Per mille ragioni, la BMW "serie 3 Touring" e la Volkswagen "Passat Variant" non sono esattamente concorrenti: lo sa chi le produce, lo sapete voi e lo sappiamo anche noi. In comune hanno certamente il fatto di appartenere allo stesso genere, station wagon appunto, di essere entrambe tedesche, di godere di un'ottima reputazione. Sono automobili sulle quali si va sul sicuro, insomma, in tutti i sensi. Ma sono anche automobili assai diverse tra loro. Ed è su quella sottile linea che separa le necessità di mobilità dal legittimo appagamento personale che si gioca questo match.

Quando parliamo di Volkswagen "Passat Variant" ci aspettiamo delle dimensioni importanti, con un abitacolo spazioso, un bagagliaio enorme, una cura maniacale per il dettaglio. La "serie 3 Touring", invece, sembra fatta apposta per coinvolgere emotivamente chi sta alla guida. Con un bagagliaio di appena 357 litri, tredici più del modello precedente, la BMW "320d Touring" non può nemmeno competere con la "Passat", il cui vano ha la capienza record di 591 litri (erano 475 sulla vecchia "Variant"). Del resto, non è per caso se con la "serie 3 Touring" si finisce col sollevare più spesso il praticissimo lunotto apribile che non il portellone stesso: il bagagliaio è una specie di enorme vano portaoggetti, perfetto per gli acquisti in centro, per le trolley o per gli eleganti borsoni griffati, un po' meno per i traslochi, seppur temporanei, di famiglie intere in vacanza. Quando si solleva il portellone della "Passat", invece, si apre un mondo: il vano è profondissimo, largo, piatto e con una bella bordatura d'acciaio inox sulla battuta e paratie removibili sui lati che vanno a formare due pozzetti. La finitura è ineccepibile e sembra che tutto sia stato progettato tenendo presente le necessità di chi un bagagliaio lo usa davvero.

Dal canto suo, la "320d Touring" può soddisfare i guidatori più esigenti, senza smettere mai di essere un'automobile completa e adatta a chiunque. Ma chi ama guidare sa che è essenziale sapere esattamente dove sono le ruote o manovrare uno sterzo privo di reazioni anomale, che non filtri troppo i segnali che arrivano dall'asfalto, dai pneumatici. Anche senza essere degli appassionati di guida, BMW e Volkswagen si potrebbero riconoscere a occhi chiusi (se solo si riuscisse a condurle così). Per chiarire il concetto, basterebbe percorrere una bella strada sinuosa, mettiamo nel Chianti per rendere l'idea, al volante dell'una e dell'altra: beh, se con la "320d" ci si gode ogni metro d'asfalto e si finisce coll'alzare un po' il ritmo, con la "Passat" viene voglia di rallentare, di andare più piano. Per una questione di taratura delle sospensioni, più che altro, non certo per colpa del motore, che è sì meno potente del due litri bavarese, ma si sposa alla perfezione (soprattutto col cambio robotizzato Dsg a doppia frizione) con l'indole turistica del modello di Wolfsburg.