La reimmatricolazione di un'auto storica è necessaria quando chi l'acquista si trova di fronte a una perdita di documentazione: targa, libretto di circolazione, certificato di proprietà. Prima di addentrarci nella questione, va premesso che un’auto, dopo aver superato il ventesimo anno dalla data di costruzione, è iscrivibile in uno dei Registri storici riconosciuti (Asi, Fmi, Registro Storico Fiat, Lancia e Alfa Romeo). Da quella data, può pertanto assumere lo status di "veicolo di interesse storico e collezionistico".
I quattro status del veicolo nei registri del Pra
1) Veicolo con posizione giuridica "attiva" nel Pra (Pubblico registro automobilistico): va trattato come un qualsiasi altro mezzo, chiedendo il passaggio di proprietà o la reimmatricolazione in caso siano state smarrite una o entrambe le targhe. Lo stabilisce il decreto ministeriale 188 del 4 agosto 2023 e successive circolari attuative: può essere richiesta la reimmatricolazione con la targa storica "originale" del veicolo, attestata dal Ced (Centro elaborazione dati) della Motorizzazione o dagli archivi del Pra. La procedura prevede il rilascio del numero di targa originario, attualizzata all’anno di rilascio della stessa. Nel caso in cui i dati tecnici del veicolo non siano inseriti nel Ced della Motorizzazione, occorre farli inserire da quest’ultima, presentando una certificazione di origine del costruttore oppure il Crs (Certificato di rilevanza storica) rilasciato da uno dei Registri storici riconosciuti a seguito di iscrizione in tale Registro.
2) Veicolo con posizione giuridica "cancellata" nel Pra: il veicolo può essere "radiato d’ufficio" (per il mancato pagamento dei bolli), oppure "radiato" volontariamente dal proprietario riconsegnando le targhe e i documenti di circolazione (previo pagamento delle tasse concernenti gli ultimi tre anni maggiorate del 50 per cento). In questo caso, previa iscrizione del veicolo in uno dei Registri storici riconosciuti, può essere richiesto il collaudo, presso la Motorizzazione per la successiva reimmatricolazione. O presso il Centro prova autoveicoli (Cpa) per i mezzi con costruzione precedente al 1960. Laddove siano presenti le targhe originali del veicolo, può essere richiesto di mantenere tale targa.
3) Veicolo privo di documenti di circolazione: in questo caso, non avendo un riferimento sul numero originario di targa, il mezzo può essere preventivamente iscritto in uno dei Registri storici riconosciuti, con rilascio del Crs. Con quest’ultimo, dopo aver sostenuto il collaudo presso la Motorizzazione (o presso il Cpa per i veicoli con costruzione precedente al 1960), l'auto può essere immatricolata con assegnazione di un nuovo numero di targa.
4) Veicolo proveniente dall’estero, privo dei requisiti di omologazione per poter essere immatricolato in Italia: se sono trascorsi i 20 anni dalla costruzione, e previa iscrizione nel Registro Storico riconosciuto, il veicolo può essere sottoposto a collaudo presso la Motorizzazione (o presso il Cpa per i veicoli con costruzione precedente al 1960), al fine di immatricolazione con rilascio di una targa italiana.
Reimmatricolazione: bolli auto pagati
Si parte dai dati conosciuti, come il numero di telaio, con l’auto presente nel Pra. Se il venditore è un demolitore, basta la fattura di acquisto. Qualora sia un privato, serve dichiarazione sostitutiva di atto notorio da parte dell'acquirente. Quindi ci si reca all’Asi, il registro auto storiche abilitato, allo scopo di ottenere un certificato che attesti le caratteristiche tecniche del veicolo. Infine, si possono ottenere la nuova targa e l'assicurazione.
Reimmatricolazione: bolli auto non pagati
Auto radiata dal Pra perché il precedente proprietario non ha provveduto al pagamento delle tasse automobilistiche? Non serve nuova immatricolazione (legge 289 del 27/12/2012, articolo 18 comma 1). Basta iscrivere al Pra il veicolo previo pagamento delle tasse concernenti gli ultimi tre anni maggiorate del 50 per cento. Quando si hanno la targa e i documenti originali del veicolo, dopo aver richiesto un estratto cronologico al Pra e aver documentato che il veicolo rientra tra quelli di interesse storico tramite certificazione Asi, si effettua un collaudo della vettura presso la Motorizzazione. Che, ovviamente, può dare l’ok o negare la circolazione.
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