Se volete rinunciare soltanto alle dimensioni, ma non siete disposti al minimo sconto su tutto il resto, la rosa delle candidate è ristrettissima, quasi obbligata: l?italianissima Musa o la germanica Classe A. Le abbiamo messe a confronto negli allestimenti più ricchi, l?Avantgarde per la Mercedes e il Poltrona Frau della Lancia.

La Classe A segue la tradizione della Casa tedesca, che prevede un lusso fatto soprattutto di elementi razionali: ottimi materiali, accoppiamenti tra le diverse parti realizzati con notevole cura, grande attenzione anche per le minuzie. Alla Lancia, invece, puntano su qualcosa di leggermente diverso: sulla Musa qualche dettaglio di secondo piano, magari, potrebbe essere un pochino più curato, ma su tutto prevale la sontuosità dei materiali naturali e l?artigianalità della realizzazione, che contribuiscono a creare un?atmosfera di grande ricchezza. La posizione di guida è migliore sulla A 180, mentre per quanto riguarda i passeggeri si viaggia con un certo agio sia sull?una sia sull?altra, anche se nei lunghi spostamenti si fa apprezzare la maggiore capacità di carico della Musa, che ha dalla sua un bagagliaio decisamente superiore.

Dal punto di vista delle dotazioni, in linea generale sono entrambe piuttosto soddisfacenti, anche se, sulla Mercedes, ci sarebbe piaciuto trovare di serie il climatizzatore automatico, che invece è compreso in un pacchetto da quasi 3000 euro. Sulla Musa, dov'è di serie persino il tetto apribile, si fatica non poco ad accettare l?impossibilità di avere il cambio automatico.

Sotto il cofano, le differenze non mancano: la Mercedes ha una cilindrata maggiore (2 litri contro il 1600 della Musa), ma 11 cavalli in meno (109 anziché 120). E poi è dotata del cambio automatico CVT (a variazione continua dei rapporti). All?atto pratico, però, le differenze non hanno quasi peso: velocità e accelerazione sono sostanzialmente identiche, e anche nei consumi ad andatura costante non ci sono grosse diversità. Solamente nella marcia cittadina, la Mercedes paga pegno con percorrenze inferiori a quelle della rivale. In termini assoluti, il Multijet non è molto più silenzioso del CDI, in compenso, sui tombini e sul pavé, la monovolume torinese riesce a essere un poco più morbida della Mercedes, che in cambio è leggermente più precisa e agile quando si affrontano le curve.