La Toyota C-HR+ è una SUV-coupé 100% elettrica che condivide il nome con la C-HR termica, ma nasce su una piattaforma completamente diversa — la e-TNGA — ed è di fatto un'altra vettura. Con 452 cm di lunghezza e 275 cm di passo (11 cm in più rispetto alla cugina termica), la linea è da coupé filante e dinamica, con una presenza scenica importante. L'abitacolo beneficia dell'architettura elettrica e del relativo pavimento piatto: lo spazio posteriore è generoso sia in larghezza che in altezza, con bocchette dell'aria dedicate e due prese USB-C da 60 W per i passeggeri. La plancia è dominata dallo schermo dell'infotainment da 14" affiancato da rotelle fisiche per il clima; la strumentazione digitale da 7" oltre la corona del volante è criticata per la visibilità limitata in posizioni di guida più basse. Finiture di qualità con plastiche morbide al tatto, tessuto tecnico nella parte superiore e riporti di scamosciato sui pannelli porta. Il bagagliaio è dichiarato a 416 litri (circa 50 in più rispetto alla C-HR termica).
Come va. La gamma si articola su tre varianti: la versione base con 167 CV (trazione anteriore, batteria da 54 kWh, autonomia 456 km WLTP), l'Icon da 224 CV (batteria da 72 kWh, 609 km con cerchi da 18", ricarica AC a 11 kW) e la Premium AWD da 343 CV (due motori, trazione integrale, 546 km WLTP con cerchi da 18", ricarica AC a 22 kW). Quest'ultima scatta da 0 a 100 km/h in 5,2 secondi. La ricarica in DC è di 150 kW su tutti gli allestimenti, per passare dal 10 all'80% in circa 30 minuti. Al primo contatto il comportamento si è dimostrato equilibrato: confort sospensivo di livello, buona silenziosità (doppi cristalli anteriori), rollio contenuto. I consumi rilevati durante il test di anteprima sono stati di circa 18 kWh/100 km con la AWD e di 14 kWh/100 km con la trazione anteriore su percorso misto statale/autostrada. La rigenerazione in rilascio è gestita su tre livelli tramite paddle al volante, senza modalità one-pedal.