Strano percorso inverso: rispetto alle precedenti "Punto", la quarta generazione ha fatto un salto di categoria e ha superato di slancio i quattro metri di lunghezza (403 centimetri, per la precisione, come una vecchia Fiat "Bravo"); la "Rio", che era arrivata sui mercati occidentali con misure da segmento superiore e finiture/prezzi da utilitaria, invece, è scesa dai vecchi 424 cm ai nuovi 399, taglia perfetta per entrare di diritto nel gruppone delle utilitarie, cioè delle auto più vendute. La sensazione di spazio a bordo, in generale, è più o meno la stessa, con misure molto simili sia per quanto riguarda l'abitabilità sia per la capienza del bagagliaio, di 275 litri per entrambe.

Misure a parte, Kia "Rio" e Fiat "Punto" rimangono due vetture molto diverse, non ultimo per il prezzo, ma proprio da un loro confronto emergono risultati sorprendenti. Per esempio, siamo rimasti positivamente stupiti dalla silenziosità e dalle prestazioni del "1.5 CRDi", il quattro cilindri turbodiesel della Kia, tenuto conto che fino a pochi anni fa i coreani non conoscevano neanche l'esistenza del gasolio. Mentre, al contrario, un po' ci ha deluso il "1.3 Multijet 90 CV", molto "sportivo", ma poco elastico e con una gamma di utilizzo abbastanza limitata, troppo poco per un'auto da famiglia. Il "1.5 CRDi" della "Rio", in effetti, si è rivelato un gran bel motore, in grado di spingere l'utilitaria coreana con una certa brillantezza, come dimostrano i numeri rilevati in pista. Grazie alla cubatura maggiore, il "quattro cilindri" common rail è sempre pronto anche ai bassi regimi, risultando molto gradevole a tutte le andature e in particolare sui percorsi misti, dove non obbliga a cambi di marcia troppo frequenti.

La "Rio" non ha alcuna velleità sportiva, come dimostrano l'assetto morbido, con cerchi da 14 pollici, lo sterzo non prontissimo e i freni con qualche margine di miglioramento, ma si dimostra un'ottima interprete del tema "cinque porte compatta da famiglia". La "Punto 1.3 Multijet 90 CV" ha tutt'altro carattere. Tra le sue doti principali, ci sono proprio la maneggevolezza, la tenuta di strada e la stabilità, abbinate a uno sterzo abbastanza diretto, a un bel cambio a sei marce e a un impianto frenante molto efficace. Quello che le manca, al di là dei cavalli di potenza (venti in meno rispetto alla coreana), forse è un po' di morbidezza in più da parte del motore. Il piccolo turbodiesel della Fiat dà il meglio di sé nelle percorrenze autostradali, in sesta, quando con un filo di gas si viaggia veloci e consumando poco. In città e sulle statali, invece, è penalizzato dalle frequenti ripartenze, che lo mettono sotto sforzo e lo costringono a bruciare più gasolio rispetto al "1.5 CRDi". Dalla sfida, a giudicare dalla pagella finale, esce vincente la "Punto", di categoria superiore sotto molti punti di vista, ma va detto che la "Rio" non sfigura per niente. Anzi, grazie al motore e al prezzo "coreano", si toglie qualche soddisfazione.