Riusciranno a farsi davvero concorrenza? Il progetto comune Psa-Toyota ha fatto nascere tre auto che sono il clone l'una dell'altra, costruite con in comune ben il 92% delle parti. E anche i listini sono all'incirca allineati. Uguali anche i motori e le prestazioni. Insomma, è tutta una questione di gusto o di fedeltà a un certo marchio. Certo, chi sceglierà Toyota un vantaggio ce l'avrà: a fronte di un prezzo d'ingresso più alto delle altre due gemelle, offre tre anni di garanzia. Non è poco.

La "Aygo" (evidente il gioco di parole: "vado") mette in campo un mille a tre cilindri da 68 CV ben disposto a salire coi giri, assecondato in questo dalle prime tre marce del cambio. Quarta e quinta sono più lunghe e sfruttabili solo in pianura e quando non servono doti di ripresa fuori dall'ordinario. L'abitacolo è piuttosto ampio sia nella versione a tre porte sia in quella a cinque porte (naturalmente sulla seconda l'accessibilità è migliore) e gode di una finitura interna essenziale. I sedili sono la parte migliore, tutto il resto è realizzato evidentemente per risparmiare al massimo, anche se si è fatto di tutto per non farlo notare.

Guida rilassata, rumore penetrante del motore ad alto numero di giri, consumi davvero molto ridotti sono le altre doti salienti della "Aygo", che parte da circa 9500 euro, compreso il servosterzo e due airbag. Non è previsto, nemmeno a richiesta, il sistema antisbandata Esp: lacuna piuttosto evidente per un'auto di nuovo progetto.