Prove su strada

Le fantastiche quattro
Alfa Romeo Giulia contro le rivali tedesche

Le fantastiche quattro
Alfa Romeo Giulia contro le rivali tedesche
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Arrivare al confronto tra Giulia, Audi A4, BMW Serie 3 e Mercedes-Benz Classe C era inevitabile. Del resto, all'Alfa non negano di essersi mossi avendo bene a mente le tre teutoniche di riferimento. Il primo indizio, in questo senso, arriva quando ti siedi: l’italiana ricalca le misure tipiche delle rivali, con seduta bassa sul pavimento e un'impostazione che porta naturalmente a guidare con gambe e braccia distese. Insomma, un posto di guida dome si deve, senza dubbio. E la sfida si chiude in sostanziale parità pure quando si passa a considerare l'abitabilità: per tutte il quinto posto è una realtà che va cercata più che altro sulla carta di circolazione. Per quanto poi sia l'Alfa meglio rifinita di sempre, alla fine la Giulia riesce a tenere testa al massimo alla BMW. La A4 da questo punto di vista non teme confronti: la scelta dei materiali, la cura nella realizzazione, la predisposizione ad applicarsi con ostinata capacità anche a minuzie che pochi vedono e pochissimi soppesano la pongono un gradino sopra le altre. Ma va detto che gli italiani si sono infilati in un comparto dal quale erano assenti da molto tempo, cosa che spiega anche una certa difficoltà della Giulia nel tenere testa alle chilometriche liste degli accessori teutoniche: se con le tedesche si può avere di tutto e di più (e il problema può essere soltanto per il portafogli), con l'Alfa le possibilità di personalizzazione sono decisamente meno estese.

Su strada. Con la Giulia, il racconto di come va su strada vale la pena di cominciarlo dallo sterzo, perché le peculiarità sono così evidenti che, per apprezzarle, non serve neppure una curva. Basta un leggero cambio di traiettoria in rettilineo e si apre un nuovo mondo: l'Alfa ha una prontezza nel cambiare direzione che la pone un gradino sopra persino il classico riferimento pluridecennale, la Serie 3. La BMW resta un oggetto di altissimo livello, ma, di fronte all'Alfa, il suo dinamismo sembra un po' meno proverbiale del solito, con interventi dell'elettronica che, al confronto, paiono persino bruschi. L'elettronica è molto ben calibrata sull'A4: è puntuale e la sua presenza non diventa mai fastidiosa, ma questo non basta per rendere la vettura di Ingolstadt una reale alternativa al binomio succitato, se ciò che vi sta a cuore più di tutto, in un'auto, è la sua capacità di dispensare emozioni. E non è questione di trazione anteriore, perché anche con la Classe C (che pure è una tutto dietro) siamo lontani da quel modo di rapportarsi all'asfalto: ha una gradevole precisione di guida e i passi avanti rispetto al suo passato sono molto evidenti, ma l'arrivo dell'Alfa ha ridimensionato il suo desiderio di far dimenticare i tempi in cui le Mercedes evocavano più che altro l'idea di lusso e comodità. In effetti, la Classe C continua a essere più confortevole della media, ma anche sotto questo profilo la sorpresa è di nuovo la Giulia: il suo assetto coniuga il poco rollio e le qualità stradali di cui sopra con un'insospettabile capacità d'incassare le buche. L'Audi è mezzo gradino sotto e, appena più giù ancora, c'è la BMW. Differenze che nei lunghi viaggi non si fanno sentire poi troppo e che rendono tutt'e quattro le berline compagne ideali per macinare chilometri: sono comode, veloci e silenziose.

2017-AR-Giulia-comparativa-28

Motori e cambi. Veniamo ai motori, dove le differenze caratteriali sono invece più evidenti. La 320d ha quel bel piglio che è tipico dei propulsori BMW, con una capacità di prendere i giri che è ciò che serve per stare dietro alle qualità del telaio. A Monaco, però, sarebbe il caso che si decidessero a migliorare i loro Start&Stop, perché su un'auto di questa caratura tutta quella veemenza nei riavviamenti è fuori luogo. In compenso, il cambio è perfetto: l'otto marce è vellutato quando si va piano, oppure veloce e puntuale se si decide di darci dentro. E la stessa figura la fa pure quando è calato nel cofano dell'Alfa: anche la Giulia monta lo ZF, ma che vada altrettanto bene non è cosa che si potrebbe dare per scontata. Sono molti gli esempi di macchine sulle quali questo cambio non è altrettanto perfetto. Sulla Giulia invece si accorda molto bene con il nuovo 2.2 litri da 180 cavalli, le cui virtù ricalcano quelle del rivale BMW. Molto veementi anche i 190 cavalli della Audi: la lancetta del contagiri arriva alla zona rossa senza la minima incertezza (cosa che su un turbodiesel non sempre può essere data per scontata) e il cambio a doppia frizione, con i suoi passaggi di marcia estremamente definiti, amplifica questa sensazione di esuberante gagliardia. Più orientato al confort e alla ragionevolezza, invece, il motore della C220 d: al di là dei “soli" 170 cavalli, il turbodiesel Mercedes si fa notare per la rotondità di funzionamento, che sembra fatta apposta per legarsi alla più generale predisposizione al confort della Classe C. Che, poi, è l'unica capace di staccarsi dalle altre in materia di consumi: posto che qui di sprecone non ce n'è mezza, la Mercedes riesce a prendere una certa distanza dalle altre tre, che invece ottengono risultati piuttosto omogenei tra loro.

Alessio Viola
(prova ripresa da Quattroruote di agosto 2016, n. 732)


Pregi e difetti

ALFA ROMEO Giulia Giulia 2.2 Turbodiesel 180 CV AT8 Super

Pregi

Qualità stradali. Anche a stretto confonto con le migliori concorrenti tedesche, quest'Alfa mantiene immutata tutta la sua verve dal punto di vista dinamico.

Difetti

Dotazioni. Molte cose arriveranno a breve, ma ciò non toglie che, di fronte alle infinite liste di accessori delle rivali, ci vorrebbe qualcosa in più.

AUDI A4 berlina A4 2.0 TDI 190CV S tronic Business Sport

Pregi

Ergonomia e finiture. Interni di altissimo livello, ben pensati e ancora meglio realizzati. Notevolissimo, come sempre, l'Audi virtual cockpit.

 

Difetti

Abitabilità posteriore. Nessuna delle quattro brilla in materia, ma qui lo spazio per le gambe di chi sta dietro arriva quasi ad azzerarsi, se i sedili davanti sono molto arretrati.

BMW Serie 3 (F30/F31) 320d Msport

Pregi

Piacere di guida. Da oggi esiste anche la Giulia, è vero, ma la Serie 3 continua a essere un riferimento per chi apprezza un certo modo di stare sulla strada.

Difetti

Start&Stop. I riavviamenti al semaforo del quattro cilindri turbodiesel hanno una veemenza davvero esagerata per un'automobile premium.

MERCEDES Classe C berlina C 220 d Auto Sport

Pregi

Consumo. In mezzo ad auto che già consumano poco, anzi pochissimo, questo 2.2 litri riesce a mettere a segno richieste di carburante ancora più contenute.            

Difetti

Accessibilità posteriore. Più che lo spazio a disposizione, qui è la forma rastremata del tetto da tenere d'occhio: altrimenti, quando si sale e si scende, è facile battere la testa.


Dati & Prestazioni

Velocità

  • Massima
    231.410 km/h (IN VII)
    240.496 km/h (IN VI)

Accelerazione

  • 0-100 KM/H
    7.1 s
    7.8 s
  • 400M DA FERMO
    15.1 s
    15.7 s
  • 1KM DA FERMO
    27.9 s
    28.4 s

RIPRESA A MIN/MAX CARICO

  • 70-120 KM/H
    7.5 (IN D)
    7.5 (IN D)
  • 1 KM DA 70 KM/H
    25.7 (IN D)
    25.7 (IN D)

FRENATA

  • 100 KM/H A MINIMO CARICO
    40.4 m
    39.9 m

CONSUMI MEDI

  • STATALE
    17.2 km/l
    18.1 km/l
  • AUTOSTRADA
    17.2 km/l
    17.0 km/l
  • CITTÀ
    14.4 km/l
    14.1 km/l

Pagelle

  • Abitabilità
    3.5
    3.5
  • Accelerazione
    5.0
    4.5
  • Accessori
    3.5
    4.0
  • Audio e navigazione
    4.0
    5.0
  • Bagagliaio
    3.0
    3.0
  • Cambio
    5.0
    4.5
  • Climatizzazione
    4.5
    5.0
  • Confort
    4.5
    4.0
  • Consumo
    4.5
    4.5
  • Dotazioni sicurezza/adas
    4.0
    5.0
  • Finitura
    4.0
    5.0
  • Freni
    4.5
    5.0
  • Garanzia
    2.0
    2.0
  • Motore
    5.0
    4.5
  • Plancia e comandi
    4.5
    5.0
  • Posto guida
    4.5
    5.0
  • Prezzo
    3.5
    3.0
  • Ripresa
    4.5
    4.5
  • Sterzo
    5.0
    4.0
  • Strumentazione
    4.5
    5.0
  • Su strada
    5.0
    4.0
  • Visibilità
    3.5
    4.0

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