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Nio
Al via lo sbarco in Europa: si parte dalla Norvegia

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Al via lo sbarco in Europa: si parte dalla Norvegia
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I marchi automobilistici cinesi non hanno mai avuto molta fortuna in Europa: basti pensare al fallimentare progetto di espansione della Qoros, oppure al mancato rilancio della Saab. Finora l’unica azienda del Paese del Dragone ad avere successo nel Vecchio Continente è stata la Geely, ma solo grazie all’acquisizione di diverse Case, in difficoltà o messe in vendita, come la Volvo e la Lotus. Negli ultimi mesi, però, la transizione verso la mobilità elettrica ha ridato vigore alle ambizioni dei cinesi e in particolare delle tante startup spesso sostenute da iniziative statali. E ora anche la Nio è pronta a debuttare sul mercato europeo. 

Si parte dal Nord. La startup di Shanghai ha deciso di avviare il suo percorso di espansione globale partendo dalla Norvegia. Il piano prevede a settembre il lancio della Suv ES8, seguita nel 2022 dalla berlina ET7, e la creazione di una rete di vendita e assistenza diretta: il primo salone, da oltre 2 mila metri quadrati, sarà aperto tra luglio e settembre nella capitale Oslo, mentre l’anno prossimo saranno inaugurati analoghi centri, ma di minori dimensioni, anche a Bergen, Stavanger, Trondheim e Kristiansand. Nelle cinque città saranno realizzate anche diverse stazioni per la ricarica e lo scambio delle batterie: le prime quattro saranno inaugurate entro la fine del 2021 e altre 12 saranno realizzate nel 2022. 

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Il piano di espansione. La Norvegia rappresenta un importante banco di prova per le ambizioni della Nio e per la sua strategia di espansione internazionale, che prevede lo sbarco in altri cinque Paesi europei e, in futuro, anche negli Stati Uniti. L’azienda è nata nel 2014 ed è la più grande startup cinese di veicoli elettrici con oltre 100 mila vendite dall’avvio delle attività commerciali nel 2018. Due anni fa, però, la Nio è arrivata a un passo dal fallimento ed è stata salvata solo da un finanziamento pubblico: il governo municipale di Hefei ha infatti garantito capitali freschi per circa 1 miliardo di euro, in cambio di un accordo per la realizzazione di un impianto produttivo nella città capoluogo della provincia di Anhui.

Le unicità della Norvegia. Il Paese scandinavo, dove l’anno scorso ha fatto il suo ingresso un’altra startup cinese, la Xpeng, rappresenta quindi una mossa rischiosa per una società ancora non del tutto solida e già alle prese con una crescente concorrenza in madrepatria. In Norvegia, la Nio dovrà anche costruirsi un’immagine di affidabilità e, allo stesso tempo, un suo spazio su un mercato che vede la presenza di concorrenti già affermati come la Tesla, l’Audi o la Nissan. In ogni caso, questo Paese garantisce una serie di opportunità. Il governo vuole che già dal 2025 tutte le auto vendute siano elettriche  e per raggiungere tale obiettivo ha varato un massiccio programma di incentivi che ha portato la Norvegia a diventare il primo Stato al mondo con un peso delle elettriche superiore alle endotermiche sui volumi totali: ad aprile, le vendite di auto a batteria hanno infatti rappresentato il 55% della domanda complessiva e il modello più popolare è stata la Volkswagen ID.4.

COMMENTI

  • Ci chiediamo tutti, al mio Bar Sport, se finanziariamente il modello di business di NIO sia sostenibile. Ci chiediamo quante batterie per auto venduta pensano di mettere a magazzino nei loro centri. Tutto il resto ci piace moltissimo -le immagini del NIO day erano strabilianti. Ma finanziariamente, se TESLA ha detto no a questo modello ci viene il sospetto che il rischio sia troppo alto, perfino per Musk. Un saluto al Sig. Murgida, di cui leggo sempre piu' spesso. Mi manca il Sig. Magni, ma attendo fiducioso.