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(Ri)viste da vicino

Suzuki Ignis: l'ibrida fa 100 km con meno di 10 euro

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Nei listini di oggi, le utilitarie sono sempre meno. E nei prossimi anni sono destinate a diventare merce ancora più rara. Molti costruttori le stanno mandando in pensione senza prevedere eredi, per lasciare spazio a più grandi (e costose) Suv compatte. Ma c'è chi continua a puntare sulle piccole e lo fa credendoci per davvero. Come la Suzuki, che con la sua Ignis propone al pubblico italiano una delle poche vetture sotto i quattro metri di lunghezza, per giunta anche elettrificata e (rarità ormai quasi assoluta) integrale. Due dettagli molto apprezzati dalla clientela, assieme alle dimensioni contenute, ai prezzi abbordabili e ai vantaggi garantiti dall'omologazione ibrida della giapponesina. Un'auto che per questi motivi merita di comparire in (Ri)viste da vicino, la sezione in cui torniamo a parlare dei modelli più diffusi in Italia. Vetture che sono già passate da Vairano, ma che, per un motivo o per l'altro, meritano un approfondimento dei temi che contano di più nella vita di tutti i giorni: dall'affidabilità ai valori residui, passando per i costi di gestione.

Suzuki Ignis: l'ibrida fa 100 km con meno di 10 euro

Dietro non si soffre. Con le rivali che si contano sulle dita di una mano, la Ignis si sta ritagliando sempre più spazio sulle nostre strade. Lanciata nel 2016 e sottoposta a un restyling di carattere tecnico nel 2020, è lunga tre metri e 70 centimetri e può ospitare quattro persone, che hanno a disposizione parecchio spazio, almeno in rapporto alle ridotte dimensioni esterne. Le particolari forme della carrozzeria (centimetro alla mano, altezza e larghezza differiscono di appena 55 millimetri) consentono di godere di una buona abitabilità, anche in seconda fila. Davanti, pure i più alti trovano posto senza alcun problema su sedili ampi e confortevoli, mentre dietro l'agio per gambe e testa non è molto elevato. Trattandosi di un'utilitaria, tuttavia, non c'è di che lamentarsi.

Quanto al bagagliaio, che ha una soglia di carico è un po' alta (75 centimetri), il volume minimo è di 189 litri, una trentina in meno della Fiat Panda (218). Grazie alla panca posteriore scorrevole, però, si può arrivare quasi al doppio (363), poco meno della Volkswagen Golf (378). In più, a bordo si può contare su diversi vani dove sistemare i piccoli oggetti d'uso quotidiano. Gli interni, poi, sono disseminati di tanti altri piccoli dettagli pensati per migliorare l'esperienza di viaggio. Davanti al passeggero, per dire, c'è un incavo dove riporre lo smartphone, che può trovare posto anche nelle tasche ricavate nell'appoggiabraccia della portiera. Sotto la plancetta del climatizzatore, invece, vi sono una presa Usb e una a 12 volt, entrambe coperte con tappi: una finezza che sottolinea l'attenzione riservata alla progettazione di ogni particolare, anche il più piccolo.

Suzuki Ignis: l'ibrida fa 100 km con meno di 10 euro

Sulla plancia, digitale e analogico convivono senza scontrarsi: tutte le funzioni multimediali sono touch (il volume si può però regolare anche con i comandi al volante), mentre il climatizzatore automatico ha una plancetta separata, che consente d'impostare la temperatura senza distrazioni. Ordinata anche la disposizione dei tasti, con quelli per la disattivazione degli Adas sulla console centrale, quello per l'avviamento del motore a destra del piantone dello sterzo e i pulsanti per l'esclusione di Start&Stop e controllo elettronico della trazione sulla sua sinistra. Quest'ultimo è regolabile esclusivamente in altezza e, di conseguenza, per trovare una posizione di guida comoda si potrebbe dover scendere a compromessi.

Sulla Ignis si viaggia con le gambe poco distese, anche se ben rialzati da terra. Non ai livelli di una crossover, intendiamoci, ma molto più in alto rispetto ad altre piccole. Ciò si traduce in una buona visibilità complessiva: l'ideale per destreggiarsi nell'habitat naturale di questa Suzuki, il traffico cittadino. Dov'è facile apprezzare l'agilità creata da un mix di dimensioni compatte, diametro di sterzata contenuto (dieci metri) e motore vivace. A questo proposito, l'aggiornamento di metà carriera ha introdotto un nuovo quattro cilindri (nome in codice K12D) e affinamenti al sistema ibrido, con la batteria al litio – passata da 0,08 a 0,12 kWh – che alimenta un motogeneratore elettrico da 2,7 cavalli, il quale supporta l'unità a benzina e viene impiegato anche come alternatore e motorino d'avviamento. Certo, i più attenti appunteranno che la Ignis del 2016 era più potente – 90 CV e 120 Nm contro gli 83 CV e 107 Nm odierni –, ma il nuovo 1.197 cm3 è più sfruttabile, poiché la coppia è disponibile a 2.800 giri invece che a 4.400, e il supporto elettrico maggiormente presente.

Suzuki Ignis: l'ibrida fa 100 km con meno di 10 euro

Quello che si nota di più, tuttavia, è il netto miglioramento dei consumi: in media, la Ignis ibrida percorre 20 chilometri con un litro di benzina, cioè due e mezzo in più rispetto a quella pre-restyling. Dà il meglio di sé in città e in statale con, rispettivamente, 21,3 e 22,3 km/litro. Ed esce a testa alta dal confronto con la concorrenza: nel misto, con un litro di carburante, percorre 1,7 chilometri in più della Fiat Panda Hybrid (17,3 km/litro), 2,2 in più della Lancia Ypsilon Hybrid (16,8) e 2,0 in più della Toyota Aygo X (17,0), tanto per citare le rivali più diffuse. E tutto questo considerando che, quando si chiede un po' di brio al quattro cilindri, la risposta non è affatto soporifera. Complice il peso appena sotto la tonnellata, la Ignis si rivela scattante nei primi metri e allunga con una buona verve, arrivando a 100 all'ora in 11,6 secondi. Avvicinandosi alle velocità autostradali, la spinta cala drasticamente e, per arrivare a 130 km/h, le servono 20,3 secondi. Ma le tre corsie non sono certo il suo terreno d'elezione, visto che ad andature elevate emergono importanti fruscii. E che, anche a quelle più tranquille, la voce del benzina aspirato rimane sempre in sottofondo e il confort è intaccato da un assetto rigido, specialmente dietro.

Tra le curve, la giapponese infonde sicurezza, ma con un rollio abbastanza marcato e uno sterzo d'impostazione turistica non invita alla guida spinta. D'altronde, come detto, il suo ambiente è la città, dove tra fermate e ripartenze si apprezzano la frizione leggera, abbinata a un cambio facile da manovrare, e la suite di Adas prevista di serie. Su tutte le Ignis, infatti, sono presenti i sistemi "attentofrena", "guidadritto" e "restasveglio", con le rispettive funzioni di frenata automatica d'emergenza con riconoscimento dei pedoni, avviso di superamento della corsia e monitoraggio della stanchezza del guidatore. Un bel plus per la sicurezza, che diverse rivali ancora non offrono.

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