Dopo anni di successo di Renault "Scénic" e Opel "Zafira", dopo la sfida dell'originalissima Fiat "Multipla" e quella della più tradizionale Citroën "Xsara Picasso", finalmente anche Ford ha messo in campo la sua monovolume compatta.

Ultima arrivata, la "Focus C-Max" sfrutta il vantaggio di aver osservato le concorrenti prima di sbarcare nel segmento. Così, la vettura offre prestazioni e feeling di guida da prima della classe, ma anche spazio abbondante per chi viaggia dietro, su un divano scomponibile che scorre, si piega e scompare con pochi gesti. Il design richiama fortemente quello della "Focus" berlina, vettura di grande successo degli ultimi anni, ma ovviamente la "C-Max" è più alta e offre un portellone con un bagagliaio capiente (da 520 a 1620 litri) e versatile.

Abbiamo provato la versione turbodiesel, la "2.0 TDCi" da 100 kW-136 CV (coppia di 320 Nm a 2000 giri), davvero piacevole in tutte le situazioni. Grazie al cambio manuale a sei marce, il motore si sfrutta molto bene anche nella guida brillante e consente di viaggiare ad andature autostradali ad appena 2300 giri, con un discreto confort nell'abitacolo e buoni consumi. Da prima della classe l'accelerazione, mentre per trovare un buono spunto in ripresa è meglio scalare in quinta.

Su strada, la "C-Max" conferma le doti della "Focus" berlina. Lo sterzo, a differenza di altre monovolume, è pronto e preciso, tanto da rendere il retrotreno un po' nervoso nelle manovre d'emergenza: a questo proposito, va detto che il controllo elettronico della stabilità Esp è un optional raccomandabile (disponibile al prezzo di 500 euro).