Giulia Quadrifoglio, più moderna dentro

Alfa Romeo
Giulia Quadrifoglio, più moderna dentro
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Alfa Romeo Giulia

Prezzo
€ 90.500
Motore
V6 biturbobenzina 2.891 cm3
Potenza
375 kW/510 CV
Consumo omologato
11,0 km/l
Consumo rilevato
8,9 km/l
Emissioni omologate
206 g/km
Emissioni rilevate
268 g/km
Costo per 100 km
€ 15,74
Alternative
BMW
M5 Competition
Prezzo
136.500 €

Il naturale trascorrere del tempo, un mondo sempre più digitale e meno analogico, persino la pandemia: metteteci tutto quello che volete, ma la Giulia Quadrifoglio resta salda al suo posto. Lì in cima, su quel piedistallo alto più degli altri che le appartiene dal 2016 e che, a badare ai fatti, appare irraggiungibile per qualunque altra vettura con quattro porte. Certo, se teniamo conto del cronometro e del puro tempo sul giro sulla nostra pista di Vairano, non è la berlina più veloce: il suo record è stato battuto dalla BMW M5, che poi, pochi mesi fa, ha ceduto lo scettro alla Porsche Taycan. Ma non è significativo, perché le due tedesche, per versi diversi, sono un'altra storia sotto tutti i punti di vista: impostazione, filosofia, prezzo. Le insidie vere, per restare sempre in Germania, per la Quadrifoglio potrebbero semmai arrivare con la nuova generazione della M3/M4, quelle sì assonanti con la più Alfa delle Alfa. Nel frattempo, non resta che continuare a celebrare la Quadrifoglio anche in questo Model Year 20, che peraltro porta in dote tutte cose esterne alla sua natura più intima.

2020-alfa-romeo-giulia-quadrifoglio-05

Più moderna dentro. Si tratta infatti di dettagli ed elementi ininfluenti per la dinamica di guida, capaci semmai di fare la differenza nella vita quotidiana, a partire dall'impianto multimediale con interfaccia a schede e display touch. Il quale non sostituisce (come troppe volte accade) il bel manopolone, che anzi è stato reso più ricco dal punto di vista estetico. Doveroso, visto che s'incastona in un tunnel a sua volta rivisto sotto il profilo della qualità e della finitura. Il quadro delle novità è poi completato dal pacchetto Driver assistance plus, che regala una guida assistita di livello 2. Tutte queste innovazioni, però, non bastano per segnare nuovi standard. Più semplicemente, a quattro anni dal suo esordio, servono a non rendere ancora più ampio il gap che da sempre la Giulia ha nei confronti dei modelli premium ai quali vuole contrapporsi. Comunque, da fuori la cosa non è percepibile: come vedete nelle foto, gli esterni non sono stati toccati. E per fortuna, verrebbe da dire, ché spesso i ritocchi sono più un male che un bene: il più delle volte, la ricerca di novità e freschezza finisce per appesantire o snaturare i tratti delle origini. Se proprio volete qualcosa d'inedito, potete optare per il Verde Montreal (2.800 euro, da pagare a parte). Nel caso, la vernice rimarrà l'unica pennellata green: neppure la meccanica, infatti, è cambiata. La Quadrifoglio non si è aperta alla benché minima modernità ibrida, nemmeno mild. Rimane orgogliosamente legata all'idea, ormai dal vago retrogusto romantico, di una sportività rude e maschia, scevra da mollezze elettriche. Se avete una passione quasi carnale per la meccanica, lei è quel che vi serve e, per apprezzarla, non serve un biscione stampato sul cuore. Basta l'onestà intellettuale dell'appassionato, senza tifoserie. Perché lei è semplicemente perfetta: lo era quattro anni fa e continua a esserlo oggi. Una specie di Dorian Gray delle driver's car, perché non è banale mantenere così intatta la forza dirompente che serve per restare in cima a queste classifiche. È cambiata, ma non certo in modo radicale, la prospettiva: nel 2016, la Quadrifoglio era il punto d'arrivo dell'Alfismo, mentre oggi è il trampolino per qualcosa di ancor più fantasmagorico. Da lei nascono, infatti, le versioni GTA e GTAm.

2020-alfa-romeo-giulia-quadrifoglio-02

Qualcosa di esaltante. Con la Giulia, per divertirsi, non c'è bisogno per forza di mettere sul tavolo i punti della patente come un consumato giocatore farebbe con le fiches. Bastano andature semplicemente spigliate per iniziare a vedere l'affresco che si compone: 1.798 chili che sono tali soltanto sulla bilancia, ché in movimento sembrano molti meno; la precisione di uno sterzo dove ogni decimo di grado ha un suo senso; la padronanza con la quale gestisce le traiettorie, che spiega una volta per tutte perché per loro si utilizzi il verbo disegnare. E poi il motore, che a queste andature intermedie dà il meglio in termini acustici: lo scarico della Akrapovic regala note piene e corpose. E lo stesso si può dire della spinta. Peccato, semmai, che in basso sia proporzionalmente meno spalluto, in termini tanto di decibel quanto di prontezza. Anche in questa nuova edizione (che all'iniezione diretta aggiunge quella indiretta per restare nei limiti di emissioni senza ricorrere al filtro antiparticolato), non esibisce la monumentalità di un AMG o di un Audi RS, ma ripaga con un gran bell'allungo. Prende i giri con un carattere che strizza l'occhio alla grande saga, ormai al tramonto, dei propulsori aspirati. In un attimo, ti ritrovi a giocare con il limitatore e a gestire velocità innominabili. La sua furia riprende, ogni volta straordinaria, quando passi alla marcia superiore. Ed è quello il momento in cui ti accorgi che, se gli anni passano anche per il cambio ZF, le sue qualità non perdono neppure un po' di smalto. Quando la velocità cresce, razionale e irrazionale si fondono, diventano un'unica cosa e dimostrano perché l'orgoglio Alfa esista e, dopo 110 anni, non abbia perso nulla della sua forza. Non ho ancora guidato la GTAm, ma mi chiedo davvero come potrà essere, perché (già) la Quadrifoglio ha la forza di una katana e la precisione di un bisturi. Una determinazione nel cambiare direzione e nel mantenere le promesse che non sembra appartenere a una vettura con motore anteriore e quattro porte. Ma lei è proprio così: sicura e intrigante, agile e stabile, affidabile e mascalzona. Unisce gli opposti con una facilità disarmante e li amalgama così bene che in un amen ti dimentichi che, di base, non sarebbero un tutt'uno. Una rotondità e un'armonia che, a tratti, ti fanno sentire invincibile: non c'è curva che resista, non c'è traiettoria impossibile e soltanto qualcuno finisce per desiderare un volante appena più corposo. Ma è questione di gusti personali, se non di fisime. Un po' come accorgersi dell'impercettibile vuoto al centro, effetto secondario dovuto alla riduzione dei saltellamenti in manovra portata in dote da questo MY20: c'è, ma accorgersene nella vita quotidiana è qualcosa che sta a metà tra l'atto di fede e la suggestione. Ciò che continua a mancare davvero, semmai, è un settaggio più permissivo dell'Esp, che lasci il retrotreno un pochino libero di danzare senza essere costretti a ricorrere alla posizione Race. La quale, obiettivamente, non è adatta né a un utilizzo stradale né alla maggioranza dei guidatori, ché lì sei a tu per tu con la sola meccanica. E, in un istante, 510 cavalli da tanti possono diventare troppi. Ma al di là di questi appunti, la sostanza si riassume con facilità. Ed è sempre la stessa: la Quadrifoglio è una dispensatrice inarrivabile di purissimo piacere di guida.

Prova ripresa da Quattroruote di ottobre 2020, n. 782

Pregi e difetti

ALFA ROMEO Giulia

Giulia 2.9 T V6 AT8 Quadrifoglio

Pregi

Qualità stradali. Piacere di guida, quello vero. E una sicurezza a tutta prova.

Motore e prestazioni. V6 davvero sportivo e numeri di rilievo.

Difetti

Accessori. Considerando cifre e ambizioni, servirebbe qualcosa in più.

Esp. Una maggiore varietà di tarature sarebbe benvenuta.

Velocità

Massima

Accelerazione

0-60 km/h
0-100 km/h
0-120 km/h
0-130 km/h
0-150 km/h
0-180 km/h
0-200 km/h
400 da fermo
Velocità d'uscita (km/h)
1 km da fermo
Velocità d'uscita (km/h)

Ripresa

(a min/max carico)

70-90 km/h
70-100 km/h
70-120 km/h
70-130 km/h
70-140 km/h

Frenata

100 km/h a minimo carico
100 km/h su asfalto asciutto + pavè
100 km/h su asfalto bagnato + ghiaccio

Consumi

90 km/h
100 km/h
130 km/h

Percorrenza media e Autonomia

STATALE
AUTOSTRADA
CITTÀ
MEDIA RILEVATA
MEDIA OMOLOGATA
ALFA ROMEO Giulia 2.9 T V6 AT8 Quadrifoglio
308,8 km/h
ALFA ROMEO Giulia 2.9 T V6 AT8 Quadrifoglio
2,1 s
3,8 s
4,9 s
5,5 s
6,9 s
9,7 s
11,9 s
11,7 s
198,1
21,2 s
250,9 s
ALFA ROMEO Giulia 2.9 T V6 AT8 Quadrifoglio
1,8/2,0 s
2,3/2,6 s
3,4/3,8 s
4,1/4,5 s
4,8/5,4 s
ALFA ROMEO Giulia 2.9 T V6 AT8 Quadrifoglio
35,9 m
41,7 m
88,6 m
ALFA ROMEO Giulia 2.9 T V6 AT8 Quadrifoglio
12,5 km/l
11,8 km/l
9,6 km/l
ALFA ROMEO Giulia 2.9 T V6 AT8 Quadrifoglio
10,6 km/l
616 km
9,9 km/l
576 km
7,2 km/l
419 km
8,9 km/l
516 km
11,0 km/l
638 km

Dati dichiarati

Prezzo
Motore
Potenza Max
Consumi Omologato
Consumi Rilevati
Costo
Emissioni CO2 Rilevati
Emissioni CO2 Omologato
ALFA ROMEO Giulia 2.9 T V6 AT8 Quadrifoglio
90.500 €
2.891 cm3 V6 biturbobenzina
375 kW 510 CV
11,0 km/l
8,9 km/l
15,74 €/100 km
206 g/km
268 g/km
LEGENDA
  • N.P. - Rilevazione non possibile
 
Posto guida
Plancia e comandi
Strumentazione
Infotainment
Climatizzazione
Visibilità
Finitura
Accessori
Dotazioni di sicurezza/Adas
Abitabilità
Bagagliaio
Confort
Motore
Accelerazione
Ripresa
Cambio
Sterzo
Freni
Comportamento dinamico
Consumo
ALFA ROMEO Giulia 2.9 T V6 AT8 Quadrifoglio

Listino & costi

COMMENTI

  • In Alfa Romeo la smettessero di "giocare" con le versioni Quadrifoglio della Giulia e iniziassero a pensare come commercializzare qualche nuovo modello, perchè all'Alfa le stanno facendo fare la stessa brutta fine che hanno fatto fare alla Lancia!! La DS Automobiles, marchio di lusso "inventato" ad hoc dai francesi che, poverini, non avevano nessun marchio premium, ormai è diventata più prestigiosa di Alfa e Lancia.... e quindi mi pare che c'è qualcosa che non funziona!.................
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  • Oggi stavo rimirando un paio di numeri di Quattroruote di qualche anno fa... maggio 1975 e dicembre 1987, che erano i risultati della prova dell'Alfetta dopo 100000km e la prova della 75twin spark sul circuito Paul Ricard tirata al massimo per 24 ore. Tutti commenti positivi, visto che erano il riferimento assoluto per prestazioni e meccanica. @Quattroruote: perché non fare qualcosa di analogo con il riferimento assoluto dei nostri giorni, cioè la Giulia?
  • @Paolo M: Politica dei prezzi significa anche aumentarli costantemente per convincere il cliente che il prodotto è sempre migliore. Su questo punto la triade ha perpetrato un lavoro eccezionale. D'altro canto, sono sul binario giusto da 50 anni (Mercedes da sempre) quindi risulta più facile seguire la strada giusta. Per gli inseguitori, JLR, Volvo, AR (??) la via è molto più ripida. Negli anni hanno cambiato proprietà e modo di essere interpretati. Mercedes è premium da quando esiste, inutile girarci intorno. Se vuoi ricavarti un posto nell'olimpo, e ti affacci con un prodotto valido ma dal prezzo più basso significa sottintendere che sei inferiore. I prezzi alti li hanno portati pure JLR e Volvo, al pari di AR. E poi con gli sconti hanno aggiustato il tiro, con esiti diversi. Ma la triade rimane là.
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  • Quest'auto è una vera Alfa Romeo. Una delle migliori Alfa Romeo di sempre (al netto di un design esterno forse un po' troppo simile alle berline tedesche - per il resto tutto ok: dalla qualità progettuale-costruttiva, alla dinamica di guida, all'affidabilità, al prezzo che è assolutamente centrato - si trovano entry level km0 anche a 25.000 EUR - meno di così...). Mi sa che il problema è che non ci sono più gli Alfisti. Flop di vendite? Per me questo è uno dei casi più eclatanti in cui il Mercato, in particolare quello italiano, ha cannato di brutto: evidentemente questo "prodotto" offre molta più sostanza di quanto il pubblico medio riesca a percepire risultando in un valore pazzesco buttato alle ortiche; chi ne possiede una, comprenderà perfettamente quello che scrivo. Per me, razionalmente, sarebbe stato logico attendersi volumi di vendita 10 volte gli attuali pur anche con una gamma limitata (senza SW, senza vers. ibrida, ecc). Dopo aver percorso quasi 80.000 km con la mia Giulia, sono assolutamente certo di quello che scrivo.
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  • Muscle car all' italiana, purtroppo come ha detto Vin Leo, immessa sul mercato fuori tempo massimo ma, comprandone una usata oggi, si dimostrerà , nel tempo, un ottimo investimento.
  • Non credo sia una questione di prezzo in termini assoluti ma di come il prodotto è percepito dal mercato. In questo momento che sia vero o falso il consumatore la vede ancora come un gradino sotto. Sarà compito di Stellantis posizionarla meglio e farla percepire come un prodotto premium sportivo. La gente compra non quello che gli serve ma quello che la fa sentire bene. Tutto qui. Ovvio per la fascia di mercato alla quale si indirizza
  • Leggendo i tanti commenti dei fan Alfa Romeo mi sorprende sempre la tenacia con cui difendono la Giulia nonostante il suo palese flop sul mercato. Loro la considerano unanimemente la berlina sportiva premium migliore del mondo e non gli sfiora minimante l'idea che oltre al destino cinico e baro forse c'è stato qualche errore di gestione in tutto il progetto Giulia da parte del management FCA. Magari non realizzano che nel 2021, all'acquirente medio internazionale di auto premium del tipo di trazione ,delle doti di sterzo, del meraviglioso handling della Giulia interessa davvero poco. Loro sono fermi al 1960 quando lo status symbol era l'auto sportiva che stracciava gli altri al semaforo, col motore che rombava e una tenuta di strada nettamente superiore alla concorrenza..
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  • Troppo cara, fuori mercato!
  • La Giulia, in tutte le versioni,è semplicemente PERFETTA, naturalmente per chi ama la bella meccanica ed il gusto di guidare. Anch'io avrei montato fin da subito i fari a LED, anche non matrix, per poi passare ai matrix appena disponibili. Anche perché questi componenti sono tutti esterni all'azienda e quindi vanno semplicemente acquistati e montati, il progetto te lo fanno i produttori di componenti, anche le utilitarie montano questi accessori, che alla fine valgono più del corpo vettura, considerando su che cessi troviamo fari full led e gadget simili. Non che servano per divertirsi, però oggi il grande pubblico li nota subito e poi di notte fanno una grande differenza, parlo delle luci. Puttanate come il parcheggio automatico o la guida in retromarcia in automatico come ha la BMW sono buone per gli inabili alla guida e su una macchina come la Giulia, in tutte le versioni, sarebbero un'offesa ai clienti appassionati e quindi è meglio che non ci siano. Unica cosa che aggiungerei oltre ai fari led matrix è un bello scarico sportivo e ben suonante, a richiesta su tutte le versioni.
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  • @Bond: Ok, su Giulia hai ragione al 100%, tutta colpa dei led. Ma perché 159, nonostante la SW ha venduto così poco? Era brutta? Il maestro Giugiaro aveva cannato la linea? Colpa del peso?? Secondo te quanti sanno cosa pesa l'auto che hanno sotto il sedere?? E i SUV vendono poco perché pesano molto?? Oppure, come tu stesso dimostri di essere inchiodato sul preconcetto: "siccome è Fiat non più costare come una tedesca"?? Su FCA in zona EU possiamo parlare tutto il male possibile. Ma in USA e Sud America si muove come (forse anche più) dei tedeschi. Motivo per cui PSA ha spinto per la fusione. Ebbene puoi accampare tutte le scuse possibili, ma è evidente che i mercati americani sono molto più dinamici ed aperti del nostro. Quindi gli investimenti sono più ammortizzabili. Al contrario da noi, finché circola il teorema: "se non è tedesco, deve costare meno" non si va da nessuna parte. Figuriamoci sul premium.
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  • Ormai passano gli anni e la linea della Giulia non invecchia. O almeno invecchia meno delle dirette concorrenti. A Modena avevano fatto, sebbene in fretta e furia, un ottimo lavoro, sia dentro che fuori. Perché quindi rimane un clamoroso flop?? Per lo stesso motivo per cui è abbastanza ricercata come usato recente e/o chilomentri 0. Per lo stesso motivo per cui la 159 (che udite udite, c'era pure SW...) ha venduto 1/3 della progenitrice 156. Nonostante la firma dell'atelier Giugiaro. Quindi?? Colpa dei fai a led (mancati)?? Si, certo: come il peso (elevato) a sua volta ha pregiudicato il successo della 159. Balle spaziali. Dopo il successone della 156 (che paragonerei alla Qashqai per Nissan), a Torino hanno scioccamente pensato di alzare il tiro. Quindi basta Fiat Marea ricarrozzata (la 156 era qualcos'altro, forse??) e progetto più importante. Quindi in un solo botto, via 156 e 166 per far largo ad una nuova unità col telaio in comune con GM, non su base Bravo. Però, hanno commesso il fatale errore. Hanno alzato il prezzo. La 156 costava sensibilmente meno delle tedesche, la 159 no. E questo il mercato non te lo perdona. Tu, Fiat, non puoi vendere un'auto allo stesso prezzo di una Mercedes: non esiste. La Mercedes C Klasse può montare il 1.5D Renault (lo stesso che c'è sotto il cofano di una Dacia Duster) nelle sue entry level, ed è furbizia commerciale. Alfa Giulia, sviluppata da tecnici Maserati e Ferrari, rimane una Fiat. Che diventa improvvisamente appetibile come usata, magari a 20k euro in meno che non nuova. Ecco che l'italiano ringrazia le capacità degli ingegneri nostrani. Ipocrisia al cubo.
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  • Vista una democratica diesel con profilo al tramonto, lei nera: le proporzioni tipiche da TP con cambio all'avantreno le regalano un fascino indescrivibile. Non c'è bisogno di vedere i dettagli in quest'auto e anche se avesse le lanterne ad idrogeno dell'800 al posto dei led non cambierebbe una virgola. Mio giudizio ben inteso, che è chiaro non è condivisibile ai giorni nostri. Un solo appunto sul cambio manuale. Anche quì è stato fotocopiato il Getrag della serie 3, come punti attacco al telaio per NVH e guidabilità. Solo che i risultati non sono stati buoni, anzi pessimi con l'aspettativa che tanto nessuno l'avrebbe voluta. Pessimi soprattutto sulla versione Quadrifoglio, dove il volano a sbalzo (la catena di distribuzione è lato volano ) ha creato non pochi problemi. Morale: casi di vibrazioni leva, sibili, e anche perdite olio. Risultato: via dalle opzioni di scelta. Qualche espertone di marketing avrà pensato che tanto nessuno si sarebbe lamentato, e che presto anche a Monaco l'avrebbero tolto. Risultato: a Monaco rimane anche il buon manuale di sempre, e da noi ennesima delusione. Ciao!
  • Il tempo passa ma la Giulia resta lì, in cima alla lista di chi ama la guida sportiva. Da 136 a 540 CV, resta una delle più grosse e ahimé sottostimate rivoluzioni della storia dell'auto...
  • L'unica nota stonata, in quadro bellissimo, rimane l'eliminazione del cambio manuale. Porsche e BMW mantengono la doppia opzione tra automatico e manuale mentre in Alfa hanno inspiegabilmente eliminato l'ottimo manuale ZF.
  • La Quadrifoglio è bella e deve essere un missile. Quello che trovo incomprensibile, invece, per un utente normale, è l'impossibilità di avere uba Giulia con il 280 benzina senza i cerchi sportivi, le pinze freno colorate, le cornici cristalli nere, la mascherina nera. Io vorrei una Giulia brillante non da Raikkonen. bensì bella ed elegante, altrimenti mia moglie non ci sale e comunque l'allestimento Veloce non mi piace.. In fabbrica c'è già tutto quello che serve per fare una TI o una Executive Q4 con il benzina da 280 cv.
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  • Grande auto, niente altro da aggiungere.
  • Non condivido l'assenza di cambio manuale. Io ho preso, mio malgrado, la diesel (alimentazione che non amo e non ho mai avuto) 180 cv solo per potere avere il cambio manuale, perché non previsto sulle versioni a benzina. Anche e soprattutto nel cambio si declinano piacere e padronanza di guida. Per il resto grandissima auto. Degna del blasone. Mi ricorda la vecchia Alfa 2000 anni '70 ...che conservo in garage 😊. Più accettabile l'assenza di manuale sulla Stelvio, rispetto alla quale la Giulia ha una guidabilità di gran lunga superiore e più coinvolgente. Ma io non apprezzo i Suv che vogliono essere tutto e niente .
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  • Da giugno guido una "banale" 201 cv benzina Executive AT8 Verde Visconti; niente da dire, se ti piace guidare, questa macchina ti crea dipendenza; figurarsi i 510 cv di una Quadrifoglio!! Saluti
  • Bellissima se fossimo negli anni '60 poco traffico,no limiti velocità e gente che a piedi,bicicletta auto stava attenta a cosa faceva.Forse sarà un investimento futuro per i pochi pezzi prodotti come la 4C e 8C ma come vettura la definisco un puro esercizio di tecnologia come le power unit delle F1 che hanno dimostrato che un motore benzina ha un rendimento superiore a motore Diesel:cosa impensata sino al 2014 ma che non avrà nessun travaso sulle auto per tutti per costi e complicazioni tant'è che le F1 di anni addietro non sono più acquistate da facoltosi appassionati per impossibilità a gestire il "motore"senza una squadra corse.Il mio è solo un giudizio personale che non fa testo.
  • Non sono un Alfista, ma davanti alla Giulia e alla Stelvio mi tolgo il cappello.
  • Bellissima e ottima macchina. Ha solo 2 pecche. a) non è elettria e b) non c'è una station wagon. a + b e mio fratello l'avrebbe comperata subito sostituendo la sua ormai datata 159
  • Auto tecnicamente dotata che non ha nulla da invidiare alle tedesche, però i numeri che 4R illustra mensilmente relativi alle vendite, indicano un costante calo. Il motivo è sotto gli occhi di tutti e lo aveva già scritto il direttore della rivista nel servizio "La morte della berlina". Si spera che questo modello resti in listino e non faccia la fine della Punto e della Giulietta, non remunerativi per il management FCA, soprattutto fuori dai confini nazionali.
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  • spettacolo di auto
  • La Giulia sta alle automobili come una Canon Eos 5 d sta alle macchine fotografiche. Così come la maggior parte delle persone fa le foto con lo smartphone, pieno di gadget divertenti che accompagnano una qualità mediocre delle immagini, il purista sceglie la reflex. Lo stesso accade per le auto. Siamo circondati da auto mediocri su strada ma piene di gadget, che servono solo ad attirare l'attenzione... una Giulia si compra per come si guida, non per il resto. La Giulia è necessariamente una macchina per pochi intenditori...
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  • Con una goduriosissima Giulia QV in copertina 4R va a togliere lettori anche a Playboy... ;-)
  • Non trovo niente di scandaloso riprovare un'auto come questa con gli aggiornamenti (pochi) my 2020. Leggo tante polemiche sterili: quattroruote filo tedesca, quattroruote filo FCA, e bla bla bla… Vorrei farvi una domanda: ma davvero voi comperata un'auto in base ai giudizi di una testata qualificata come quattroruote? Davvero la vostra scelta è condizionata dalle prove su strada che pubblica la rivista? Ma in che mondo vivete? Io compro Audi da sempre per la linea, per il comfort, per la sicurezza, per la qualità, per l'assenza di difetti, perché macino tanti km ogni anno e non ho mai, ripeto mai, avuto problemi. E, scusate il francesismo, non me ne frega niente di quanto scrive quattroruote che leggo da sempre.
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  • Auto come queste sono un piacere per chiunque ami la bella guida oltre che per i bastonati amanti del biscione, come me. Forse rimarranno una nicchia sempre viva anche in un futuro completamente (o quasi) elettrico, dove ci sarà sempre uno spazietto per una bella Giulia (magari GTA) a motore termico. Però da Alfa i bastonati fans di cui sopra si aspettano che guardi al futuro, preservando lo stesso spirito - ma non la stessa tecnologia - che ai bei tempi portò alla nascita di modelli che ora sono nella storia: lo spirito si chiama innovazione ed eccellenza tecnologica, non riutilizzo del Fire. Invece FCA, quelle poche volte che fa qualcosa, la fa con l'obiettivo risparmio ed ha abbandonato completamente ogni velleità di essere prima in qualcosa. Una filosofia, quella di investire sul futuro per eccellere, in realtà mai abbracciata da Torino - per lo meno negli ultimi svariati decenni - e che ha portato alla quasi dissoluzione dell'auto Italiana. Ora le sorti di Alfa dipendono da Peugeot; cosa decideranno a Parigi non lo so ma nel frattempo mi sono stufato e penso che la mia prossima auto sarà una Tesla: se non posso avere la mia amata Alfa, per me è inutile rivolgersi ad una tedesca che da lei prese lezione tanti anni fa: meglio voltare completamente pagina
  • Per carità, ogni testata ha diritto di portare avanti la linea editoriale che meglio crede, ma che senso ha provare due volte un'auto che, lo si dice nello stesso articolo, non presenta variazioni meccaniche, estetiche e di comportamento stradale di sorta, e che non è nemmeno un modello di peculiare interesse per il mercato? Valeva la pena rifare da capo una prova per un touch-screen? Certe volte sembra quasi che degli articoli escano più per compiacere che per interesse giornalistico...
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  • E i fari a led? ormai ce li hanno anche le utilitarie.
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