Costruire automobili di successo è già un'impresa; mantenerle tali per molto tempo è difficilissimo. Ci vogliono intuizioni felici, ma soprattutto la capacità di migliorare e innovare il prodotto, al di là del gradimento del pubblico. Volete un esempio? La Ford "Focus", già reginetta del nostro mercato di vetture a gasolio, si aggiorna, tecnologicamente parlando, con un motore "common rail" innovativo sotto diversi punti di vista (85 kW-115 CV per una cilindrata che non arriva a 1.8 litri). Non ci dilungheremo in dettagli tecnici (che sono approfonditi su "Quattroruote" di luglio), ma è significativo che alla Ford non si siano accontentati degli straordinari successi commerciali della "FoFo", come viene affettuosamente chiamata la "Focus" dai frequentatori dei newsgroup. Così, a tre anni dal debutto, la media tedesca entra nel combattutissimo settore delle turbodiesel ad altissime prestazioni, terreno normalmente popolato da Alfa Romeo, BMW e soprattutto Volkswagen. Lo fa, la "Focus", senza tradire quella che è ormai la "firma" dei prodotti della Ford europea, cioè la convenienza economica. Una convenienza, tra l'altro, che non si ripercuote sulla qualità, visto che la "FoFo" resta un prodotto di notevole spessore, sia per le doti dinamiche sia per la cura costruttiva. Volendo essere pignoli, si potrebbe obiettare sull'essenziale dotazione di accessori, che va integrata mettendo mano al portafogli. Ma anche in questo caso, il prezzo rimane un punto di forza.