Tre grandi familiari, tre ottimi turbodiesel e tre personalità diverse. Più comoda la "C5", come vuole la tradizione Citroën, equipaggiata con il "2.0 HDi" da 136 cavalli; più sportiva la "Mondeo", grazie ai 155 CV del motore "2200 TDCi"; razionalissima la "Vectra 1.9 CDTI" (150 CV), caratterizzata da un vano di carico praticamente perfetto, con piano e pareti lisci e squadrati.

Cominciamo dai posti guida che su queste tre station sono ampi e accoglienti, con tutte le regolazioni per sedile e volante. La "C5" ha la console centrale a forma di scudo, un po' troppo piena di tasti; quella della "Mondeo" è la più tradizionale e facile da usare, mentre sulla "Vectra" si ritrova lo stile della "Signum", con pochi comandi multifunzione.
Mettiamo in moto i tre turbodiesel. Come dicevamo, il più potente è il "2.2" della "Mondeo", ma anche il "1.9" della "Vectra" si difende, coi suoi 150 CV, mentre il "2.0" della "C5" si accontenta di 136 cavalli e un po' di elasticità in più. Le prestazioni sono ottime, considerato il tipo di vetture: appare scontato che faccia leggermente meglio la Ford, mentre sorprende la ripresa lenta della Opel, che impiega 25,8 secondi nel "70-120" in sesta, una decina di secondi più delle altre due, anch'esse con la sesta.

Su strada, infine, nonostante le dimensioni, sono tutt'e tre docili e facili da guidare. Grazie alle buone qualità di telai e sospensioni, oltre che all'elettronica (l'Esp è di serie su tutte), non mettono nei guai neanche nelle manovre d'emergenza.