Cos'è e come funziona il cruise control


Cos'è e come funziona il cruise control
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Oggi si parla molto di guida autonoma e anche se le vetture in grado di viaggiare da sole sono ancora lontane, esistono già vari sistemi che aiutano il guidatore nel suo compito. Tutto è partito dal cruise control, ovvero il regolatore automatico di velocità, adottato per la prima volta nel 1957 dalle Chrysler Imperial vendute negli Stati Uniti.

Migliora il confort. Il cruise control è un sistema che mantiene l’andatura del veicolo agendo meccanicamente sulla farfalla del carburatore (per le vecchie auto), oppure controllando elettricamente quella dei motori a iniezione elettronica (e, ancora, gestendo l’iniezione nei propulsori  a gasolio), in modo da adattare la potenza erogata all’andamento della strada. In questa maniera, è possibile compensare le variazioni di velocità che si verificherebbero in corrispondenza delle salite o delle discese, logicamente entro certi limiti. Il dispositivo si attiva con un comando dedicato, di solito sul volante o su una levetta del devioluci: poi, una volta raggiunta la velocità desiderata, basta premere il tasto “set” per memorizzarla. È possibile aumentare e ridurre l'andatura agendo sui pulsanti + e -, oppure accelerando e premendo ancora il tasto “set”. Frenando, o toccando il tasto “cancel”, il regolatore automatico di velocità si disattiva temporaneamente fino a quando si preme “resume”, il quale fa riprendere alla vettura l’andatura prefissata. Col cambio automatico si può utilizzare il cruise control più spesso e più comodamente, perché i passaggi di marcia necessari per affrontare le salite oppure le riprese da bassa velocità non comportano la disattivazione del sistema, come invece accade quando si preme la frizione con la trasmissione manuale. I sistemi più moderni, poi, intervengono anche sui freni per mantenere la velocità costante anche lungo le discese più ripide.

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L'evoluzione adattiva. Visto il suo funzionamento, il cruise control si rivela più utile quando si viaggia in autostrada con poco traffico: in città, invece, va disattivato spesso. Questo limite è tuttavia superato dal cruise control adattivo: come il nome suggerisce, si tratta di un dispositivo in grado di modulare l’andatura prefissata tenendo conto di quella del veicolo che precede la vettura. La conquista è abbastanza recente e si deve alla Mitsubishi Diamante del 1995, primo modello dotato di un regolatore di velocità adattivo (anche se per rallentare scalava le marce e non usava i freni). Nel 1999, la Mercedes-Benz presentò il Distronic: questa evoluzione si serve di un radar a lungo raggio montato nella parte anteriore della vettura per misurare la distanza dai veicoli che precedono e, se necessario, rallenta l’andatura agendo sull’acceleratore e/o sui freni. Vista la possibilità di riaccelerare autonomamente fin da bassa velocità, il cambio automatico è praticamente d’obbligo. I primi sistemi adattivi non erano in grado di funzionare fino all’arresto della vettura, ma si disattivavano a 30-40 km/h. Sempre la Mercedes, nel 2005, migliorò il Distronic (ribattezzato plus) introducendo la possibilità di regolare l’andatura fino allo stop dell’auto e di impostare qualsiasi velocità da 0 km/h alla massima ammessa, alleviando così il lavoro del conducente nel traffico intenso. Col cruise control adattivo di seconda generazione, infatti, l’auto può gestire le code fermandosi e ripartire automaticamente se il veicolo che precede si muove entro pochi secondi. Altrimenti, basta premere il tasto “resume” per rimettere in moto la vettura.

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Distanze a piacere. Le auto dotate di un regolatore di velocità attivo si riconoscono facilmente, perché ai classici comandi si aggiungono quelli per variare la distanza di sicurezza da indicare al sistema (in genere, i livelli vanno da tre a cinque). Alcuni modelli, poi, offrono anche la possibilità di indicare l’entità dell’accelerazione utilizzata per riprendere velocità nel caso la strada si liberi, mentre altri modificano l'andatura in funzione della modalità di guida utilizzata (sport, confort, eco). Di recente, sono apparsi sistemi che impiegano una telecamera stereoscopica per determinare le distanze (come il Subaru Eyesight) ed è proprio grazie alle telecamere, da sole o in abbinamento ai radar, che è anche possibile rispettare i limiti di velocità: un’apposita funzione, selezionabile dal conducente, fa leggere il segnale all’occhio elettronico e imposta automaticamente la velocità limite nel cruise control. Infine, abbinando il regolatore automatico all’assistente per il mantenimento della corsia, si ottiene il livello 2 di assistenza alla guida: in pratica, entro certi limiti la vettura è in grado di viaggiare controllando l’andatura e le traiettorie. Ovviamente, anche in questo caso il conducente è sempre responsabile della guida e deve tenere le mani sul volante e gli occhi sulla strada.

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