Il boxer turbodiesel è una novità assoluta, un?altra delle soluzioni Subaru di grande pregio tecnico. Questo nuovo motore darà nuove soddisfazioni al costruttore giapponese, finora costretto a rinunciare a una larga fetta di automobilisti, quelli che fanno molta strada e vogliono spendere il meno possibile alla pompa: i cosiddetti dieselisti. Fino a ieri, Subaru offriva a quest'ultimi la sola alternativa delle versioni bi-fuel con alimentazione mista Gpl e benzina, che sfruttano i bassi costi del gas e le agevolazioni fiscali, ma subiscono anche qualche limitazione. L?arrivo del gasolio rilancia non soltanto i modelli di gamma alta della Casa, come Legacy e Outback, ma anche e soprattutto la nuova Forester, che così si trasforma da 4x4 di nicchia in una Sport utility a tutto campo, finalmente in grado di competere ad armi pari con le concorrenti più agguerrite e accreditate sul mercato.

Dopo l?ultimo, deciso maquillage che ha dato origine alla terza generazione, ora le sue forme sono più morbide e arrotondate e anche all?interno sono definitivamente scomparse le estrose soluzioni estetiche di una volta. L?impostazione è molto classica, funzionale alla massima praticità. La plancia, per esempio, è semplice e pulita, pur completa di tutti i comandi e delle funzioni necessarie. Appena preso posto su un sedile davvero accogliente, il conducente trova tutto e subito: qualche comando è replicato anche sulle razze del volante (regolabile in altezza e profondità). La grafica della strumentazione nel cruscotto è chiara, ma le informazioni disponibili sono solo quelle indispensabili. A meno che si monti, offerto after market dalla Casa, il sistema di navigazione multimediale che include, tra le altre funzioni, anche un pregevole computer di bordo. Mappe, dati e grafici sono visualizzati su uno schermo touch screen LCD da 7??, su cui si possono riprodurre anche filmati su Dvd.

Complessivamente è una 4x4 idonea ad affrontare ogni tipo di terreno, ma senza una specifica vocazione fuoristradistica. Lo conferma l?assenza delle marce ridotte, ma anche di tutti quei dispositivi tipici delle specialiste, fatta eccezione per le ripartenze in salita, agevolate dall?Hill Start. Del resto, il suo inedito turbodiesel, pur dotato di abbondante coppia, ne fa emergere soprattutto le qualità stradali. Quelle già apprezzate sulle versioni a benzina, ulteriormente enfatizzate dall?elasticità di funzionamento del motore boxer a gasolio, complice la massa contenuta in poco più di 1700 kg in condizioni di prova. Pur con qualche cavallo in meno rispetto al fratello a benzina (147 CV contro 150), il boxer diesel spinge più forte, vanta un?erogazione più progressiva e sfrutta assai bene il cambio a sei marce. In sostanza risulta parecchio più brillante in accelerazione: nello "0-100" stacca di ben due secondi la rivale a ciclo Otto (di qualche decimo in più se alimentata a Gpl). E va ancora meglio in ripresa. Per non parlare dei consumi, mediamente più contenuti del 30%: si passa, infatti, dai 9 km/litro scarsi ai quasi 13 per ogni litro di gasolio.

L?assenza di vibrazioni e la conseguente silenziosità di funzionamento a tutti i regimi favoriscono, oltre alla piacevolezza di guida, il confort. Il merito è tutto del grande bilanciamento e del lavoro fatto dai tecnici sulle sospensioni, anche se la Forester manifesta una marcata tendenza a coricarsi lateralmente in curva: i vistosi movimenti della carrozzeria, comunque, mettono in tensione il conducente senza però impegnarlo davvero. Anche perché l?efficace intervento dell?Esp contrasta e previene eventuali reazioni scomposte della vettura, che segue le traiettorie impostate ben salda sulle quattro ruote da 17". Lo sterzo non trasmette un grandissimo feeling al pilota e neppure il cambio ha una manovrabilità tale da favorire una guida sportiva: gli innesti sono abbastanza contrastati e, pertanto, la selezione delle marce risulta un po? sgradevole, specie nell?uso veloce. Del resto la Forester non è stata sviluppata per scendere in pista e divincolarsi tra i cordoli, ma piuttosto per affrontare le lunghe percorrenze comodi, rilassati e sicuri. E, quando serve, per muoversi su qualsiasi fondo con la massima motricità. Anche nel fango. Da questo punto di vista l?obiettivo è stato centrato. E non è poco.