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Auto elettriche
Marchi, colori, loghi: quando a contare è anche l'immagine

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Marchi, colori, loghi: quando a contare è anche l'immagine
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L'auto alla spina (anche) come manifesto. Non basta la presenza del powertrain: spesso e volentieri, sviluppare un'elettrica impone di studiare un'immagine diversa da quella dei modelli a motore termico. Anche per una questione di desideri del pubblico. Da anni le Case propongono, elaborano e rivedono strategie di comunicazione legate alla mobilità a batteria. E non parliamo solo di spot, pubblicità varie o di campagne di marketing, ma di un'identità che "viaggia" con la vettura stessa: un'identità di prodotto, per l'appunto, capace di differenziare le auto a batteria da quelle tradizionali.

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Brand identity. In questa fase di transizione, le Case sono le prime a voler comunicare di essere green e al passo coi tempi (ne parliamo anche nella sezione QElectric del numero di gennaio di Quattroruote), un punto non trascurabile per chi sceglie un'elettrica. Ebbene, in alcuni casi è la stessa appartenenza del prodotto alla gamma di uno specifico costruttore a identificare l'anima ecologica (o ecologista) del veicolo: l'esempio più noto, ovviamente, è quello della Tesla, il marchio elettrico per antonomasia. La Casa di Palo Alto non ha bisogno di rendere riconoscibile la presenza di un powertrain a emissioni zero sui propri modelli: tutti sanno che le auto di Elon Musk sono a emissioni zero. C’è poi l’esempio della Smart: pur essendo un marchio affermato, in Italia ancor più delle Tesla, non tutti sanno che la gamma di veicoli è, oggi, al 100% elettrica. Proprio per questo la Casa ha scelto di adottare un elemento distintivo, che più di altri rende riconoscibili le nuove Smart da quelle precedenti a motore termico: il marchio EQ, utilizzato anche dalla Mercedes.

Product identity. Oltre ai casi di brand identity appena citati, va detto che il massimo della riconoscibilità è attribuita a quei modelli disponibili solo con powertrain elettrico, pur essendo legati a marchi che propongono anche (e soprattutto) veicoli a motore termico. Per esempio, la Renault Zoe è facilmente identificabile come auto a emissioni zero, in quanto da sempre prodotta e venduta come tale. Lo stesso vale per la ID.3 della Volkswagen, il primo modello nativo elettrico di Wolfsburg. Ben diverso è il caso di quelle auto disponibili anche con motorizzazioni termiche e per questo più difficili da riconoscere come elettriche a un primo sguardo, come le varie Peugeot e-2008 e Opel Corsa-e, entrambe nate dalla piattaforma Cmp di PSA e distinguibili visivamente dalle versioni tradizionali solo per alcuni dettagli esteriori. Lo stesso vale per la BMW iX3, che non a caso abbiamo definito "elettrica in incognito".  

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L’importanza del colore. Soprattutto per questi modelli, disponibili anche con motori a benzina se non addirittura diesel, la presenza di un cuore mosso da una batteria viene comunicata attraverso alcuni particolari, come calandre chiuse, modanature e badge specifici, spesso accomunati da un ulteriore elemento: il colore. Fino a qualche anno fa, sembrava che l’identità delle auto elettriche - e, più in generale, il tema dell'ecologia - fosse legata solo al verde, evidente richiamo alla natura e, in particolare, al mondo vegetale. La cellula Tridion Electric Green delle vecchie Smart fortwo Electric Drive, per esempio, era il dettaglio che più di tutti distingueva questa versione della citycar da quelle a motore termico.

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Le altre tonalità. Da qualche anno a questa parte, in realtà, prevalgono altre nuance, come le finiture celesti di molti modelli elettrici, adottate soprattutto per le modanature e i loghi. Le stesse Smart a emissioni zero, con il passaggio dalla gamma Electric Drive a quella denominata EQ, hanno adottato questa cromia per vari dettagli, salvo poi abbandonarla con il debutto del restyling di fortwo e forfour, che ha segnato lo stop alle versioni termiche. Ma potremmo dire lo stesso delle BMW i (anche plug-in), identificate da particolari di questo colore, e della gamma Z.E. della Renault. Meno diffuso è il giallo, un colore con cui si è soliti rappresentare l’elettricità, adottato per i badge e altri elementi dalla Mini Cooper SE (elettrica) e dalla Suv compatta Mini Cooper S E Countryman (plug-in), mentre stanno prendendo piede tra le elettriche (e non solo) anche nuance di tipo acquamarina, come il Blu Celadon della Renault Zoe. E a proposito di acqua, se leggiamo i nomi di alcuni caratteristici colori della nuova Fiat 500 elettrica, cioè Glacier Blue (Blu Ghiacciaio) e Ocean Green (Verde Oceano) si ravvisano tematiche legate al riscaldamento globale, un argomento che preoccupa ambientalisti e legislatori di tutto il mondo.

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Poca fantasia. E a proposito di nomi, non possiamo ignorare un certo conformismo in materia. La “e” di “electric” o “energy” è presente un po’ ovunque, soprattutto quando è necessario distinguere le versioni a emissioni zero, e spesso anche le ibride, da quelle a motore tradizionale. Accade, per esempio, sulle elettriche di PSA nate dalla piattaforma Cmp: le Peugeot e-208 ed e-2008, ma anche le Opel Corsa-e e Mokka-e, oltre alla Citroen ë-C4, mentre il marchio DS aggiunge l'appellativo E-Tense alle versioni alla spina della DS 3 Crossback e DS 7 Crossback, rispettivamente un'elettrica e un'ibrida plug-in. Lo stesso avviene con le Volkswagen e-Golf (ora fuori listino) ed e-Up!, e con le già citate Mini Cooper SE e Cooper S E Countryman (quest'ultima è una Phev). La Fiat Nuova 500, che si distingue dal cinquino a motore termico già dall'aspetto della carrozzeria, non richiama l'elettrico nel nome, ma, a livello grafico, si nota una "e" stilizzata nel secondo "0" del logo "500".

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Sub-brand. Un nome, tanti modelli: è il modo in cui varie Case identificano la propria gamma di prodotti elettrici (o elettrificati), dando vita a veri sub brand. La Hyundai, per esempio, ingloberà sotto il marchio Ioniq i suoi futuri modelli elettrici, a cominciare dalla 5, mentre già da tempo l’Audi chiama e-tron le sue vetture a emissioni zero (i modelli plug-in, una volta identificati con lo stesso nome, hanno invece abbandonato tale denominazione). C’è poi la famiglia EQ della Mercedes, che, dopo la EQC e la monovolume EQV, sta per ampliarsi con l’arrivo sul mercato di modelli come le Suv EQA ed EQB e le berline EQE ed EQS (le plug-in e le altre ibride sono invece chiamate, rispettivamente, EQ-Power ed EQ-Boost). Infine, non possiamo non menzionare la nuova famiglia di elettriche della Volkswagen, che, oltre a distinguersi dal resto della gamma per uno stile specifico, sono facilmente individuabili grazie alla denominazione ID (ovvero "Intelligent Design"), come quella delle già note ID.3 e ID.4.     

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