Sulle auto elettriche circolano molti luoghi comuni, pregiudizi e falsi miti. Di seguito, le obiezioni più comuni dei critici e degli scettici.
Al contrario delle auto con motore termico, le emissioni allo scarico di un’auto elettrica sono nulle, sia in termini di gas climalteranti (CO2) sia in termini di inquinanti (CO, NOx e particolato). Se, invece, si analizza l’intero ciclo di vita dell’auto, dalla produzione allo smaltimento, uno studio del 2024 commissionato dalla Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA), ha dimostrato che, nonostante le emissioni iniziali più alte a causa della produzione delle batterie, le auto elettriche sono già oggi una scelta migliore, con riduzioni fino all’80% entro il 2050, rispetto ai motori tradizionali che hanno emissioni climalteranti elevate e crescenti nel ciclo di vita.
Secondo il consorzio europeo di valutazione nuove auto (EURO NCAP), composto da istituti di ricerca, ministeri e associazioni (per l’Italia l’Aci), comparando l’intero ciclo di emissioni, per una citycar che percorre 15 mila km annui il punto oltre il quale le emissioni di una Bev diventano inferiori a quelle di un’auto con motore termico si ha tra i 30 e i 40 mila km a seconda dell’efficienza del veicolo e delle abitudini di guida.
La gran parte delle moderne batterie è progettata - e gestita da sofisticati software - per durare centinaia di migliaia di chilometri. Uno studio su un campione di 5 mila auto di molti marchi realizzato nel 2025 da Quattroruote Professional per Motus-E, la filiera della mobilità elettrica, ha mostrato che dopo 8 anni la capacità media residua delle batterie di trazione delle auto elettriche esaminate era ancora superiore all’85%.
A fine vita utile le batterie costituiscono una preziosa fonte di materie prime. In base a una normativa europea, tutti gli accumulatori delle auto devono essere interamente riciclati, fornendo materia prima per la realizzazione di nuovi accumulatori. In alternativa, ove possibile e conveniente, possono essere utilizzati per qualche tempo come sistemi di accumulo di energia.
L’Osservatorio Quattroruote Professional ha rivelato che a dicembre 2025 l’autonomia media dichiarata delle auto elettriche in vendita in Italia aveva raggiunto i 494 chilometri, il 3,8% in più rispetto a dicembre 2024 e il 65% in più rispetto al 2020. A maggio 2026, secondo la Banca Dati di Quattroruote Professional, il modello a listino con la maggiore autonomia media nel ciclo di omologazione standard Wltp era la Mercedes EQS, con 811,3 km, ma altri modelli di fascia alta superano i 700 km. In genere l’autonomia media aumenta al crescere del segmento, dato che il più alto prezzo delle vetture di categoria superiore consente di adottare accumulatori di maggior capacità. Si va da una media di 257 km per le auto elettriche del segmento A (citycar) a una media di 653,8 km per il segmento F (superiori).
Se si considera un’auto media con un’autonomia di circa 450 km in grado di caricare a 150 kW di potenza in corrente continua, utilizzando una colonnina a ricarica rapida in corrente continua con il cavo integrato (DC), passare dal 20 all’80% di carica può richiedere una ventina di minuti, il tempo di una sosta in autostrada. Tempi che possono diminuire ulteriormente utilizzando potenze di ricarica superiori o, al contrario, allungarsi, fino a richiedere molte ore, usando wallbox domestiche a corrente alternata a bassa potenza a cui di solito si ricorre quando non si usa la macchina (per esempio di notte). Secondo Motus-E, l’associazione della filiera della mobilità elettrica, appena 5 minuti di ricarica in corrente continua a una potenza di 350 kW possono garantire, alle auto in grado di assorbire una simile potenza, ben 157 km di autonomia media aggiuntiva.
Le statistiche sui soccorsi stradali dimostrano che le auto elettriche non hanno un tasso di incendio superiore rispetto a quelle a combustione interna. Anzi. I dati del National Transportation Safety Board hanno mostrato che i veicoli elettrici sono stati coinvolti in circa 25 incendi ogni 100 mila auto vendute rispetto ai circa 1.530 per i veicoli a benzina e ai 3.475 per i veicoli ibridi.
Per scongiurare il rischio incendio, le batterie di trazione sono protette contro urti e penetrazione di oggetti, oltre ad avere sistemi attivi e passivi di contenimento dell’aumento di temperature, tra i quali la disalimentazione della batteria in caso di aumenti eccessivi di temperatura dei moduli.
Il prezzo di listino di un modello con motore elettrico è generalmente superiore a quello dello stesso modello con motore termico. E, in generale, il prezzo medio di un’auto elettrica è superiore all’analogo prezzo medio di una corrispondente auto termica. La differenza, tuttavia, anche grazie ai volumi e al progresso tecnologico, si sta progressivamente riducendo. Le auto elettriche, però, hanno altri vantaggi di tipo economico: il minore costo del rifornimento, soprattutto per chi può effettuare la ricarica domestica, il minore costo di manutenzione, l’esenzione del bollo per 5 anni e la riduzione a ¼ a partire dal sesto (ma in alcune regioni l’esenzione è permanente), la possibilità, in molte città, di sostare gratuitamente sulle strisce blu.
In generale l’elettrico rappresenta l’alimentazione più economica per quanto riguarda i costi di rifornimento. Solo la ricarica in corrente continua ad alta potenza e senza abbonamento ha costi che possono superare quelli dei carburanti. In tutte le altre situazioni la ricarica costa molto meno del rifornimento di benzina o di gasolio, soprattutto per chi può ricorrere alla ricarica domestica. I costi possono addirittura azzerarsi se si dispone di un impianto fotovoltaico domestico.
Le basse temperature riducono anche sensibilmente l’autonomia.
Sostituire la batteria di trazione costa molto e, su una vettura con qualche anno sulle spalle, può costare più della vettura stessa. Tuttavia, i costruttori offrono amplissime garanzie sulla batteria: in media 7-9 anni e fino a 200 mila km. In generale, a meno di eventi straordinari, le batterie di trazione hanno una vita molto lunga anche quando la capacità residua scende sotto al limite previsto dalla garanzia (in genere il 70% nel limite di 8 anni o 160 mila km). Inoltre, in molti casi la batteria si può riparare sostituendo solo i moduli difettosi, con una spesa inferiore alla sostituzione integrale dell’accumulatore.
Al 31 marzo 2026 risultavano installati in Italia 78.253 punti di ricarica a uso pubblico, di cui 68.153 attivi e gli altri in attesa di connessione alla rete. Rispetto al 31 marzo 2025 l’aumento è stato del 18,6% e del 226% rispetto a marzo 2022. Tra marzo 2025 e marzo 2026 sono stati installati oltre 12.000 nuovi punti di ricarica e 5.600 nuove stazioni. Rispetto al numero totale di punti di ricarica installati, 55.451 sono in corrente alternata (AC), 15.859 sono di tipo fast DC con potenza inferiore a 150 kW e 6.943 sono ultra-fast con potenza pari o superiore a 150 kW. Le infrastrutture ad alta potenza (≥150 kW) rappresentano oggi quasi il 9% del totale e crescono al doppio del ritmo della rete complessiva.
Le auto elettriche sono progettate con gli stessi standard di sicurezza attiva e passiva delle auto termiche e le batterie di trazione sono protette da involucri ad alta resistenza e con sistemi di isolamento specifici. I test svolti dall’Euro NCAP e da altri soggetti indipendenti per la valutazione della sicurezza delle auto hanno assegnato il massimo dei punteggi (cinque stelle) a tutti i modelli elettrici messi alla prova negli ultimi 3 anni. Per quanto riguarda il rischio elettrico, tutti gli elementi ad alta tensione e le batterie sono isolati elettricamente dalla carrozzeria e non è quindi possibile che vi sia un passaggio di corrente fra l’auto e l’ambiente circostante (neanche con l’acqua in caso di veicolo sommerso). Per quanto riguarda la ricarica, le colonnine sono certificate almeno IP67, ossia tenuta stagna in caso di getti d’acqua e di immersione temporanea; inoltre, il passaggio di corrente viene abilitato dalla stazione di ricarica solo qualche secondo dopo il collegamento del cavo di alimentazione da entrambi i lati (colonnina e vettura). Ciò esclude qualsiasi rischio elettrico per chi avvia la ricarica anche durante un violento temporale.
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