Il nuovo veicolo commerciale elettrico della Kia, lungo poco meno di 4,7 metri e largo 1,9 si caratterizza per uno stile originale, quasi futuristico, che sicuramente non passa inosservato. La versione attualmente disponibile è quella a cinque posti su due file di sedili; in questa configurazione il bagagliaio mette a disposizione 1,33 metri cubi dichiarati. Nel corso del 2026 arriveranno le versioni a sette posti (2+3+2) e sei (1+2+3, con lo spazio a fianco del guidatore lasciato libero per i bagagli). L’abitacolo è ben concepito e realizzato: la qualità dei materiali e degli assemblaggi è più che soddisfacente. Chi guida ha una buona visibilità, i sedili hanno ampie possibilità di regolazione e i comandi sono tutti a portata di mano e razionali, a partire dai paddle che gestiscono il recupero dell’energia (su cinque livelli, compresa la funzione One Pedal). La plancia riprende alcune delle soluzioni stilistiche delle Kia più recenti, anche se strumentazione e infotainment sono su schermi separati. Chi siede dietro non si sente un passeggero di serie B, e ha la sensazione di trovarsi su un pulmino “vero” e non su una multispazio.
Come va. In gamma ci sono due versioni, da 89 kW (122 CV) e 120 kW (163 CV), rispettivamente con batterie da 51,5 e 71,2 kWh, e autonomie di 295 e 412 chilometri. Il limitatore della velocità massima a 135 km/h dovrebbe contribuire all’obiettivo. L’architettura a 800V permette elevate potenze di ricarica in corrente continua, fino a 350 kW, per passare dal 10 all’80% di carica in circa mezz’ora. Con un diametro di volta di soli 11 metri la Kia PV5 è discretamente maneggevole, e rivela anche buone doti stradali, grazie all’accurata taratura di sterzo e sospensioni. Solo quando si forza l’andatura emerge qualche minimo ritardo del retrotreno, tenuto bene a bada dall’Esp. Ricca la dotazione di serie, che per tutta la gamma comprende la guida assistita di livello 2.