto riguarda la stabilità, che in passato non ci aveva convinto del tutto. Lo sterzo, abbastanza pronto e progressivo, risulta ancora un po' troppo leggero e ha una congenita imprecisione al centro e ai piccoli angoli di sterzata. Apprezzabile, infine, il freno di stazionamento automatico, che s'inserisce quando si spegne il motore e si disinserisce non appena si rilascia il pedale della frizione.