A giudicare dalle prestazioni, ne vale la pena. Pochissimi chilometri di differenza nella velocità di punta (e chi ci va, poi, a 155 km/h con una Picanto?), accelerazione praticamente identica e un ritardo poco più sostanzioso nelle riprese in quinta.

Andare a Gpl non è mica male, anzi: non ci si accorge nemmeno. Cali di potenza a parte (comunque limitati a 4-5 cavalli), quella del gas è una scelta economica: un litro di Gpl costa meno della metà di un litro di benzina. Pur considerando una resa chilometrica un po? inferiore, si arriva a risparmiare sul carburante fino al 40%.Su un tratto che comprende strade statali, autostrada, tratti appenninici e attraversamenti cittadini, la Picanto 1.0 Bi-Fuel ha segnato un costo chilometrico di 7,40 centesimi di euro quando si viaggia a benzina e di appena 4,40 centesimi a Gpl.

Tre centesimi netti a chilometro, che moltiplicati per una percorrenza annua di 10.000 km diventano un bel risparmio di 300 euro all?anno. Per ripagarsi l?impianto a Gpl (che nel listino Kia vale 1950 euro), a dir la verità, servirebbero 6 anni e mezzo di risparmi, ma grazie agli ecoincentivi, le vetture con impianto omologato dal costruttore godono di uno sconto proprio di 2000 euro. In pratica l?impianto è gratis.

La Kia Picanto, in realtà, è sempre la stessa. Ha nuovi paraurti, fari a goccia e la calandra ridisegnata, ma è la stessa utilitaria che già ci era piaciuta nella prima prova del 2004. Compatta ed economica, ma ben fatta, perfetta per la città. Il posto guida è migliorato e ora si può regolare in altezza il sedile, oltre che il il volante. L?unica insufficienza è per il bagagliaio: 124 litri (il vano di una Panda supera i 200 litri. Dal punto di vista della sicurezza, la Picanto 1.0 Bi-Fuel Life offre il minimo sindacale: due airbag e Abs, ma niente Esp. Comunque la piccola coreana se la cava benino anche tra i birilli: poco rollio, giusto sottosterzo e reazioni facilmente controllabili.