Smart fortwo La prova della 70 Passion

Smart fortwo
La prova della 70 Passion
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L’idea di base della Smart fortwo rimane quella di sempre: una follia vagamente visionaria che, in meno di vent’anni, s’è trasformata nell’oggetto più comune che si possa incontrare lungo le strade delle grandi città, italiane e non. E poco importa se, all’ovetto di sempre, oggi è spuntato il cofano e il corpo vettura si è allargato di una decina di centimetri: da un lato ci sono di mezzo le solite normative sull’urto pedone, dall'altro era l'unico modo per migliorare le doti di abitabilità e, più in generale, per far crescere la Smart. Alla fine, comunque, i progressi non si misurano soltanto con il metro: la fortwo è sempre se stessa, ma a un livello superiore. E senza snaturarsi, ben inteso.

Scelte in controtendenza. Appena saliti a bordo, ci sono i primi secondi di sconcerto: sul tunnel è sparita la chiave di avviamento e il cambio automatico ha ceduto la scena a un banalissimo manuale. Inoltre, il piantone dello sterzo è di tipo fisso e il sedile non è regolabile in altezza, due limiti a cui si può sopperire con il pacchetto Confort (a richiesta), che rende regolabili sia il volante sia la seduta e, già che c'è, aggiunge pure la regolazione elettrica per gli specchi retrovisori esterni. Soldi davvero ben spesi, anche se dotazioni del genere piacerebbe trovarle senza sovrapprezzo, su un'auto che si concede di serie frivolezze come i cerchi di lega o il tetto panoramico. Per il resto, l'abitacolo ripropone il mood che ogni "smartista" ben conosce: l'introduzione di molta componentistica di origine Renault (la chiave, le maniglie di sblocco delle porte, il devioluci e altro ancora) non modifica quell'atmosfera allegra e vivace che da sempre fa corpo unico con la fortwo. Il rivestimento di tessuto della plancia è molto ben fatto e aiuta a far passare in secondo piano alcuni elementi meno riusciti, come le plastiche dei pannelli porta, un po' troppo rigide e lucide. Tutto bene dal punto di vista dei comandi: tutto è a portata di mano. Curioso soltanto il lampeggio diurno: tra il momento in cui si rilascia la levetta e l'effettivo spegnimento dei fari passa un istante. Un dettaglio fastidioso, che costringe a usare gli abbaglianti senza troppa enfasi, pena ritrovarsi con i fari accesi in maniera costante.

Confort. Pronti, via. Se vi preoccupa l'idea che i dieci centimetri in più di larghezza possano aver trasformato il carattere della fortwo, potete stare tranquilli: quando si tratta di affrontare il traffico, la "Smartina" non ha perso nulla del suo mordente. Le differenze più importanti sono solo positive e hanno il sapore della novità assoluta: la maggior larghezza, per esempio, ha permesso di adottare un assetto meno estremo, con il risultato che buche, sconnessioni e pavé cittadini non fanno più paura. Certo, la morbidezza continua a rimanere un'altra cosa e, se non siete un "aficionado" della Smart, dovrete fare l'abitudine al passo di appena 1,87 metri. Per quanto riguarda il propulsore, il mille da 71 CV ha il passo giusto per muovere con scioltezza la nuova Smart: è morbido, disponibile, anche se per la vera brillantezza bisogna pensare al 900 turbo da 90 cavalli. Quando si mette giù l'acceleratore ai bassi regimi, l'architettura a tre cilindri produce quelle piccole vibrazioni che sono da sempre parte integrante della personalità della fortwo. Quando il motore gira al minimo, però, capita che possano essere fastidiose: diventano piuttosto evidenti e con un movimento spiccatamente longitudinale. Il cambio manuale non è niente male: è morbido, ben manovrabile e soltanto nel traffico cittadino, alle volte, si finisce per rimpiangere l'automatico di un tempo. Non sarà stato un gran cambio, ma almeno sollevava dall'incombenza di gestire la frizione. Comunque, si tratta solo di avere un minimo di pazienza: un doppia frizione che promette di far dimenticare la lentezza del passato entrerà nella lista degli optional dal prossimo marzo, peraltro a un prezzo non proprio popolare (si parla di un migliaio di euro). Per completare il quadro, manca ancora un elemento: lo sterzo. Viste le inclinazioni cittadine della fortwo, inutile soffermarsi troppo sulle qualità dinamiche del comando, per le quali basterà dire che non brilla né per prontezza né per la capacità di trasmettere la sensazione di ciò che accade sotto le ruote (il famigerato feedback). Ha però una qualità straordinaria, un diametro di sterzata di appena 7,4 metri. Un valore che ha dell'incredibile e per convincersene basta fare un confronto con la serie precedente. La quale, nonostante fosse a sua volta una campionessa di agilità, si fermava a 9,1 metri. Una differenza talmente ampia che ci vuol niente a notarla: con la nuova fortwo, si ha realmente la sensazione di girare su se stessi. Per una volta, una frase fatta sembra davvero rispecchiare la realtà.

In sintesi. Di cambiamenti, nella sua vita, ce n'erano già stati. Nel 2007, tanto per dire, la fortwo era stata rifatta da capo a piedi, anche se la cosa non aveva destato troppo scalpore: era diventata più lunga di 20 centimetri, ma la forma a ovetto era ancora lì e questo bastava per rassicurare le folle. Stavolta, invece, il passaggio è stato vagamente traumatico: l'aver in parte abbandonato la solita impostazione, con l'introduzione di un piccolo cofano anteriore, ha quasi avuto il sapore del tradimento, per gli oltranzisti della Smart. I quali però, incassato lo shock iniziale, possono dormire sonni tranquilli: cofano o non cofano, la fortwo è quella di sempre. Anche con il cambio manuale, che proprio non s'era mai visto. Rimane parcheggiabile come nessun'altra, capace d'infilarsi in ogni dove, con un'abitabilità che mai si potrebbe sospettare. E, già che c'era, ha pure migliorato alcuni suoi difetti storici, uno su tutti la rigidità dell'assetto. Certo, le macchine davvero morbide continuano a essere un'altra cosa, ma ora si possono affrontare i pavé cittadini senza troppi patemi. Peccato, semmai, per le bizzarre scelte in materia di dotazioni: è difficile accettare che il piantone dello sterzo sia fisso e il sedile non sia regolabile in altezza. A richiesta si può avere tutto, d'accordo, ma per lo meno una delle due regolazioni avremmo voluto trovarla di serie: in fondo, e neppure tanto in fondo, è una questione di sicurezza. Sono caratteristiche che si ritrovano, pari pari, pure sulla sorella a quattro porte, la forfour. A distanza di dieci anni, torna infatti la versione berlina della Smart. All'epoca si erano appoggiati alla Mitsubishi, mentre questa volta il partner è la Renault e il risultato è interessante. Dal punto di vista stilistico, magari, si perde qualcosa, ma la freschezza tipica della Casa c'è tutta. E, a volte, quella seconda fila di sedili può fare la differenza.

Alessio Viola
(Prova su strada ripresa da Quattroruote di dicembre 2014)

Pregi e difetti

SMART fortwo coupé fortwo 70 1.0 Passion

Pregi

Agilità. Le dimensioni contenute e il diametro di sterzata molto ridotto la rendono inarrivabile, da questo punto di vista. Insomma, è la fortwo di sempre.

Abitabilità. Difficile riuscire a "sistemare" meglio, in 2,70 metri, due passeggeri e una congrua quantità di bagagli.

Difetti

Accessori. Scelte curiose; ci sono di serie i cerchi di lega e il regolatore di velocità, ma si pagano a parte le regolazioni del piantone dello sterzo e del sedilie (in altezza).

Ripresa. C'è poco da fare: o si accetta una certa flemma o, se si ha fretta, si mette mano alla leva del cambio.



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Dati & prestazioni

Velocità
Massima
154,185 km/h (IN IV)
Accelerazione
0-100 KM/H
13,6 s
400M DA FERMO
19,1 s
1KM DA FERMO
35,7 s
RIPRESA A MIN/MAX CARICO
70-120 KM/H
- (IN V)
1 KM DA 70 KM/H
36,9 (IN V)
FRENATA
100 KM/H A MINIMO CARICO
42,6 m
CONSUMI MEDI
STATALE
20,2 km/l
AUTOSTRADA
14,7 km/l
CITTÀ
17,0 km/l

Pagelle

Abitabilità
Accelerazione
Accessori
Audio e navigazione
Bagagliaio
Cambio
Climatizzazione
Confort
Consumo
Dotazioni sicurezza
Finitura
Freni
Garanzia
Motore
Posto guida
Prezzo
Ripresa
Sterzo
Strumentazione
Su strada
Visibilità

Listino & costi

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Noname Macavero

La tristezza di vedere una smart col cambio manuale e' qualcosa di indicibile. TheMac

COMMENTI

  • La tristezza di vedere una smart col cambio manuale e' qualcosa di indicibile. TheMac
  • Ho provato a vedere la prova del vostro tecnico. Ma nessuno gli riesce a dire che si dice regìme e non règime, circùito e non circuìto? regalategli un dizionario.... Io non lo riesco ad ascoltare
  • Per l´ ing. Massai. Io aggiungerei che il ridotto diametro di sterzata è dovuto anche al fatto che non ci sono gli organi meccanici della trasmissione. Un´altra cosa. In Germania si stanno manifestando problemi in frenata con il solo guidatore a bordo. L´ auto tira a destra in modo deciso, obbligando il guidatore a controsterzare per tenere la macchina in strada. Mentre, se a bordo ci sono i due passeggeri la frenata è regolare. Mercedes non ha rilevato anomalie, ma dopo queste segnalazioni sta tenendo sottocontrollo il problema. Ha riscontrato, per caso, questa anomalia? Un difetto, per questa cittadina è il bagagliaio. Essendo posizionato sopra il motore, anche con la coibentazione le temperature restano relativamente alte (intorno ai 40 °C). Occhio alla spesa, se si hanno acquistato prodotti surgelati o da frigo!
  • Personalmente l'acquisterei per la città, tutta la vita. Consumi ottimi e dimensioni perfette!
  • Per avere un po di brillantezza serve il turbo da 90 CV !!!!!! Si è perso il senso della misura, questa è una scatoletta a soli due posti., per la Città... Un tempo la Panda (4 posti ) aveva 30 CV, e per essere brillante persino 45 (da 1/3 a 1/2 di questa cosa), non è che oggi le città (luogo di destinazioni di queste cose) sono diventate delle piste da corsa, si procede in coda come sempre !!! E per finire, in tema di brillantezza, hanno tolto l'automatico e messo il manuale ??? Sarà bello starsene in coda prima, frizione, seconda, frizione, prima, frizione, frizione .....
  • giudizio globale negativo. gli errori sono gli accessori che dovrebbero essere di serie, mancanti che innalzano il prezzo di partenza pazzesco, la finitura che non è migliorata di molto rispetto alla precedente e i volumi che pur aumentati non corrispondono ad una adeguata capacità di carico. se devo pagare il marchio, che se la tengano.
  • Concordo con SH, come fa' a consumare 4.1L/100km una vettura come la smart che pesa solo 800kg ed è lunga solo 2.7mt. Quando le sue concorrenti stanno tra i 4.2-4.6 ma hanno pesi, misure e un maggior numero di posti. boh?
  • Caspita, consuma sto nano!
  • Diavolo, sono più belle le micro car da 50 cc
  • che io debba pagare un extra per trovare la posizione di guida ideale regolando sedile e volante lo trovo un assurdo allo stato puro su una macchina che non costa neanche poco. Ad una rivista di automobili basterebbe solo questo per bocciare un'auto e non cavarsela semplicemente con un buffetto stile "anche se noi preferiremmo che......"
  • Al di là dell'auto, che può piacere o non ma personalmente per la città la trovo ottima, un vero complimento a Paolo Massai: ottima la prova, tecnica, dettagliata, chiara e completa. Come sempre, per altro. Grazie Paolo!
  • Non mi sono preso la briga di controllare i numeri, ma se mi baso sull'occhiometro, sia la nuova Smart che la nuova Twingo a Parigi non devono essere state fin'ora un grande successo....
     Leggi risposte
  • Per carità, è sempre originale, però comprerei la Twingo...originale e cugina della Smart. Il prezzo fa la sua parte...
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