Della vecchia BMW Serie 5 è rimasto il solo numero, perché questa generazione della berlina di Monaco ha fatto un salto di classe: in dimensioni (4,9 metri di lunghezza e 2,97 di passo), design (cofano lungo e padiglione spiovente), contenuti e immagine. Il balzo in avanti della bavarese si deve soprattutto alla base meccanica e alla tecnologia utilizzata, che è poi la stessa di Serie 7 e GT. Per la nostra prova abbiamo scelto 530d e 535i, entrambe equipaggiate con un turbo sei cilindri di 3.0 litri, rispettivamente da 245 e 306 CV: supercoppia contro fluidità d'erogazione, con tanti saluti al downsizing. La 535i è Euro 5, mentre la 530d, grazie a un pacchetto da 1.200 euro, è addirittura Euro 6.

Interni di classe. Le buone impressioni continuano aprendo la porta che, come altre parti della carrozzeria e della meccanica, è d'alluminio e contribuisce a contenere il peso. L'allestimento top Futura trasuda lusso e qualità: la pelle e le plastiche di colore beige chiaro sono belle, peccato solo che si sporchino facilmente. Al posto di guida ti colpisce subito la plancia dal profilo alto, con console orientata. Molto scenografici anche i sistemi d'ausilio alla guida, i comandi elettrici (di piantone e sedile), l'iDrive e il monitor da 10'. Lo spazio è abbondante: dietro due persone vengono accolte su un ampio divano. Gli schienali, poi, sono abbattibili (optional da 500 euro), così la berlina aumenta di molto la sua capacità di carico, con una lunghezza utile che passa da 115 a 212 cm. Sulla Serie 5, inoltre, la tecnologia ha un peso preponderante. Dalla telecamera posteriore al Surround View, dall'head-up display al Blind Spot Detection (che rileva la presenza di veicoli nella zona cieca) non manca nulla. Tutte cose che contribuiscono alla qualità della guida ma che, per tradizione teutonica, si pagano a parte.

Diesel alla riscossa. Per avviare il motore non bisogna più inserire la chiave: basta premere il pulsante Start e il turbodiesel della 530d s'accende in modo discreto. Coppia e silenziosità: queste le parole chiave della 530d. Ogni volta che si preme l'acceleratore si scatta con l'agilità della sportivetta, ma col piacere del silenzio più assoluto. Grazie ad Adaptive Drive (stabilizzazione attiva antirollio e gli ammortizzatori a regolazione elettronica) e l'Integral Active Steering, che insieme costano 4.790 euro, la Serie 5 neutralizza le asperità riuscendo a far convivere assetto rigido e confort (anche con gomme ribassate e cerchi da 19"). In più, l'Integral Active Steering (sterzo elettrico attivo all'avantreno e sterzante al retrotreno) rende questa Serie 5 davvero agile, anche a bassa velocità e nelle manovre di parcheggio. Al piacere di guida contribuisce il cambio automatico a otto marce, altro optional: qui è in versione Sport, con paddle al volante di tipo classico (finalmente!) e mappatura centralina più grintosa. Guidando rilassati in Drive nemmeno ci s'accorge dei cambi marcia, mentre premendo un tasto sulla console si possono selezionare i set-up relativi a risposta di motore, acceleratore, sterzo e Dsc.

Sensazioni. Per i puristi, la 535i è "la" BMW. Il sei cilindri in linea a benzina è vellutato, con coppia costante da 1.200 a 5.000 giri. Ma qui, in realtà, più dello 0-100 (6 secondi netti), è un fatto di sensazioni. Le prestazioni sono entrambe al top, ma la citazione va alla 530d che, con 61 CV in meno, è solo un filo meno scattante e poi, in ripresa, si rifà con la coppia. Consumi: di media fanno 11,1 e 8,8 km/l: mica male visti i numeri in campo.