Tutto si può dire, della Honda Civic, tranne che sia ordinaria. All?inizio era nata come auto economica, ma comoda e divertente da guidare: oggi ha cambiato pelle, almeno in parte. A sottoporsi ai nostri test a Vairano è la top di gamma equipaggiata con il 2.2 litri i-DTEC, nel più costoso allestimento Executive Advanced Safety Pack, che in pratica ha tutto di serie. Il prezzo, ovviamente, lievita: i suoi 33.050 euro la piazzano al limite superiore del segmento C.

Posto guida. Il cockpit non è convenzionale, ma un po? più razionale del precedente. Confermata la strumentazione su due livelli: contagiri e indicatori sono in primo piano; più sopra, invece, ecco tachimetro digitale e display. Alcuni comandi sulla sinistra risultano nascosti e un po? scomodi da raggiungere, in compenso, l'hazard è ben riconoscibile, in rosso e al centro. Alla guida, chi è più alto troverà il volante un po? troppo basso, col rischio di andarci a sbattere con le gambe; inoltre non si riesce ad abbassare la seduta quanto si vorrebbe. Ci si aggiusta con l?escursione del volante e con la regolazione dello schienale, purtroppo non continua. Apprezzabili la cintura che scorre in altezza e le regolazioni supplementari del sedile. Alla fine, comunque, la posizione di guida si trova e nei lunghi viaggi non è per nulla affaticante. Bella e sportiva la pedaliera, mentre la console centrale è orientata leggermente verso chi guida. Sul tunnel c?è spazio sufficiente per sistemare i propri oggetti, nonostante l?ingombro della leva del freno a mano.

Interni. Sono accoglienti, spaziosi soprattutto davanti, la scelta dei materiali è stata dettata più dalla praticità che dall'intenzione di fare colpo. Buona la qualità al tatto dei comandi, le finiture delle guide sedili e del volante e i rivestimenti dei sedili e dei vani portaoggetti. Su questa Honda la sontuosa dotazione di serie è fondamentale e include voci che fanno la differenza. Eccone alcune: tetto panoramico, interni di pelle, sedili anteriori riscaldabili, navigatore satellitare, impianto audio con subwoofer. Sulla Civic si sta comodi in quattro; meglio davanti, ma pure dietro ci si sistema a dovere. E accanto al divanetto frazionato abbattibile, al tempo stesso, negli schienali e nelle sedute, si affianca un bagagliaio che, con il suo doppiofondo (c?è il kit di riparazione), soddisfa le esigenze di quattro persone.

Prestazioni. Sono di tutto rispetto, soprattutto se consideriamo che per i tecnici Honda la priorità era tener bassi i consumi. Ovvio, la scelta si paga in ripresa: per passare da 70 a 120 in sesta ci vogliono 18,6 secondi, pur con una buona regolarità di esecuzione. Ma le doti e la progressione del 2.2 da 150 CV hanno modo di emergere nell?accelerazione, dove, con 8,3 secondi per toccare i 100 orari, la Civic si toglie più di una soddisfazione. E comunque si dimostra poco assetata in ogni situazione: di media percorre 15,6 km/l, che salgono a quasi 17 in statale. Situazione meno favorevole in città (dove si può far conto sullo Start&Stop, dal riavvio un po? brusco), in cui si sfiorano i 15 al litro. Niente male per una vettura che in condizioni di prova pesa 1.573 chili.

Su strada. Sembra un filo meno agile delle "colleghe" più piccole della sua classe. L?assetto è una via di mezzo, che la rende adatta a macinare chilometri in modo veloce e sicuro; a ciò si abbina uno sterzo ?elettrico? piuttosto rapido e discretamente preciso, ma non troppo comunicativo, mentre l?Esp interviene solo in modo mirato e puntuale, senza disturbare troppo la guida. Sul veloce l?inserimento è tendenzialmente sottosterzante, quindi la vettura avverte per tempo anche i meno smaliziati, mentre il retrotreno resta sempre saldo, infondendo sicurezza. Il motore risponde già sui 1.300 giri, per poi salire di tono a partire dai 2.000 giri circa: gode di un?ottima progressione e di un buon allungo, che rallenta solo a partire da quota di 4.500 giri, ben abbinato al tradizionale sei marce manuale, che nonostante la frizione un po' pesantuccia, sfoggia innesti rapidi e soprattutto precisi. Ben dimensionato l?impianto frenante, con unica pecca: una modulabilità del pedale non proprio ottimale. Per quanto riguarda il confort, il 2.2 i-DTEC è privo di vibrazioni, persino a freddo, dimostrandosi una delle componenti più riuscite della Civic. Il livello di confort resta adeguato fino alle velocità autostradali consentite; poi cominciano ad affiorare fruscii a livello dei grossi retrovisori e dei montanti, nonché un certo sottofondo di rotolamento, causato dalla gommatura larga. Da notare, infine, che sia a livello d?insonorizzazione sia nella capacità di filtraggio delle sospensioni, la situazione è sempre migliore per chi sta davanti.

In sintesi. La giapponese è figlia di un gran bel progetto, ma riesce a far discutere lo stesso: lo stile, per esempio, è poco ?allineato? e ricalca in parte quello del modello precedente. Può piacere o meno, ma è più che originale, anche all?interno. Per contro, la qualità dei dettagli e delle soluzioni costruttive sono una certezza. Allo stesso modo, bisogna riconoscere alla Civic una buona dose di praticità: consuma poco ed è funzionale nello sfruttamento dello spazio (e il bagagliaio è ok). Pure il motore, in qualche modo, può dividere: brioso e silenzioso, ha il solo limite della cilindrata elevata, a fronte di una concorrenza che offre potenze analoghe con cubature di 1.8-2.0. In attesa dell?1.6 i-DTEC da 120 cavalli resta lo spessore di un marchio di tradizione, che sa come ripagare i soldi richiesti. In ogni caso, questa Civic in allestimento di punta ha un prezzo di listino elevato, pur considerando l?eccezionalità della dotazione.