Lo schermo dell’auto? Ormai influenza la scelta d’acquisto quanto il motore. Deve essere performante, leggibile, far funzionare navigatore e chiamate senza creare disagi all’utente.
Tra un infotainment base e uno di fascia alta cambia tutto: piattaforma, software, connessione, dialogo con lo smartphone. Il risultato si vede nell’uso quotidiano: il display reagisce al primo tocco? I menu scorrono rapidamente? Le funzioni restano accessibili?
Un infotainment top di gamma monta spesso processori quad-core o superiori, le versioni base si fermano spesso a dual-core. Anche la RAM cambia: da 2 GB nelle configurazioni essenziali a 8 GB o più in molti modelli premium. Questo hardware determina i tempi di risposta del sistema: avvio rapido, cambi di schermata immediati, gestione simultanea di navigatore, streaming musicale e telefonate senza rallentamenti.
La memoria interna segue la medesima logica: dai 16-32 GB delle versioni base si arriva spesso a 128 GB o più in quelle avanzate. Lo spazio serve per mappe offline complete, applicazioni di terze parti e aggiornamenti OTA senza saturare il sistema.
Le dimensioni dello schermo determinano la differenza più immediata. I sistemi essenziali montano display da 7-8 pollici, mentre i top di gamma raggiungono i 12-15 pollici, con configurazioni a schermi multipli per plancia digitale integrata e passeggeri posteriori.
La risoluzione passa da HD standard (1280x720) a Full HD (1920x1080) o superiore. I pannelli premium utilizzano in diversi casi tecnologia OLED o mini-LED, con contrasti nettamente superiori rispetto agli LCD tradizionali. La densità di pixel per pollice aumenta, rendendo grafica e testi più definiti.
Il touchscreen capacitivo delle versioni avanzate supporta multitouch e gesture; quando la specifica viene dichiarata, può arrivare fino a 10 punti di contatto simultanei. I modelli base offrono spesso un multitouch più limitato, con funzioni ridotte. Trattamento antiriflesso e finitura oleofobica caratterizzano in molti casi i display premium, meno frequenti nelle configurazioni standard.
Apple CarPlay e Android Auto compaiono ormai anche sugli infotainment d’ingresso, tuttavia l’esperienza cambia in modo percepibile. Nei sistemi base la connessione resta spesso vincolata al cavo, mentre sugli allestimenti più completi arriva la modalità wireless per entrambe le piattaforme, con una gestione più solida della trasmissione dati e minori incertezze durante l’uso quotidiano.
Sui modelli di fascia alta cresce anche la dotazione di rete: 5G o LTE Advanced affiancano le soluzioni 4G, con vantaggi soprattutto su aggiornamenti OTA più estesi e su servizi con maggiore richiesta di banda, come lo streaming video per i passeggeri e l’hotspot Wi-Fi di bordo con prestazioni più convincenti.
Anche il Bluetooth segue lo stesso percorso: dalle versioni più datate, tipiche delle configurazioni essenziali, si passa a versioni recenti come la 5.2, con raggio operativo superiore e una gestione più efficace di più dispositivi collegati in contemporanea. Sul fronte audio, le dotazioni premium tendono a portare in dote codec ad alta qualità come aptX HD e LDAC, quando supportati, che nei sistemi base restano spesso fuori lista.
Apple CarPlay e Android Auto compaiono ormai anche sugli infotainment d’ingresso, tuttavia l’esperienza cambia in modo percepibile. Nei sistemi base la connessione resta spesso vincolata al cavo, mentre sugli allestimenti più completi arriva la modalità wireless per entrambe le piattaforme, con una gestione più solida della trasmissione dati e minori incertezze durante l’uso quotidiano.
Sui modelli di fascia alta cresce anche la dotazione di rete: 5G o LTE Advanced affiancano le soluzioni 4G, con vantaggi soprattutto su aggiornamenti OTA più estesi e su servizi con maggiore richiesta di banda, come lo streaming video per i passeggeri e l’hotspot Wi-Fi di bordo con prestazioni più convincenti.
Anche il Bluetooth segue lo stesso percorso: dalle versioni più datate, tipiche delle configurazioni essenziali, si passa a versioni recenti come la 5.2, con raggio operativo superiore e una gestione più efficace di più dispositivi collegati in contemporanea. Sul fronte audio, le dotazioni premium tendono a portare in dote codec ad alta qualità come aptX HD e LDAC, quando supportati, che nei sistemi base restano spesso fuori lista.
La resa sonora resta uno degli ambiti in cui lo scarto si percepisce subito. Sugli infotainment base l’impianto adotta in genere 4-6 altoparlanti con amplificazione complessiva nell’ordine di 100-150 W. Salendo di livello si arriva a sistemi con 20 diffusori o più, accompagnati da amplificatori dedicati che possono attestarsi tra 500 e 1.000 W, talvolta anche oltre, a seconda del progetto e del segmento.
Nei pacchetti audio superiori entra in gioco la parte di elaborazione: i processori DSP permettono una taratura più fine, perché modellano la risposta in frequenza e la scena sonora in funzione della forma dell’abitacolo e dei materiali interni. In molti casi i costruttori affiancano al proprio sviluppo partner specializzati, con firme note come Bose, Harman Kardon, Bang & Olufsen o Burmester, e una calibrazione dedicata al singolo modello.
Dal punto di vista della componentistica, le versioni più complete prevedono spesso subwoofer dedicati, tweeter separati per le alte frequenze e un diffusore centrale per stabilizzare la scena sul fronte. Inoltre, l’equalizzazione automatica può adattare l’ascolto alla disposizione dei passeggeri, mantenendo un equilibrio più coerente tra i diversi posti a bordo.
La resa sonora resta uno degli ambiti in cui lo scarto si percepisce subito. Sugli infotainment base l’impianto adotta in genere 4-6 altoparlanti con amplificazione complessiva nell’ordine di 100-150 W. Salendo di livello si arriva a sistemi con 20 diffusori o più, accompagnati da amplificatori dedicati che possono attestarsi tra 500 e 1.000 W, talvolta anche oltre, a seconda del progetto e del segmento.
Nei pacchetti audio superiori entra in gioco la parte di elaborazione: i processori DSP permettono una taratura più fine, perché modellano la risposta in frequenza e la scena sonora in funzione della forma dell’abitacolo e dei materiali interni. In molti casi i costruttori affiancano al proprio sviluppo partner specializzati, con firme note come Bose, Harman Kardon, Bang & Olufsen o Burmester, e una calibrazione dedicata al singolo modello.
Dal punto di vista della componentistica, le versioni più complete prevedono spesso subwoofer dedicati, tweeter separati per le alte frequenze e un diffusore centrale per stabilizzare la scena sul fronte. Inoltre, l’equalizzazione automatica può adattare l’ascolto alla disposizione dei passeggeri, mantenendo un equilibrio più coerente tra i diversi posti a bordo.
Le interfacce dei sistemi infotainment premium offrono temi grafici multipli, widget personalizzabili e profili utente distinti. Il riconoscimento automatico delle chiavi elettroniche carica le preferenze individuali: posizione sedile, temperatura climatizzatore, stazioni radio memorizzate.
I menu dell’infotainment base seguono strutture fisse con limitate possibilità di modifica. La grafica risulta essenziale, con icone di dimensioni ridotte e animazioni basilari.
I top di gamma permettono di riorganizzare le schermate, creare shortcut e impostare azioni automatiche basate su posizione o orario. La modalità notturna regola automaticamente luminosità e contrasti del display.
I sistemi avanzati comunicano con i sensori ADAS (Advanced Driver Assistance Systems) per visualizzare informazioni da telecamere e radar. La vista a 360° con prospettiva dall’alto, il monitoraggio dell’angolo cieco e gli avvisi di collisione vengono gestiti tramite l’infotainment premium.
Le configurazioni base visualizzano dati essenziali dai sensori di parcheggio, senza integrazione completa con i sistemi di assistenza alla guida.
La telemetria dei veicoli sportivi o elettrici viene registrata e analizzata più spesso dai sistemi più completi: potenza istantanea, coppia motrice, distribuzione delle forze in curva, consumi dettagliati per percorso. Le versioni essenziali mostrano, invece, parametri standard come velocità media e consumo complessivo.
I sistemi premium ricevono aggiornamenti via rete che agiscono su stabilità, funzioni e servizi, con installazione pianificata a vettura ferma e procedure guidate a schermo. In parallelo, la disponibilità di update legati a infotainment, navigazione e connettività dipende dall’architettura elettronica e dalla strategia del costruttore, quindi il ciclo di vita software diventa un elemento di scelta già in fase d’acquisto.
Sta avanzando l’adozione di sistemi operativi di bordo, spesso basati su Android Automotive OS, con una logica diversa rispetto alla proiezione dello smartphone tipica di Android Auto. In quel perimetro trovano spazio app installate sull’auto e, quando previsto, l’ecosistema Google built-in. Sul fronte della voce, l’evoluzione passa da comandi “a frasi chiave” a interazioni conversazionali: Volvo ha annunciato l’arrivo di Gemini sulle vetture con Google built-in, con funzioni legate a dialogo naturale, gestione dei messaggi e informazioni sul veicolo e sul viaggio.
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