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Auto Elettriche

Ricarica pubblica dell'auto elettrica: come funziona e quanto costa

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Un’auto elettrica può essere ricaricata collegandola a una colonnina pubblica e attivando l’operazione mediante applicazioni dello smartphone o tessere RFID, che sono in grado di sbloccare l’infrastruttura e attivare l’erogazione della corrente.

Come vedremo nel dettaglio più avanti, i costi della ricarica variano a seconda della tipologia di corrente, della potenza, del fornitore di energia elettrica, del momento in cui avviene la ricarica (le tariffe possono variare con una certa frequenza nell’arco dell’anno) e della modalità di pagamento utilizzata.

Insomma, mentre la ricarica domestica resta sempre la più economica, l’uso della rete pubblica richiede un’attenta valutazione e pianificazione.

COME FUNZIONA LA RICARICA PUBBLICA

1.  Trovare la colonnina

Si utilizzano applicazioni di navigazione integrate nell’auto oppure di geolocalizzazione per smartphone per verificare posizione, potenza e disponibilità in tempo reale.

2.  Attivare il punto di ricarica

La colonnina si sblocca mediante l’applicazione dell’operatore, scansionando un codice QR o avvicinando una tessera RFID precedentemente associata al proprio account.

3.  Collegare il cavo

Le colonnine più lente, quelle in corrente alternata, quasi sempre richiedono l’utilizzo del cavo in dotazione all’auto. Le stazioni rapide, in corrente continua, dispongono invece di cavi integrati alla struttura, un po’ come avviene nei distributori di carburante.

4.  Interoperabilità

Grazie agli accordi di roaming tra i gestori, l’applicazione di un singolo operatore (per esempio Enel X, Plenitude eccetera) permette quasi sempre di attivare la ricarica e pagarla anche sulle colonnine di fornitori diversi.

COSTI

Come accennato all’inizio, la ricarica pubblica non ha un costo fisso, ma dipende da molte variabili:

  • tipologia di corrente erogata: alternata (meno cara) o continua (più cara)
  • potenza massima erogata
  • fornitore di energia elettrica
  • momento in cui avviene la ricarica (le tariffe possono variare con una certa frequenza nell’arco dell’anno)
  • modalità di pagamento utilizzata (normale tariffa a consumo oppure altre formule, come vedremo più avanti).

LE COLONNINE

Vi sono tre tipologie di colonnine pubbliche:

  • A corrente alternata (AC)

hanno una potenza fino a 22 kW. Questo significa che un’auto a batteria può essere ricaricata, a seconda della capacità della batteria e della potenza accettata dal caricabatteria di bordo, in un tempo compreso tra 2 e 5 ore. Con questa modalità, le tariffe sono le più basse.

  • A corrente continua (DC)

hanno il cavo integrato e una potenza massima erogata compresa tra 50 a 150 kW. Ciò significa un tempo di ricarica, a seconda della capacità di assorbimento dell’auto e della capacità della batteria, di 30-60 minuti.

  • HPC (Ultrarapide)

Come le precedenti, hanno il cavo integrato e una potenza superiore a 150 kW (possono arrivare fino a 400 kW). Ciò significa un tempo di ricarica di gran lunga inferiore. Con questa modalità, le tariffe sono le più alte e possono sfiorare 1 €/kWh.

Premesso che, come detto, le tariffe possono variare nell’arco dell’anno e tra i vari operatori, ricaricare a consumo una batteria da 50 kWh a una colonnina ultrarapida autostradale con tariffa pari a 0,90 €/kWh può costare circa 45 euro (50x0,90=45), una cifra simile o superiore al rifornimento di un’auto a benzina per coprire pari distanza. Ecco perché per risparmiare veramente è necessario ricorrere il più possibile alla ricarica domestica o, in subordine, a quella pubblica a corrente alternata (fino a 22 kW).

MODI DI RISPARMIARE

Il modo più dispendioso di gestire un’auto elettrica è affidarsi esclusivamente alla tariffa a consumo. La spesa può essere abbattuta in diversi modi:

  • la maggior parte degli operatori ha eliminato dalla propria offerta i piani flat o le formule di abbonamento, verificare se sul mercato qualche operatore ha ancora questo tipo di offerta;
  • scegliere piani a consumo scontati tramite "canone fedeltà" o formule a modulo: molti operatori permettono di pagare un piccolo fisso mensile (piani "Premium" o "Large") che dà diritto a sconti percentuali significativi sulla tariffa a consumo. In alternativa, si può optare per pacchetti a consumo prepagati (un tot di kWh al mese) ma con scadenze rigide.
  • ricaricare dove conviene: molti supermercati, centri commerciali, strutture alberghiere offrono tariffe agevolate o, in alcuni casi, sessioni di ricarica gratuite per i propri clienti durante il tempo della sosta.
  • attenzione alle tariffe a tempo per occupazione: è fondamentale scollegare il veicolo alla fine della ricarica. Quasi tutti gli operatori applicano una penale tariffata al minuto, oltre un tempo di tolleranza prestabilito, generalmente pari a 60 minuti, se l’auto resta connessa alla colonnina dopo che la ricarica è terminata. Nelle colonnine AC (lente), la penale non si applica nella fascia oraria notturna (di solito dalle 23 alle 7) per permettere proprio di lasciare l'auto in carica di notte. Sulle DC e HPC, invece, la penale si paga sempre, spesso senza tolleranza o con tolleranze ridottissime.

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