Nel settore automotive il confine tra optional utili e trovate commerciali è sempre stato sottile. Ma con la corsa alla connettività e all’elettrificazione degli ultimi anni, la questione si è fatta più urgente: le auto si riempiono di dispositivi elettronici, eppure non tutti fanno davvero la differenza per chi guida.
Le case automobilistiche investono risorse significative nello sviluppo di sistemi ADAS, infotainment avanzati e soluzioni di assistenza alla guida. Parallelamente, i listini si arricchiscono di pacchetti optional che promettono esperienze premium, talvolta senza che l'automobilista medio riesca a percepire una reale differenza rispetto a dotazioni standard. Distinguere ciò che migliora l'esperienza di guida da ciò che serve principalmente a posizionare un modello in una fascia di prezzo superiore richiede un'analisi attenta dei dati di utilizzo e delle verifiche su strada.
Alcune tecnologie a bordo fanno davvero quello che promettono, e i dati lo confermano. Il cruise control adattivo, ad esempio, riduce l'affaticamento nei lunghi tratti autostradali: gestisce in autonomia distanza dal veicolo che precede, velocità e frenata. Il risultato, verificato su diverse tipologie di percorso, è una guida più regolare e consumi più stabili.
La frenata automatica d’emergenza (AEB) porta benefici misurabili nei tamponamenti, soprattutto alle velocità tipiche del traffico quotidiano. Un’analisi citata da Euro NCAP rileva una riduzione del 38% dei crash reali di tipo rear-end per veicoli dotati di low speed AEB rispetto a modelli comparabili privi del sistema. In altre parole, radar e telecamera frontale riconoscono il rischio di impatto e attivano la frenata quando l’intervento del conducente arriva in ritardo, con un effetto che resta significativo nel parco circolante.
Anche i fari full LED adattivi segnano un salto di qualità rispetto alle vecchie alogene. Il fascio luminoso segue le curve e si adatta al traffico in arrivo, illuminando meglio i bordi della strada senza abbagliare. Di notte, su strade extraurbane, la differenza è evidente: più campo visivo, più tempo per reagire.
Non tutte le versioni di una stessa tecnologia si equivalgono. I navigatori integrati di prima generazione, con aggiornamenti mappe costosi e procedure macchinose, sembrano preistoria rispetto ai sistemi attuali, connessi al cloud e capaci di ricalcolare il percorso in tempo reale in base al traffico.
Stesso discorso per i display touchscreen. I primi schermi resistivi, lenti e poco reattivi, hanno lasciato il posto a pannelli capacitivi da oltre 10 pollici, fluidi quanto uno smartphone di fascia alta.
La differenza si nota subito, soprattutto quando si regola il clima o si cambia stazione radio in movimento.
Va detto che tutto ciò che compare nelle brochure merita la spesa. I sedili massaggianti piacciono durante il test drive, ma nelle flotte aziendali l’entusiasmo si esaurisce nel giro di poche settimane. A fronte di un costo che può superare i 1.500 euro, l’utilizzo reale è marginale.
Le luci ambientali con decine di tonalità cromatiche personalizzano l’abitacolo, ma non incidono né sul comfort né sulla sicurezza. Di giorno passano inosservate; di notte, il cambio frequente di colore rischia di distrarre più che altro.
Le portiere soft-close sono un dettaglio elegante, ma, in effetti, poco sostanziale. Il meccanismo motorizzato aggiunge peso, complessità e costi di manutenzione. Se qualcosa si guasta, il conto tra attuatori e sensori dedicati può essere salato.
Capita sempre più spesso che la stessa operazione - regolare la temperatura, ad esempio - si possa fare in tre modi diversi: voce, touchscreen, tasto fisico. Sulla carta sembra un vantaggio; nella pratica, invece, genera confusione. I dati dicono che la maggior parte degli utenti sceglie un metodo e ignora gli altri.
La gestione remota via app è un caso emblematico. Precondizionare l’abitacolo, localizzare l’auto, e controllare la carica sono funzioni utili, ma spesso vincolate ad abbonamenti a pagamento dopo il periodo promozionale. Una spesa che si somma al sistema infotainment già pagato in listino, e che non sempre ripaga.
Scegliere bene un equipaggiamento significa ragionare su parametri reali.
Il primo è la frequenza d’uso: il parcheggio automatico può essere decisivo in città, del tutto superfluo per chi ha un garage privato.
Poi c’è la questione manutenzione. Un sensore radar danneggiato costa oltre 600 euro, e la ricalibrazione dopo un intervento di carrozzeria richiede strumentazione e manodopera specializzate. Più elettronica c’è, più sale il conto in officina.
Infine, c’è da considerare la compatibilità con l’uso reale. Il cruise control adattivo e il mantenimento di corsia, ad esempio, danno il meglio in autostrada. Chi fa solo tragitti urbani brevi, di conseguenza, rischia di pagare per qualcosa che non userà quasi mai!
I cerchi in lega maggiorati valorizzano subito l’estetica, però presentano un conto nel quotidiano: cresce la massa non sospesa, il comfort cala sui fondi sconnessi e i pneumatici, spesso a spalla più bassa, diventano più costosi da sostituire. Inoltre, a seconda di modello e allestimento, il sovrapprezzo può arrivare intorno ai 2.000 euro per un set da 20 pollici, soprattutto quando l’optional comprende cerchi e gomme.
A questo punto conviene chiedersi se il beneficio a livello visivo giustifichi tutto il pacchetto!
Nei segmenti A e B, gli optional si concentrano sull’essenziale: sensori di parcheggio, sistema multimediale con compatibilità smartphone, climatizzatore automatico. I margini ridotti non lasciano spazio a tecnologie complesse senza far lievitare il listino.
Nei segmenti premium il ragionamento si ribalta. Molto di ciò che altrove è optional qui rientra nella dotazione di serie. I pacchetti aggiuntivi puntano su personalizzazione, materiali pregiati e impianti audio di alto livello, rivolgendosi a un cliente meno sensibile al prezzo e più attento alla distinzione rispetto alla concorrenza.
La regolamentazione europea influenza direttamente la diffusione di alcune tecnologie. Dal luglio 2024, sulle nuove omologazioni nell’Unione europea si applicano requisiti di sicurezza generale che portano su ampia scala l’assistenza al mantenimento della corsia, i sistemi di avviso per stanchezza e attenzione del conducente e la predisposizione per l’alcolock. Queste dotazioni, un tempo riservate a modelli costosi, sono diventate obbligatorie senza distinzione di segmento.
L’introduzione di Euro 7, prevista per il 2026, rafforzerà i requisiti su emissioni e durabilità. Il focus riguarda anche aspetti tecnici come la gestione del particolato da freni e pneumatici, oltre alle soglie e ai controlli legati ai cicli di omologazione. Questo processo trasforma tecnologie inizialmente proposte come optional in standard di mercato.
La scatola nera assicurativa, pur non obbligatoria, può aprire la strada a riduzioni del premio, in base alle politiche tariffarie della compagnia e al profilo del cliente. Molti automobilisti accettano il dispositivo per motivi economici, pur con riserve sulla privacy. Le compagnie raccolgono dati su stile di guida, percorrenze e orari di utilizzo, utilizzandoli per profilare i clienti e calibrare tariffe.
Lo sviluppo dei veicoli elettrici sta modificando le priorità in termini di equipaggiamento. La gestione termica della batteria, i sistemi di ricarica rapida e le funzioni di precondizionamento diventano sempre più importanti. Gli investimenti si spostano da motori e trasmissioni verso elettronica di potenza e software.
L’intelligenza artificiale inizia a trovare applicazione nei sistemi di infotainment, che imparano preferenze dell'utente e suggeriscono impostazioni personalizzate. Tuttavia, questa evoluzione solleva interrogativi sulla raccolta dati e sulla trasparenza degli algoritmi. La regolamentazione dovrà stabilire limiti chiari per tutelare gli automobilisti.
La guida autonoma di livello 3, già disponibile su alcuni modelli tedeschi, permette al conducente di distogliere lo sguardo dalla strada in condizioni specifiche. Il sistema si assume la responsabilità legale durante questa fase. L'estensione di questa tecnologia a fasce di prezzo inferiori richiederà ancora diversi anni e comporterà costi assicurativi da definire.
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