La Mazda2 Hybrid è la compatta della Casa di Hiroshima sviluppata in stretta collaborazione con Toyota, della quale condivide integralmente piattaforma e powertrain con la Yaris. La carrozzeria a tre volumi si distingue per la cura dei dettagli tipica del marchio, pur in un contesto di dimensioni contenute; le finiture interne sono il principale punto di debolezza della vettura, con plastiche dure su plancia e pannelli porte che stridono un po' con il livello qualitativo della concorrenza. L'infotainment dispone di un display da 10,4" con connettività Apple CarPlay e Android Auto; non è presente la ricarica wireless. Il bagagliaio è insolitamente capiente per la categoria: 298 litri (di cui 15 in un vano sottopiano), con soglia a 68 cm da terra e schienale frazionato 40/60 — il più ampio del segmento in termini di volume. L'abitabilità complessiva risente delle dimensioni compatte. Tra i punti di forza del progetto spiccano l'isolamento acustico e la visibilità dai montanti anteriori.
Come va. L'unica motorizzazione disponibile è il full hybrid Toyota 1.5 a tre cilindri con ciclo Atkinson e trasmissione e-CVT, nella versione da 116 CV. I consumi rilevati dal Centro Prove la rendono una delle compatte più parsimoniose in circolazione: 27,4 km/l in città, 25,2 km/l su statale, 17,9 km/l in autostrada, con una media di 23 km/l — il miglior risultato della categoria su statale e in autostrada nei confronti con le rivali. L'autonomia stimata supera gli 820 km nel ciclo misto. Il comportamento dinamico è tipicamente ibrido Toyota: avviamento silenzioso, movimenti a bassa velocità in modalità elettrica, l'e-CVT che richiede un breve adattamento nel rapporto tra regime e velocità. I sistemi di assistenza alla guida di livello 2 (di serie) hanno superato positivamente i test strumentali di Quattroruote sugli scenari urbani con veicoli, pedoni e ciclisti fino a 35-50 km/h.