Abarth - DS - Mini Sfida fra 595 Competizione, DS 3 Performance e JCW - VIDEO

Marco Ghezzi Marco Ghezzi
Abarth - DS - Mini
Sfida fra 595 Competizione, DS 3 Performance e JCW - VIDEO
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brand-0 model-0
Prezzo
€ 26.350
Motore
4L turbobenzina
Potenza
132 kW/180 CV

brand-1 model-1
Prezzo
€ 32.650
Motore
4L turbobenzina
Potenza
153 kW/208 CV

brand-2 model-2
Prezzo
€ 31.965
Motore
4L turbobenzina
Potenza
170 kW/231 CV

È meglio avere un’auto magari un po’ meno potente, ma più leggera, oppure puntare tutto sui cavalli senza pensare ai chili di troppo? Nel mondo delle sportive il dibattito è ancora aperto. Le protagoniste della nostra Prova sono tre piccoli bolidi (Abarth 595 CompetizioneDS 3 Performance e Mini John Cooper Works), tre modi di interpretare la sportività in scala ridotta, tre modelli molto speciali che occupano una nicchia di mercato cui in genere si rivolge il giovane appassionato. Gente che confronta i tempi sul giro, le curve di accelerazione. Che ama discutere di assetti e si lascia affascinare dal look elaborato, oltre che dal sound. In realtà, la prima significativa differenza che balza all’occhio è l’impostazione del posto guida. Quello della 595 è un po’ anomalo, visto che si sta seduti in alto rispetto alla strada, sia pure accolti in un guscio avvolgente di carbonio, parzialmente rivestito di pelle e Alcantara. D’altro canto, Mini e, soprattutto, DS 3 interpretano in modo più classico il tema, privilegiando una seduta bassa, a gambe ben distese e con il volante, di giuste dimensioni, adattabile anche a piloti di taglia grande. 

Abarth 595 vs DS 3 Performance vs Mini JCV: meglio avere più potenza o meno peso?

Come cambiano all'interno. Sulla francese c’è in più la regolazione in profondità del piantone, mentre la 595, quando è equipaggiata con i sedili Corsa by Sabelt (compresi nel Performance pack), deve pure rinunciare alla regolazione in altezza del cuscino (oltre agli airbag laterali). Altro elemento distintivo la caratterizzazione della strumentazione. La Mini, oltre ai quadranti standard, propone tre piccoli indicatori supplementari ancorati alla plancia dietro il volante. Una soluzione poco pratica e che tradisce l’assenza di un valido progetto d’integrazione. Meglio riuscita l’interpretazione dell’Abarth, che propone due diverse schermate digitali del grande strumento nel cruscotto con calottina di velluto. Premendo il tasto Sport sulla plancia, la grafica si riconfigura per far posto a un grande contagiri al centro, in modo da poter temere sempre sotto controllo i regimi. Più deludente, invece, sia dal punto di vista estetico sia da quello funzionale, il quadro strumenti della DS3, priva di veri richiami sportivi.

Le differenze risultano ancora più evidenti in pista. La Mini mostra subito i muscoli, grazie al due litri da oltre 230 cavalli. Ha temperamento, ma è più pesante delle altre due e, soprattutto, fatica a trasferire all’asfalto tutta la potenza, innescando anche reazioni sullo sterzo. La 595 ha meno ambizioni; del resto, dentro il cofano ha soltanto un 1.4 turbo, ma il carattere non le manca e, quando serve, nemmeno la cattiveria. E sfrutta molto bene la presenza del differenziale autobloccante meccanico (sulla Mini è elettronico) che limita i pattinamenti. Da questo punto di vista è ancora più efficace il Torsen della DS3, che scarica bene a terra i 208 cavalli a disposizione. La francese è molto disinvolta: s’inserisce con decisione in curva, è agilissima e, se la si porta al limite, può dare grandi soddisfazioni. Tiene il suo passo sul misto l’Abarth, anch’essa molto maneggevole, rapida a inserirsi in curva, precisa nel seguire le traiettorie, che effettua piatta e ben appoggiata all’asfalto, complice un assetto racing (con ammortizzatori Koni) senza compromessi, di cui si misura la rigidezza a ogni minima increspatura dell’asfalto, corresponsabile il passo ridotto.

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