LAND ROVER Discovery

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Da oltre trent’anni, la Land Rover Discovery è una presenza costante nella gamma della Casa inglese, all’interno della quale ha assunto un ruolo centrale. L’evoluzione le ha portato in dote un’inedita vocazione al lusso, senza sacrificare l’abitabilità, la versatilità d’impiego e le doti fuoristradistiche. 

Land Rover Discovery: la storia del modello

La prima generazione della Land Rover Discovery apparve sul mercato alla fine degli anni Ottanta. Il suo compito era duplice: da una parte, doveva colmare il vuoto che esisteva nel listino della Casa inglese tra la spartana e specialistica Defender e la lussuosa Range Rover; dall’altra, arginare l’avanzata delle fuoristrada giapponesi sul mercato. Il debutto avvenne con una carrozzeria a tre porte, con la variante a cinque porte che le fu presto affiancata, da cinque o sette posti ottenuti con due panchette sistemate una di fronte all’altra nel bagagliaio. Questa soluzione fu abbandonata nel 1998, in favore di una terza fila parallela alle altre due, con l’avvento della seconda serie, cresciuta nelle dimensioni: questo modello introdusse molti dispositivi elettronici in grado di controllare il rollio e la trazione, fu ristilizzato nel 2002 e uscì poi di scena nel 2004. Al suo posto arrivò la Discovery 3, che attuò una rivoluzione stilistica con il passaggio a forme più geometriche e moderne. Le novità tecniche non furono però da meno, a partire dall’adozione della struttura Integrated Body Frame, una via di mezzo tra il classico telaio a longheroni e traverse e la più stradale scocca portante. Con questa Discovery debuttò poi il Terrain Response, un sistema che gestiva la trazione integrale e i sistemi elettronici di bordo chiedendo al pilota solo di selezionare il tipo di terreno da affrontare. Nel 2009 fu quindi lanciata la Discovery 4, che costituì più un profondo aggiornamento della 3 che non un nuovo modello vero e proprio: facelift a parte, a caratterizzarla erano soprattutto una gamma ammodernata di motori e trasmissioni, freni potenziati e sospensioni migliorate. Anche gli interni rivelavano un evidente passo avanti, sia a livello di qualità delle finiture sia di equipaggiamento. Dopo un’ulteriore evoluzione introdotta dal Model Year 2012, che vide il cambio automatico diventare standard per tutta la gamma, la Discovery 4 passò il testimone alla serie attuale nel 2016

Corpo vettura

  • Anno modello: 2016 - 2020
  • Posti: 5
  • Porte: 5
  • Serbatoio: da 77l a 90l
  • Altezza Altezza: 189 cm
  • Larghezza Larghezza: 207 cm
  • Lunghezza Lunghezza: 497 cm

Listino, allestimenti e motori

Il salto generazionale dalla quarta alla quinta serie è macroscopico. La Discovery 5 è più lunga, più larga e più alta della Discovery 4, ma pesa fino a mezza tonnellata di meno grazie all’ampio ricorso all’alluminio. Nel corso di questa trasformazione, la Discovery non ha tradito la sua filosofia e resta una fuoristrada di lusso, più che una semplice sport utility. La differenza è rilevante, perché la Discovery sacrifica un po’ la vocazione urbana e stradale per esprimersi al meglio fuori dall’asfalto, complici una notevole altezza da terra e l’efficacia del sistema Terrain Response. La Discovery sa comunque risultare molto confortevole e silenziosa anche alle andature autostradali. A bordo c'è posto per cinque o all'occorrenza per sette persone, anche se l'accesso all'ultima fila è poco agevole. Risultano invece molto pratici i sedili scorrevoli della fila centrale, che consentono di modulare lo spazio per i passeggeri in funzione delle necessità di carico. L'abitacolo è molto curato, con componenti di qualità assemblati con attenzione. Le dotazioni di serie sono piuttosto complete, ma ancor più ricco è l’elenco degli optional, che consente di dare alla Discovery una connotazione più lussuosa oppure una marcia in più nel fuoristrada. Il nostro configuratore mostra come a disposizione ci siano molti dei più raffinati sistemi elettronici di sicurezza e di assistenza alla guida. Tra gli elementi di spicco, si segnala l’eventuale assetto pneumatico regolabile, che migliora il rendimento in molte situazioni. Quanto ai motori, la famiglia della Discovery 5 ha come principali protagoniste unità turbobenzina e turbodiesel da due litri. Sul fronte a gasolio c’è però anche un V6 3.0 che soddisfa le esigenze di chi desidera una coppia più generosa. Neanche a dirlo, tutte le Discovery sono dotate della trazione integrale permanente e del cambio automatico ed è prevista anche l’elettrificazione della gamma.

Allestimenti

Allestimenti   cm3 kW/CV euro Prezzo  
Novità Discovery 2.0 Si4 300 CV S
Novità Discovery 2.0 Si4 300 CV SE
Novità Discovery 2.0 Si4 300 CV Landmark Edit.
Novità Discovery 2.0 Si4 300 CV HSE
Novità Discovery 2.0 Si4 300 CV HSE Luxury
Novità Discovery 2.0 SD4 240 CV S
Novità Discovery 2.0 SD4 240 CV SE
Novità Discovery 2.0 SD4 240 CV Landmark Edit.
Novità Discovery 2.0 SD4 240 CV HSE
Novità Discovery 2.0 SD4 240 CV HSE Luxury
Novità Discovery 3.0 SDV6 306 CV SE
Novità Discovery 3.0 SDV6 306 CV Landmark Edit.
Novità Discovery 3.0 SDV6 306 CV HSE
Novità Discovery 3.0 SDV6 306 CV HSE Luxury
Novità Esaurimento Scorte Discovery 3.0 TD6 249 CV HSE

Proposte dall'usato

La Land Rover Discovery ha sempre mostrato una buona longevità e tra le inserzioni pubblicate nell’apposita sezione del nostro sito compaiono spesso esemplari un po’ di tutte le epoche. Nella stragrande maggioranza dei casi, le Discovery di seconda mano sono spinte da motori turbodiesel. Inoltre, va sottolineato come, a parità di motorizzazione, si evidenzino a volte grandi divari di prezzo dovuti alle differenze di allestimento.

Prove su strada

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Land Rover Discovery: le opinioni

La Land Rover Discovery sa trasformare ogni viaggio in qualcosa di speciale, offrendo una mobilità straordinaria su ogni terreno. Nonostante la stazza notevole, la Discovery sfoggia ottime capacità fuoristradistiche e sa essere all’altezza dei mezzi più specialistici. Su strada, per contro, emerge un certo impaccio nei percorsi più ricchi di curve. Lo sterzo non brilla né per rapidità né per precisione e nelle frenate più decise il beccheggio è piuttosto evidente, mentre gli spazi d’arresto sono più lunghi della media. La sicurezza non viene comunque meno, con controlli elettronici tarati in modo sin troppo prudenziale.