Questa non è come le altre Subaru. È un po' meno alternativa e, senz?altro, molto più convenzionale di un'Impreza o di una Legacy. Con la XV, infatti, la Casa delle Pleiadi prova a uscire dalla nicchia che si è costruita in questi anni, pur senza tradire i suoi fedeli cultori. La formula è infatti la stessa: trazione integrale, motore boxer e massa ridotta, ma si rivolge a un pubblico più ampio e diversificato, puntando su una crossover medio-piccola, dal prezzo competitivo. La versione in prova, una turbodiesel nell?allestimento top, l'Exclusive, costa attorno ai 32.000 euro e promette prestazioni brillanti e bassi consumi.

Caratteristiche. Rispetto a una berlina qualsiasi ci si siede un po? più in alto, ma non troppo. Il compromesso sembra indovinato, perché non si fa fatica a prendere posto e ci si può sistemare con le gambe allungate, e le braccia alla giusta distanza dal volante. La visuale è soddisfacente in tutte le direzioni, mentre la forma del lunotto non consente d?individuare gli ostacoli più bassi in manovra e, soprattutto in fase di parcheggio, la presenza della telecamera (di serie) è molto utile. A un primo impatto l'abitacolo non è molto appagante, il design è fin troppo classico e i materiali non particolarmente ricercati. Se si va un po? più in profondità, invece, si scopre una buona qualità complessiva, con le plastiche di robusta consistenza, gli assemblaggi abbastanza precisi e la funzionalità complessiva dei vari componenti più che soddisfacente. La plancia, in particolare, è molto sobria, ma non c?è nulla fuori posto, con l?eccezione del piccolo display in testa alla console centrale: troppo piccolo e dalla grafica di non immediata interpretazione. Lo spazio è adeguato e i sedili sono accoglienti, quelli anteriori anche riscaldabili, mentre non soddisfa la cubatura del bagagliaio, di poco superiore ai 300 litri.

Prestazioni. Una gran bella sorpresa viene dai risultati in pista, considerata la non esaltante potenza erogata dal boxer Subaru: merito della dieta a cui è stata sottoposta l'XV, che in condizioni di prova è rimasta ben sotto la tacca dei 1.600 chilogrammi. Il risultato si vede nello "0-100", dove, con i suoi 8,6 secondi, ha tenuto dietro concorrenti con ben altra cavalleria e se l?è cavata altrettanto bene in ripresa nonostante il cambio manuale (il Lineartronic sarà disponibile più avanti) un sei marce che sopporta bene anche l?uso veloce. La leggerezza si sente anche nei consumi, a cui si abbina l?eccellente rendimento energetico del boxer di Casa: a 100 all?ora la resa sfiora il 40% e consente alla XV di percorrere mediamente più di 13 chilometri con un litro di gasolio, che diventano quasi 15 sui percorsi extraurbani del nostro ciclo di prova standard.

Su strada. Sull?asfalto la XV ha un comportamento controverso. Da un lato, è brillante, agile e riesce a scaricare bene tutta la coppia con una progressione omogenea. Dall'altro tradisce qualche incertezza nei trasferimenti di carico più bruschi: il retrotreno è molto sensibile alle manovre più decise, anche a causa del controllo di stabilità che lascia un certo margine d?intervento al conducente. Meno impegnativa, ma altrettanto fastidiosa, la marcata tendenza del muso ad allargare. Non male, infine, la frenata, sicura ed efficace anche sui fondi a bassa aderenza. A livello di confort, l?assorbimento degli ostacoli più marcati è soddisfacente, meno l?insonorizzazione acustica, soprattutto oltre i 120-130 km/h, con la qualità del rumore che peggiora rapidamente, per diventare fastidiosa superata la velocità massima consentita dal Codice.

In sintesi. Riesce a pesare poco, quasi 400 kg meno della gettonatissima Evoque (tanto per citare la Suv del momento), ma non rinuncia praticamente a nulla, specie sul fronte della sicurezza. Anche senza poter contare su tanti cavalli, la XV mostra un bello spunto e, a sorpresa, persino una notevole parsimonia. Tra le poche sport utility ad aver conservato la trazione integrale permanente, la XV se la cava molto bene anche sui fondi scivolosi. Le sue doti dinamiche, però, non sono altrettanto soddisfacenti nelle manovre che comportano bruschi trasferimenti di carico: il retrotreno è molto sensibile e può impensierire il conducente, anche perché l?intervento dell?Esp non è puntuale.