Il nome della nuova media Lancia strizza l?occhio alla tradizione, ma forse non c?è neppure bisogno di dirlo, perché la Delta, quella delle origini, è una delle Lancia più note di tutti i tempi. Le assonanze tra le due finiscono qui, però, perché la Delta di oggi, ovviamente, è tutta un?altra storia rispetto a quella di tre decenni orsono.

La nuova condivide molti elementi con la Fiat Bravo. Rispetto alla quale, però, le differenze non mancano, a cominciare dal passo, che è più lungo di dieci centimetri. A confrontare numero per numero, l?abitabilità della Delta non sembra molto diversa da quella della cugina Fiat, ma la sensazione di ariosità è decisamente superiore. Il bagagliaio non è certo il punto di forza di questa nuova Lancia, perché, su una due volumi di oltre quattro metri e mezzo, sarebbe lecito attendersi qualcosa più dei 302 litri rilevati dal nostro Centro prove.

Sulla Delta, le coccole cominciano appena saliti a bordo e continuano lungo tutto il viaggio. La sensazione di essere su un?auto confortevole è subito ben evidente. Un pochino più di fair play sugli ostacoli brevi non ci sarebbe stato male, ma si tratta di dettagli. Il motore dà un gran bel contributo al confort e chi ha in mente il rumore da trattorino dei vari 1900 Multijet che si sono succeduti negli anni, farà bene a ricredersi. Il recentissimo 1600 è silenzioso, rotondo, privo di vibrazioni e la gradevolezza di marcia diventa subito uno dei punti di forza di quest'auto.

I 120 cavalli del 1600 Multijet non sono moltissimi su una vettura di queste dimensioni, ma il risultato è comunque apprezzabile. Chi ambisce alle prestazioni vere sarà meglio che pensi ad altro, ma la Delta si muove sempre con apprezzabile scioltezza e diventa un po? (troppo) pigra soltanto ai regimi più bassi, quando ancora non è entrata in gioco la turbina, il cui ingresso, peraltro, non è dei più indolori.

Sulla Delta, le richieste di carburante non diventano mai impegnative: la media generale di 14 chilometri con un litro è lì a testimoniarlo, ma i consumi non salgono mai a livelli preoccupanti neppure nelle situazioni più gravose, per esempio in città. Della cugina Bravo, abbiamo sempre lodato le doti stradali, per l?ottimo equilibrio tra efficacia, piacere di guida e, ancor più importante, sicurezza nelle situazioni d?emergenza. Tutte queste buone qualità si ritrovano anche sulla Delta, che sembra persino più sincera e disposta a perdonare eventuali errori: merito del passo allungato di dieci centimetri, che rende più "morbide" le reazioni.

L?unica criticità è emersa nella frenata sul bagnato: quando si hanno due ruote sull?asfalto e due sul marmo (che, bagnato, ha la stessa aderenza del ghiaccio), la Delta non ha spazi d?arresto particolamente contenuti, ma soprattutto richiede mani esperte per riuscire a mantenere la traiettoria.