Il listino auto è il primo documento che un potenziale acquirente consulta prima di recarsi in concessionaria. Tuttavia, leggere correttamente le informazioni contenute nel listino prezzi non è operazione banale: le voci, i simboli e le distinzioni fra quanto incluso e quanto aggiuntivo generano confusione, soprattutto quando si tratta di comprendere il ruolo degli optional auto, dei pacchetti optional e degli equipaggiamenti auto disponibili su ogni versione.
Quattroruote consente l'accesso al listino Quattroruote in modalità interattiva e semplice, dove è possibile filtrare per marca, modello, motorizzazione e prezzo di partenza. Una volta individuato il veicolo di interesse, il portale presenta la scheda tecnica completa contenente tutte le specifiche tecniche, le dotazioni di serie comprese nel prezzo e la sezione dettagliata degli optional disponibili. Accanto a questi dati si trova il configuratore digitale, uno strumento interattivo che aggiorna in tempo reale il prezzo totale al variare delle scelte effettuate dall'utente durante la configurazione.
La differenza fra il prezzo di listino e il prezzo finale costituisce il primo ostacolo interpretativo. Il prezzo esposto nella tabella principale è il valore commerciale della versione base e si affianca alle voci legate alla pratica di immatricolazione e agli oneri amministrativi, con importi che variano per provincia e modalità di gestione. In fattura può comparire anche il contributo PFU relativo agli pneumatici, riportato come riga separata. Inoltre, la scelta del colore segue spesso una distinzione fra tinta standard e tinte a pagamento: le vernici metallizzate o speciali comportano di frequente un sovrapprezzo di alcune centinaia di euro, con variazioni legate a modello e gamma. Tale dato è frequentemente omesso dalle comunicazioni pubblicitarie, alimentando perplessità al momento della sottoscrizione.
Gli allestimenti indicano come una stessa auto viene proposta in versioni diverse, già “pronte” dal costruttore, ciascuna con un pacchetto di dotazioni definito.
In genere le scelte si muovono su tre livelli ricorrenti:
Le denominazioni cambiano da marca a marca, mentre la logica resta quella di associare prezzo e dotazioni in modo crescente.
Nel passaggio dalla versione base a quella intermedia, il listino mostra spesso un aumento nell’ordine di 2.000–3.500 euro, con variazioni legate a segmento, politica di gamma e dotazioni già previste di serie. Il salto riflette contenuti percepibili nell’uso quotidiano e nella qualità degli interni, come cerchi con finiture più curate, materiali più resistenti, illuminazione a LED, retrovisori riscaldati, sensori di parcheggio e un sistema multimediale più completo. Una versione superiore aggiunge di frequente un ulteriore incremento, spesso compreso fra 1.500 e 3.000 euro, anche qui con oscillazioni legate a modello e anno modello, portando in dote elementi come climatizzatore automatico, pacchetti di assistenza alla guida più evoluti, telecamera posteriore o visione a 360°, ricarica wireless, keyless e schermi più grandi o con grafica e funzioni più avanzate, secondo la configurazione prevista dal costruttore.
Gli optional singoli si acquistano individualmente e riguardano accessori specifici: sensori di parcheggio, telecamera posteriore, head-up display, sedili in pelle, tetto panoramico, cerchi aggiuntivi e sistemi infotainment avanzati rientrano in questa categoria. Ciascun optional ha un prezzo proprio, spesso nell’ordine di qualche centinaio di euro, con alcune dotazioni tecnologiche e di assistenza alla guida che arrivano anche a diverse migliaia.
I pacchetti optional raggruppano più accessori correlati in un’offerta pensata per fornire uno sconto rispetto al costo cumulativo degli elementi singoli acquistati separatamente. Un pacchetto “Comfort” riunisce climatizzatore automatico, sedili riscaldati e sensori di parcheggio posteriori; un pacchetto “Tecnologia” comprende navigatore satellitare integrato, sistema audio premium con speaker multipli e integrazione smartphone wireless; un pacchetto “Sicurezza” comprende assistenza alla partenza in salita, frenata automatica d’emergenza, sensori di angolo cieco e mantenimento automatico della corsia di marcia. La convenienza si misura confrontando il prezzo del pacchetto con la somma delle singole voci, perché la politica di listino varia tra marchi, modelli e anno modello.
Il configuratore auto digitale è il metodo più affidabile per ottenere un preventivo auto preliminare e trasparente.
Il procedimento è suddiviso in fasi sequenziali.
La prima consiste nella selezione del modello e dell’allestimento: il configuratore espone il prezzo base e le dotazioni previste.
La seconda prevede la scelta della motorizzazione (benzina, diesel, ibrida, elettrica), che influisce sul costo poiché motori diversi hanno prezzi di produzione differenti.
In terzo luogo si procede alla selezione della tinta della carrozzeria, con visualizzazione immediata del sovrapprezzo per vernici metalliche o speciali.
La quarta fase riguarda cerchi e interni: il configuratore propone varianti di diametro, materiale e colore.
Successivamente il sistema presenta gli optional disponibili, ordinati per categoria (sicurezza, comfort, connettività, estetica). Il prezzo totale si aggiorna istantaneamente. Al termine compare un riepilogo della versione scelta e delle dotazioni selezionate, utile per impostare il confronto con il preventivo del concessionario.
Un elemento frequentemente trascurato riguarda i vincoli tecnici: alcune dotazioni richiedono un determinato allestimento o un pacchetto collegato. Un tetto panoramico può risultare legato a versioni specifiche, alcuni sistemi avanzati di assistenza alla guida possono richiedere sensori dedicati e un quadro strumenti compatibile, mentre cerchi di diametro superiore possono richiedere un impianto frenante o un assetto previsto dal costruttore. Il configuratore segnala i requisiti e guida verso combinazioni disponibili.
Una trappola frequente consiste nel confondere il prezzo pubblicitario con il prezzo finale. Gli annunci pubblicitari espongono il prezzo della versione base, talvolta con vincoli nascosti: sconto subordinato a permuta, offerta valida solo con finanziamento della casa, disponibilità limitata a stock residui. La comunicazione digitale spesso relega questi dettagli in caratteri ridotti.
Un altro aspetto che genera spesso equivoci riguarda la scelta del colore: il prezzo di partenza si riferisce di frequente alla tinta standard, mentre la metallizzata compare tra le opzioni a pagamento. Per chi configura l’auto pensando già a una certa tonalità, l’aumento emerge tardi nel percorso e incide sul totale quando la cifra sembra già assestata. Le tinte metallizzate restano tra le più richieste, quindi questa voce pesa sul preventivo più di quanto molti prevedano.
Un terzo elemento riguarda i costi esterni al listino: il prezzo IVA inclusa si affianca alle spese legate alla pratica e agli oneri amministrativi, oltre a eventuali voci commerciali legate alla consegna e ai servizi della rete. L’importo finale varia in base a provincia, concessionario e condizioni applicate.
Infine, la compatibilità tecnica tra versioni e optional crea spesso fraintendimenti. Un accessorio scelto in fase di configurazione può risultare disponibile solo a partire da un allestimento più ricco, perché richiede componenti specifici o un pacchetto collegato. In questi casi il passaggio di versione incide sul totale in modo netto e può aggiungere, in base a modello e gamma, anche 2.000–4.000 euro rispetto alla configurazione iniziale.
Per farsi un’idea chiara, conviene mettere a confronto tre versioni della stessa auto. Si parte dal prezzo della configurazione essenziale, così resta immediato il punto di ingresso. Poi si guarda l’allestimento intermedio, perché spesso concentra le dotazioni che incidono davvero nell’uso quotidiano e mostra quanto costa salire di livello. Infine, si prova una configurazione completa, selezionando tutte le opzioni disponibili per quella versione, così emerge fin dove può spingersi il totale prima di arrivare al preventivo del concessionario.
Successivamente è opportuno isolare il valore aggiuntivo dell’allestimento intermedio: la differenza di prezzo deve giustificarsi con elementi tangibili e utili. Se la differenza è modesta (15-20%), l’allestimento intermedio offre spesso il miglior rapporto qualità-prezzo rispetto alla versione base. Se supera il 30-40%, occorre valutare se i singoli elementi aggiuntivi hanno effettiva utilità per l'uso previsto del veicolo.
Un ulteriore criterio riguarda il costo medio dell’optional per euro di differenza di prezzo. Se due versioni differiscono di 3.000 euro e questa differenza corrisponde al climatizzatore automatico, cerchi in lega di maggior diametro, cruise control e connettività (elementi che costerebbero singolarmente 2.500 euro), il rapporto è favorevole. Se la differenza è attribuita esclusivamente a elementi estetici, il valore risulta meno evidente e conveniente.
Le case automobilistiche aggiornano spesso le gamme e, con questi ritocchi, alcune dotazioni molto richieste passano dagli optional alla serie, soprattutto sugli allestimenti intermedi. Chi compra poco prima dell’aggiornamento può ritrovarsi ad aver pagato extra che, qualche mese dopo, compaiono già compresi nel prezzo. Per questo conviene chiedere al concessionario il listino e l’anno modello effettivo dell’auto proposta, così il confronto tra configurazioni resta allineato all’offerta più recente.
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