Come al solito. Sì, come al solito, verrebbe da dire. Di primo acchito, perché la nuova A4 non sembra poi tanto diversa dalle sue progenitrici. Dopo, perché si ha la convinzione che, appunto come-al-solito, dalle parti di Ingolstadt riescano sempre a non farsi cogliere impreparati.

Per capire questa seconda parte, però, la A4 non basta guardarla o salirci a bordo. Bisogna guidarla, stare in sua compagnia per un po? di chilometri, ascoltarla. E allora la verità viene fuori: adesso, la A4 non è più quel gelido oggetto dove le emozioni non erano neppure nella lista degli accessori. Anche lo stile è diventato più intrigante: linea di cintura piuttosto alta, una nervatura lungo tutta la fiancata che dà carattere e il cofano bello lungo, che in un?auto è un po? l?equivalente dei tacchi a spillo. Con le debite proporzioni, insomma, la A4 è una A5 con quattro porte. E questo è il più bel complimento che si possa farle. Rispetto al passato, le dimensioni generali sono cresciute e, dai 4,59 metri della serie precedente, si è arrivati a ben 4,70 metri.

Una differenza che però è andata tutta a favore dello stile e della sicurezza, perché le misure interne non sono cambiate poi di molto. Tradotto nella realtà, significa che davanti non ci sono problemi, ma che per chi sta dietro si sarebbe potuto fare qualcosa di più. La plancia è un trionfo di linee morbide con una gran quantità di tasti, tastini e manopole. L?impressione è notevole, non c?è che dire, e lo sforzo dei progettisti per creare un ambiente ordinatamente ergonomico è evidente. Peccato però che questi sforzi non vadano sempre a buon fine, come nel caso della centrale multimediale piazzata sul tunnel: bellissima da vedere, ma per nulla pratica.

Il V6 common rail è sempre silenzioso, a freddo come a caldo, ai bassi come agli alti. Gli manca un pochino di carattere rispetto ai concorrenti più "sportivi", ma spinge bene sempre e comunque, senza lasciar trapelare la benché minima sensazione di fiato corto. I cavalli ci sono, è vero, ma non bisogna dimenticare che, sulla nostra bilancia, quest?Audi pesa niente meno che 1817 chilogrammi, un "handicap" del quale ci si dimentica anche grazie al cambio Multitronic, che fa sempre fare bella figura al motore. Cambio automatico a variazione continua, massa elevata e buona quantità di cavalli non sono buone premesse per consumare poco e infatti la A4 non è parsimoniosa. Più a confronto con le concorrenti che non in assoluto, a voler essere precisi.

Quando si decide di guidare sul serio, il Multitronic può essere utilizzato in "manuale", modalità che prevede otto marce "virtuali" (non sono marce vere e proprie, ma semplici punti di cambiata). Il piacere di guida aumenta, ma le qualità del telaio chiederebbero ancora di più: è divertente, sicura, magari non coinvolgente come una Serie 3 o una 159, ma abbastanza gratificante per soddisfare gran parte dei piloti, certamente di tutti quelli che hanno apprezzato le algide A4 del passato. Con l?Audi Drive Select, la risposta dello sterzo (peraltro, un bello sterzo) può essere più o meno diretta e pure l?assetto può essere quasi soffice o piuttosto rigido. Certo, l?anima dell?A4 rimane sempre la stessa, ma il carattere cambia. E non poco.