Il funzionamento della visione notturna


Il funzionamento della visione notturna
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Nata per essere impiegata in ambiti militari, la visione notturna viene usata anche in campo automobilistico. La prima Casa ad aver adottato la tecnologia è stata la Cadillac, nel 2000, seguita dai marchi premium tedeschi. Oggi, il costoso e ancora poco diffuso optional è offerto da diversi costruttori: tra questi, oltre all'Audi, alla BMW e alla Mercedes-Benz,c'è anche la francese DS.  

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Questione di infrarossi. La visione notturna serve a individuare meglio gli ostacoli - principalmente persone e animali - durante la guida col buio. I sistemi possono essere passivi o attivi: la prima categoria, che ha debuttato sulla Cadillac ed è tuttora la più diffusa, si basa su una termocamera - una particolare telecamera sensibile alla radiazione infrarossa - in grado di rilevare gli oggetti con una temperatura diversa da quella dell'ambiente circostante. In questo caso, il vantaggio è che non servono proiettori dedicati ai raggi infrarossi, necessari invece nei sistemi attivi. Questi ultimi sono utilizzati per esempio dalla Toyota, che è stata la prima a impiegarli nel 2002 (sulla Land Cruiser), e dalla Mercedes, che li ha fatti debuttare nel 2005 sulla Classe S W221. Con la CL C216 del 2011, la Casa tedesca ha poi introdotto l'evoluzione dei sistemi di visione notturna, la quale consiste in un proiettore spot che ha il compito di illuminare i pedoni o gli animali rilevati dalla telecamera e di richiamare l'attenzione mediante lampeggiamenti. Tutto questo, ovviamente, senza disturbare i conducenti dei veicoli che provengono in senso opposto.

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